Happinez

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Tra tutte le convinzioni di questo nuovo millennio una si sta diffondendo con grande  rapidità: per vivere bene occorre attirare le energie positive che emanano da persone e situazioni. Un po’ ovunque mi trovo a leggere di comportamenti da evitare o da mettere in pratica, per intercettare queste supposte energie e saper riconoscere ed evitare chi o cosa, invece, sparge una supposta negatività.  Perciò non è un caso se, entrando in questi giorni in un’edicola, mi sono trovata davanti una rivista colorata e accattivante dal titolo: Happinez. L’ho acquistata e leggendola ho scoperto che è nato un vero e proprio business del positivo: incensi, candele, profumi, collane della serenità, sciarpe decorate con petali di rose e chi più ne ha più ne metta: il  tutto comprabile on-line.úimage

Oltre a tutti questi oggetti legati al feticismo della felicità, la rivista propone anche degli articoli,più o meno interessanti, su  nuove tecniche da adottare per lasciare entrare “aria nella mia vita”. Una tecnica mi ha colpito:  si chiama Emotional Freedom Technique, o EFT, una pratica psicocorporale che aiuta a tamponare certi meridiani (giuro che li chiamano cosi’) su cui concentriamo le nostre energie negative. Vi è anche descritta la “serendipite”ovvero il saper cogliere e apprezzare le cose belle che si presentano in modo semplice e inaspettato  nella nostra vita.

E poi vi ho trovato una caterva di consigli sull’amore e su come vivere il nostro quotidiano in modo più leggero (oggi va di moda questo aggettivo, usato spesso a sproposito) e gioioso.images

Infine, in ogni numero della rivista si trovano delle personalità che esprimono parole e pensieri ispirati a temi legati al vivere bene: amore, gratitudine, semplicità, coraggio.

Insomma: la saggezza del vivere quotidiano da mettere in pratica. Boh, non so che dire. Tutte cose vere, che un tempo facevano parte del buon senso. Ora se ne parla come di una riscoperta. Non sarà mica che abbiamo perso quel po’ di uso di mondo e di senso comune che sembrava connaturato ai nostri nonni?

chiacchiere del lunedì

Non mi perdo mai il piccolo scritto che Gianfranco Ravasi mette sul domenicale del Sole 24 ore, in prima pagina. Un settimana fa diceva di essere passato attraverso le sale dei Musei Vaticani ed aver visto gruppi di studenti stanchi e indifferenti alle spiegazioni dei professori. Ravasi si è allora rifatto a Plutarco e ha riportato le sue parole: L’opera del maestro non deve consistere nel riempire un sacco ma nell’accendere una fiamma.

Accendere l’interesse: ma è davvero così facile? Io credo che per farlo il maestro debba conoscere molto bene la materia ed essere in grado di manipolarla e renderla viva. Un esempio in questi anni è stato Roberto Benigni, con le sue letture della Divina Commedia.

Accendere l’interesse è la cosa più difficile in questi tempi folli in cui si corre senza neppure sapere perché, in cui i giovani sono bersagliati da milioni di stimoli…  

Mentre pensavo a queste cose, mia figlia che studia in una scuola internazionale è arrivata tutta baldanzosa e mi ha mostrato un video sul Rinascimento visto a scuola, questo video le è piaciuto molto e l’ha fatta divertire. Me l’ho ha mostrato con entusiasmo. A me,  quando l’ho visto, si sono rizzati tutti i capelli in testa e ancora ora mi domando se è questo a cui andremo incontro nell’insegnamento, per attrarre l’attenzione dei nostri figli.

Beh se funziona perché no!?

Date voi un’occhiata.

… e non dite che non è un’opera d’arte!

Chi conosce gli OK GO?

È un gruppo di Chicago che fa alternative rock, termine con il quale si definisce un tipo di musica “anti” (anticonformista, anticommerciale ecc ecc).

In Europa sbarcano nel 2005 ed è subito un successo. Quello che piace però non sono tanto le melodie (forse già un po’ “sentite”) quanto i video, realizzati con poco denaro spesso nel cortile di casa di qualcuno del gruppo, che i patiti di You Tube hanno potuto apprezzare in navigazione…

Ecco l’ultimo in ordine di tempo… non dite che non è un’opera d’arte! Godetevelo qui e fate una scappata su YT per cercare gli altri (il consiglio è quello di incominciare con il video di Here it goes again)