La sala di lettura

Alex

Nel 2013 vi avevamo proposto la lettura dell’allora Premio Goncourt, Au revoir là-haute, definito dalla critica amorale, divertente, nero e profondo. Il suo autore Pierre Lemaitre era stato prestato alla “grande” letteratura da un genere che in Francia vanta una lunga tradizione (vorremmo ricordare solo i più giovani scrittori di “noir” quali Maxime Chattam, la coppia Camut e Hug, il lugubre Franck Thilliez) il romanzo poliziesco.

L’architettura di questo romanzo è impeccabile. Souspence, continui colpi di scena, ma anche una profonda costruzione dei caratteri di ogni singolo personaggio tutto concorre a renderne la lettura estremamente godibile. I due protagonisti, l’affascinante Alex e il commissario Camille Verhoeven costituiscono due facce di una intricatissima vicenda che li coinvolge entrambi, in modo diverso, e li costringe a ripercorrere a ritroso la loro storia personale.

Il libro si apre con il disturbante rapimento della bella e seducente Alex, che tuttavia verrà lasciata al suo destino, cosa che consentirà di scoprire raccapriccianti retroscena. Gli anni di polizieschi alla TV ci potrebbero in questo frangente portare a facili conclusioni che avrebbero reso la materia piuttosto scontata, ma Lemaitre, attento e sulfureo, ogni volta da’ una decisa sterzata al racconto aprendo scenari nuovi e inimmaginabili.

Consigliato a tutti gli amanti del noir, a coloro che rifuggono dalle trame semplici e lineari e che si divertono ad “entrare” nella testa dell’assassino!

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