Mai un’artista è stato più amato

C’è una mostra che si aprirà tra poco in Svizzera, a Basilea, alla Fondazione Beyeler, dedicata ad uno dei pittori più amati e desiderati tra gli impressionisti: EDGAR DEGAS. La mostra si concentra sui lavori dell’artista nell’ultimo periodo della sua vita (1834-1917).

Chi non conosce Edgar Degas?

Chi non ha visto una sua ballerina o una copia riprodotta in mille modi? A volte mi chiedo se c’è ancora un modo di avvicinarsi alle sue tele con l’incanto che devono aver provato i primi che le hanno viste. Riusciamo a vedere le sue tele senza l’influenza mediatica e la popolarità che lo accompagnano? Questo non è il destino solo di Degas ma di tutto il gruppo dell’impressionismo al quale l’artista fu legato, anche se controvoglia, fin dalla prima mostra nel 1874. In fondo dell’impressionismo non accettò alcuni aspetti come l’idea di un’arte spontanea che registrasse ciò che l’occhio catturava all’aria aperta. I suoi lavori erano costruiti formalmente e per lo più venivano creati nel suo studio con l’aiuto del modello che poteva essere una fotografia o un ricordo (non dimentichiamoci che fu anche fotografo e la sua pittura ne risenti molto). E’ vero che i suoi temi non erano retorici ma andavano raccontando la vita contemporanea parigina, la vita nei caffè oppure il mondo degli atelier e delle ballerine ritratte molto spesso nei momenti di pausa o durante le prove.

Nella mostra saranno presenti le opere di Degas più lontane dalla poetica impressionista, ma si vedranno i soggetti delle danzatrici e dei fantini, quelli dedicati al nudo femminile e alla veduta di paesaggi.

La mostra apre il 29 settembre e sarà visitabile fino al 27 gennaio per saperne di più www.fondationbeyeler.ch

Camminare in un sogno…

il modello che ha reso famoso Louboutin, le cosiddette Pigalle

Chi avesse la fortuna di trovarsi a Londra in questo periodo, può scegliere di passare qualche ora visitando una singolare esposizione che fino al 9 di luglio sarà al Design Museum, al 28 di Shad Thames. Voglio parlarvene perché innanzituto il personaggio al quale é dedicato l’evento ha realizzato i sogni di molte donne e uomini in fatto di moda e in secondo luogo perché le sue opere di finissimo artigianato, che – nonostante la fama raggiunta – disegna e realizza personalmente proprio in Italia, a Parabiago, rappresentano, credo, una forma di arte “diversa”.

Sto parlando di Christian Louboutin, classe 1963, design e creatore di ciò che egli stesso stenta a definire semplicemente scarpe, il quale ha ideato un vero e proprio stile, divenuto oggetto di desiderio per tutte le donne e gli uomini del pianeta.

Figlio di un ebanista parigino, che lavorava con estrema finezza e delicatezza il legno, fin da giovanissimo è ossessionato dalle calzature delle ballerine di cabaret, che vede volteggiare sensuali su tacchi vertiginosi, spostando il centro di gravità, sollevando i fianchi e portando in avanti il petto, assumendo così una postura ondulante.

Incomincia così la sua carriera che lo porterà a capo di un’azienda diffusa in tutto il mondo con oltre 600 dipendenti che vende oltre 700.000 paia di calzature l’anno, nonostante i prezzi non proprio popolari.

Christian fin da giovanissimo si diletta nel disegnare altissimi trampoli e fa da assistente alle ballerine delle Folies Bergeres di giorno, mentre di notte gira i cabaret di rue Faobourg Montmartre in posizione privilegiata per osservare e comprendere come si portano, con grazia e leggerezza, i tacchi, mistero che moltissime di noi ancora non ha compreso…

Nel 1992 Christian ha la brillante idea di preparare una collezione interamente creata con la suola rosso fuoco. Ciò decreterà il suo successo planetario. La storia, nata attorno a questo vezzo, vuole che mentre Louboutin preparava un prototipo, per farlo meglio assomigliare al disegno che aveva in mente ne colorasse di rosso la suola con lo smalto per le unghie di una sua assistente. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, chiunque adocchi una suola rossa sotto una scarpa, immediatamente si chiede se si possa trattare di una Louboutin…

Dapprima disegna per le Maisons più famose, da Dior a Yves Saint Laurent, da Chanel a Sidonie Larizzi. Quando Roger Vivier  “il Piacasso della calzatura” lo chiama accanto a sé per organizzare la mostra retrospettiva della sua opera al Musée des Art Decoratifs di Parigi, la sua fama é decretata e la sua carriera prende il volo.

“Le Louboutin”, dopo vent’anni, sono già leggenda, sfoggiare una frivola suola rossa con tacco 12′ è il sogno di tante.

Personalmente guardo alle creazioni di Louboutin con rispetto e stupore, ma la cosa che mi è piaciuta di più del suo lavoro é scoprire che il laboratorio d’eccellenza della sua produzione si trova in Italia, dove l’arte di dare corpo ai disegni, anche a quelli più visionari degli artisti, è una capacità che ci portiamo nelle mani da sempre.