Cara Almea

Italianintransito è impegnata a sostenere un centro caritatevole che offe sostegno, in maniera concreta e efficace, a migliaia di persone poverissime che vivono a Addis Ababa in Etiopia.  Si chiama Centro san Giuseppe.

Perchè il Centro Sa Giuseppe ci rappresenta come italianintransito?

Perché chi gestisce questo centro è una signora, Almea Bordino, per metà italiana e per metà eritrea. Ha passato la propria vita in viaggio un po’ come noi. Almea si è trasferita da Asmara ad Addis quando era una ragazzina e lì ha costruito la sua vita, mai dimenticando il forte retaggio italiano della sua famiglia di origine. In lei convive un misto di culture. Lo stato italiano (i suoi genitori sono di origine italiana per via del nostro passato coloniale nella regione) le ha conferito la cittadinanza, ma lei rimane attaccata all’Etiopia per cultura e per radici: così parla italiano e amarico.

Ebbene questa donna  è un’imprenditrice, ha una sua attività che conduce con grande intelligenza e ha una famiglia molto bella composta da due figli. Dopo aver dedicato tanta energia alla cura della propria casa e al lavoro, ha pensato di fare qualcosa di più e dedicare metà del suo tempo agli altri. Un giorno, mi ha spiegato, ha sentito forte il desiderio di dare da mangiare a tutte quelle persone che chiedevano disperati un aiuto in mezzo alla strada. Lei è una ristoratrice e così ha deciso  di partire costruendo un piccolo luogo dove le persone potessero trovare un pasto caldo, con l’aiuto della parrocchia cattolica italiana di Addis. E’ partita  in modo semplice, ma siccome è una donna con forte doti di organizzatrice è riuscita a far crescere il centro e così è passata ad aiutare migliaia di poveri non solo con il cibo ma con mille altre attività. Tanto per riassumerle diciamo che paga le rette scolastiche, le uniformi e i libri a tantissimi bambini e bambine;  dà assistenza ai malati pagando loro le cure negli ospedali della città; ha aperto  una serie di dormitori per accudire gli anziani che altrimenti dormirebbero sull’asfalto delle strade (vi dormono anche tante  madri single poverissime).

Chi conosce Almea sa che è una donna molto forte, per niente arrendevole e prona a nessun compromesso. Ha dovuto combattere molto per arrivare a fare ciò che ha fatto; le difficoltà e le delusioni non le sono mancate.

Oggi il Centro è un luogo ove un povero che non ha niente viene ricevuto, ascoltato, vestito, ha di che sfamarsi e può curarsi. In questo luogo, l’ho visto io con i miei occhi, in più di un’occasione, ci si prende cura delle persone più povere:  così povere che noi, con tutti i nostri studi e col nostro incessante viaggiare, nemmeno ci immaginiamo. Se solo per un momento provassimo a metterci nei loro panni, proveremmo terrore.

Allora, cara Almea, a te che hai dovuto sopportare l’emarginazione subita da chi si impegna davvero per gli altri, a te che vedi ogni giorno una dimensione di vita terribile, testimoniando il dolore infinito degli ultimi, noi teniamo a far sapere che ti sosteniamo e che siamo dalla tua parte in questa folle e meravigliosa corsa a consolare chi soffre.

Chi volesse in qualche modo unirsi a noi, tramite un’adozione a distanza o sostenendo il centro in qualsiasi altro modo, può contattarci.

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