EVO, extra vergine d’oliva

pure drops of waterLe origini dell’olio di oliva si perdono nella notte dei tempi. La connessione dell’uomo con la pianta di ulivo è talmente antica che già nella bibbia il ramoscello era simbolo della pace fra Dio e gli uomini dopo il diluvio universale. Le prime tracce della coltivazione dell’ulivo risalgono a circa 7000 anni fa, e da lì allo sfruttamento delle olive per ricavare il prezioso liquido il salto è veramente breve.

Leggendo qua e là per scrivere questo post mi sono resa conto di quanta cura e quanto lavoro sta dietro questo straordinario prodotto che per brevità chiamiamo olio di oliva ma che dovrebbe essere sempre denominato olio extravergine di oliva (il famoso EVO che trovate in tutte le ricette di cucina italiana). Un toccasana per tutta una serie di patologie (dalla arteriosclerosi al colesterolo alto alla prevenzione di taluni tumori), insostituibile nella gastronomia, ha un compito basilare anche nella bellezza del corpo in quanto contiene sostanze benefiche quali la vitamina E che contrasta il processo di invecchiamento; la vitamina A; lo squalene, sostanza che rinnova la pelle; gli acidi grassi insaturi che prevengono eczema, acne, psoriasi e pelle secca; il beta-carotene che le dona elasticità e infine gli acidi ed alcoli cicatrizzanti. Che forza vero?

Sempre a proposito dell’olio extravergine di oliva è di oggi la notizia che ricercatori italiani hanno messo a punto un sistema rapido ed efficace per testare la qualità e la bontà dell’EVO, in modo da evitare le truffe e le contraffazioni che purtroppo squalificano questo eccellente prodotto. Ricercatori dell’università di Pisa hanno elaborato un metodo che basandosi sulla concentrazione di quattro pigmenti basilari dell’olio, infatti nel giro di pochi minuti non solo può determinare se l’olio è stato tagliato con olii non di oliva (in genere con l’olio di girasole inodore e insapore), ma anche se è stato scaldato per eliminare le eventuali sostanze che rendono il liquido di un colore e con un odore improprio. Inoltre il metodo mette a nudo anche l’eventuale cattiva conservazione dell’extravergine. Il metodo semplice ed efficace potrebbe essere utilizzato direttamente nei punti vendita.

 

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