… non ci piace

… non ci piace quello che Beppe Severgnini riportava sul Corriere della Sera di sabato 28 aprile a proposito del grado di preparazione delle nuove generazioni. Uno studio americano, condotto dalla University of Harvard, infatti ha tristemente accertato che, per la prima volta nella storia dell’uomo, le prossime generazioni avranno studiato meno di quelle dei padri. Per gli Stati Uniti ciò dipende da molteplici fattori, fra gli altri  il costo sempre maggiore degli studi che, al contrario di quanto accadeva nei decenni passati, non garantiranno migliori prospettive di lavoro anzi sottraggono tempo prezioso. Severgnini notava che anche in Europa la situazione non é migliore. In Italia poi l’incertezza sul futuro regna sovrana e i giovani continuano ad essere i più penalizzati. Le cose cambiano quando si guarda all’Asia: qui il progresso sociale e non solo, ha creato generazioni di studenti agguerritissimi e motivati che si sono sparsi per il mondo a macchia d’olio, supportati da genitori che finalmente possono concedersi il lusso di far studiare all’estero i propri rampolli.

La situazione dell’Occidente è decadente e dà la misura di quanto necessarie siano le politiche che riguardano i giovani. Nella storia dell’evoluzione i nostri figli sono più vecchi di noi, speriamo che dimostrino, al contrario di noi, un po’ più di saggezza…

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2 risposte a "… non ci piace"

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  1. Purtroppo è vero: ad esempio gli studenti della Corea danno risultati eccellenti al prezzo di non essere felici a scuola e avere dei genitori che chiedono sempre più in termini di risultati inviandoli pure ai doposcuola notturni; o la madre cinese, professoressa a Yale credo, che costringe le figlie a studiare, suonare e fare ginnastica impedendo loro di mangiare e di dormire e che su questo ha scritto un libro di grande successo editoriale (di cui non ho sottocchio le coordinate ma non sarà difficile trovarle) … e noi che siamo sul fronte opposto, e quindi specularmente altrettanto nocivo, con un rapporto ambivalente con la scuola alla quale si chiede di sostituire i genitori e contro la quale ci scagliamo al primo intoppo educativo e purtroppo, tante volte, anche a ragione per scarsa sensibilità e preparazione degli adulti…aiutoooooooooooo cosa possiamo fare?

    1. Il panorama, hai ragione è sconcertante… non so proprio quale sia il miglior modello educativo, e quale, in termini di risultati, sia il più condivisibile. Con i miei figli sto adottando un altro metodo, ponendo come fine e scopo la felicità personale (che non significa essere irresponsabili o non seguire le regole) prima della realizzazione professionale… troppo generoso? Probabile… chi vivrà vedrà!

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