Harry Potter e la pietra filosofale

Non ci potevo credere, ma, calendario alla mano, mi sono dovuta arrendere. Sono passati già vent’anni dall’uscita del primo libro della saga di Harry Potter, la storia del mago più famoso del mondo, un miscuglio vincente di genio, puerilità, sfiga e predestinazione.

E dunque i cari inglesi cosa decidono di fare per celebrare il maghetto uscito dalla penna di J.K. Rowling? Allestiscono una mostra presso la British Library di Londra: Harry Potter: A History of Magic. Non una normale mostra, ma un modo maledettamente sottile e intelligente per avvicinare il grande pubblico, richiamato dal nome di Harry Potter, alla visione dei tesori della British Library. Infatti in questo frangente verranno svelati rari libri, manoscritti e oggetti magici conservati nella collezione della biblioteca, catturando le tradizioni del folclore e della magia che sono al centro delle storie di Harry Potter. Verranno esposti inoltre per la prima volta in assoluto le bozze originali e i disegni di J.K. Rowling e dell’illustratore Jim Kay.

I visitatori fra le altre opere potranno ammirare il manoscritto di George Ripley del XVI secolo che spiega come creare una pietra filosofale, potranno gettare uno sguardo a Sirius nel cielo notturno come immaginato dagli astronomi medievali e incontrare immagini colorate a mano di draghi, unicorni e una fenice che sorge dalle fiamme.

Insomma il paradiso dei bibliofili. Da non perdere!

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