Le cose cambiano…

Tanta acqua è passata sotto i ponti a volte seguendo un fluire tranquillo, altre volte scorrendo in modo tumultuoso. Alcuni di quei ponti si sono inevitabilmente spezzati, altri hanno resistito, confermando la bontà delle fondamenta. Tutta la mia vita è cambiata e stare dietro ai mutamenti assorbe molta energia.

Gli Italiani in transito, alla fine, sono tornati a casa. Hanno perso pezzi importanti, ciò che era un squadra è diventata un’unità, ma gettare al vento tanta parte della mia storia sarebbe stato troppo doloroso.

Dunque, con enorme lentezza, riprendo le fila di vecchi discorsi. Il ritorno mi ha fatto ritrovare luoghi conosciuti un tempo, ma mi ha anche concesso di sperimentare stimoli inediti. Ho incontrato nuovi amici pur non dimenticando i vecchi, che restano nel mio cuore. Ho fatto originali esperienze spesso basandomi su quelle vissute altrove, acquistando la capacità di rivedere con occhi trasformati antiche abitudini, spazzando via pregiudizi fastidiosi.

Mi sono finalmente fermata, ma porto con me conoscenze ed esperienze che mi permettono di raccontare, anche se in modo imperfetto, l’altrove, mediante la voce e gli occhi di altri, attraverso l’arte, i film e le cose belle che rallegrano l’esistenza. Non più un percorso fisico come è stato finora, ma un viaggio più intimo per cercare di comprendere i cambiamenti di un mondo che a volte non riconosciamo più.

Anni sono passati dall’ultimo aggiornamento di questa pagina, e forse, anzi sicuramente, anche il medium ha perso smalto, sostituito da connessioni più rapide. Assistiamo a cambiamenti epocali in cui il tempo per leggere o riflettere si è ristretto, sostituito dallo spazio per urla più che discussioni, invettive più che ragionamenti. Sempre meno sono quelli che possono permettersi di fermarsi un attimo, sovra stimolati come siamo da una messe di informazioni, anche non richieste. Il mio consiglio è prendersi il  tempo di un caffè per leggere qualcosa che fa stare bene, lontano dal clamore e dal rumore che si percepisce anche dietro una finestra chiusa. Sedetevi dunque e regalatevi 5 minuti di tranquillità.

 

12 pensieri riguardo “Le cose cambiano…”

  1. eh,non e’ facile,ma ci provero’?
    bella questa cosa che stai facendo,per esempio,se potevo,valeva la pena vedere il balletto.

    Mi ci devo abituare,dammi un po’ di tempo!
    un abbraccio
    v

  2. ganzissimo!
    sai che ho solo una vaga idea del blog, ma qui mi ci garba proprio?
    Uno ha delle cose da dire e le scrive, lo fa per argomento o anche no, forse, comunque rimane in contatto con chi vuole leggere e scrivere.
    E’ un bello spazio, come incontrarsi in piazza del duomo in un giorno di mercato, vedi quello che ti parla di vestiti e di bancarelle, quell’altro dei candidati a sindaco, l’altro ancora della zuppa di pane e tu rispondi o passi oltre…ti fermi, non ti fermi, ci ripensi e torni indietro…e il leit motiv, quello del transito,vale per tutti, per ch lavora lontano da dove è nato, per chi vive qualcosa da cui vuol fuggire, per chi sta bene dove sta e non ci può rimanere, vera questa storia del transito, Transito, il nome dell’amica di Esteban Trueba ne la casa degli spiriti, dove prima lui aiuta lei e dopo molti anni lei aiuta lui, ognuno nel proprio transito da un pezzo di vita ad un altro…

  3. “allora andiamo!”
    “ma dove ci vuoi portaaaare?”
    “allora andiamo!”
    “ma dov’è che si va?”
    “allora andiamo!”
    ” e se si deve andaaaare…”
    “allora andiamo!”
    “…. se si deve, si va!”

      1. E va bene Annalisa ,partiamo.Io sono pronta.
        A partire,ad accogliere…
        E’ che a volte penso come chi ci circonda….gli altri Stati,siano bravi con le parole e basta.Mi ha molto ferito il fatto che in alt’ITALIA un sindaco ha fatto togliere le iscrizioni in italiano per quel che riguarda le indicazioni dei rifugi! Ma ti rendi conto ,dei rifugi!!!!
        Allora mi viene da pensare che i Tedeschi si siano stanziati li’ ,nel mezzo del bosco ,proprio per evitare sbarchi…
        Ancora una cosa,non sono d’accordo : con il premio Nobel a Lampedusa.Chiaramente non perche’
        non lo meritano,ma se e’ vero che siamo per l’accoglienza….loro fanno solo una …cosa normale! E’ un paradosso,lo so.
        Pensavo,ma se Papa Francesco invece di andare a Lampedusa andava all’ONU e diceva: Signori miei ,aiutiamo TUTTI questi poveri disgraziati che arrivano in Italia?
        Accogliamone TUTTI un certo numero! Che ne dici?

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