24 ore offline!

Internet addictionPer un problema tecnico, uno di quelli tanto incomprensibili quanto irrisolvibili (router, modem, adsl…?) siamo rimasti tagliati fuori dal mondo. Il collegamento Internet infatti è collassato e abbiamo passato le ultime ventiquattro ore “offline”.

Prontamente contattato il costumer service della società telefonica, il brillante individuo dall’altra parte della cornetta, dopo aver eseguito la sequenza standard di scongiuri, pronunciato antiche parole magiche di protocollo e indossato il copricapo da stregone non ha potuto fare altro che constatare che la nostra connessione internet era foutue. Ma va’? Niente panico però, nel giro di due o tre giorni tutto tornerà nella norma… AAAARGH! Come due tre giorni? Come si fa?

Dopo questa notizia, le delugeAdolescenti e “donne sull’orlo di una crisi di nervi”. Allertati parenti, amici e soprattutto il figlio lontano (che “no, purtroppo non torneremo online fino a venerdì almeno… non ti preoccupare.”) abbiamo predisposto (chi più chi meno) gli animi ad una angosciante attesa.

In casa si è scatenata la “sindrome da abbandono”. La figlia adolescente dopo aver passato mezzora a braccia conserte in stato semi catatonico, si produce in un bizzarro balletto con numero di “hackeraggio” (non vogliatemene, so che le parole sono importanti, ma non saprei proprio quale altro termine usare) aggirandosi per casa cercando di agganciare la rete di qualche ignaro vicino.

Il figlio di mezzo dopo il primo momento di sgomento arguisce i vantaggi di una momentanea sospensione della comunicazione con la scuola e si adatta sornione (tanto può connettersi con il telefono…).

Quanto a me sono stretta immediatamente dal senso di disorientamento e mi sale l’angoscia per la repentina “dipartita” dal mondo virtuale (come farò con il blog, le mail, i contatti  ecc ecc).

La disavventura di ventiquattro ore mi ha dato l’occasione di pensare a quanto, tutti o quasi, siamo diventati dipendenti dalla rete, tanto che non ci ricordiamo neanche più come facevamo a vivere prima di prendere l’abitudine di controllare la nostra vita e quella degli altri “on line”. Risulta inconcepibile come potessimo restare “non connessi” e vivere senza attingere continuamente a questo serbatoio senza fondo di nefandezze e ben di dio insieme. Le potenzialità delle rete ci sovrastano, l’amiamo e la odiamo insieme, essa ha il potere di farci sentire onnipotenti e allo stesso tempo insignificanti formiche.

… e allora? Allora ho cucinato senza il tutor on line, non ho letto le ultime angoscianti notizie dal mondo prima di coricarmi,  mi sono goduta un film interessante parlandone con la mia famiglia, non ho controllato che tempo ci sarebbe stato oggi.

Insomma in una sola parola sono sopravvissuta!

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