Educazione alla felicità (NOW ALSO IN ENGLISH)

felicitàFlaubert nel 1869 proponeva l’Educazione sentimentale, Salvatores, nel suo film del 2012, raccontava l’Educazione siberiana, poi esiste l’educazione civica, l’educazione all’arte, quella fisica, quella stradale e chi più ne ha più ne metta, insomma esiste un’educazione per ogni gusto.

Etimologicamente educare deriva dalla particella latina e (fuori) aggiunta al verbo ducere che significa condurre, trarre. Dunque come recita il dizionario etimologico “condur fuori l’uomo dai difetti originali della rozza natura, instillando abiti di moralità e di buona creanza” (F. Bonomi, Vocabolario etimologico della lingua italiana).

Alcuni ricercatori dell’Harvard University sostengono che esista un metodo per educare alla felicità. Cioè esiste la possibilità di “condur fuori” il cervello umano e portarlo ad apprendere l’arte dell’essere felice in tre semplici step.

Innanzitutto concedetevi un attimo per voi stessi prima di andare a dormire e scrivete tre cose belle della vostra giornata, tre cose che sono andate bene e perché. Incominciate a praticare il “confronto virtuoso”, cioè cominciate a paragonarvi senza vergogna a chi è meno bravo di voi ed alimentate la vostra autostima. Infine non abbiate paura e raccontatevi la versione corretta di ciò che vi accade. Una falsa visione della propria vita può infatti portare alla depressione.

Inoltre ricordate sempre di vedere tutte le cose con ottimismo soprattutto quando considerate il vostro futuro.

La ricetta sembra semplice, ma sarà vero? Si può davvero esercitare il cervello ad acquisire la felicità come un esercizio fisico?

La felicità allora non è più dunque quello che poeti e scrittori hanno sempre sostenuto: un flash, un attimo sfuggente, che dura il battito delle ali di una farfalla o come scriveva Pratolini nel suo libro La costanza della ragione “La felicità è un sentimento segreto, esclusivo, inquisitorio, dolcissimo e supremamente crudele. Vi si sta arroccati come in un palazzo di ferro e cemento, dalle grandi vetrate; nello stesso tempo è un riflesso sull’acqua che non solo la brezza, ma l’ombra di un passante può alterare….La felicità non si narra. Si può appena, come la pioggia scorrendo a rivoli sui vetri traccia e scancella delle figurazioni, annotare i momenti salienti che ci consentono di intravederla”.

Sarebbe bello…

ENGLISH VERSION

In 1869, Flaubert published his renowned Sentimental Education. Salvatores, in his 2012 motion picture, recounted of a Siberian Education. On top of these we find civic education and artistic education, as well as physical education, road safety education and so on and so forth. Everything, when analysed, can be attributed to a certain type of education.

Etymologically, the verb ‘to educate’ derives from the Latin particle ‘e’, meaning externally, added to the verb ‘ducere’, which translates to ‘conduct, draw’. Therefore, quoting a popular etymological dictionary, literally meaning ‘to conduct man out of the original defects of its crude nature, dressing it with morality and good manners’ (F. Bonomi, Etymological vocabulary of the Italian language)

Some researchers from Harvard University believe that there is a method to educate oneself into feeling happy, that the possibility of ‘conducting’ the human brain and teaching it to learn the art of being happy does exist, and can be achieved in three steps.

First of all, concede a moment to yourself before going to bed, and list three positive things about your day along with why you believe they were so. Begin practicing the idea of ‘virtuous comparison’, or shamelessly comparing yourself to those that in your eyes is not as talented at a certain thing as you are, therefore boosting your self-esteem. Finally, do not be afraid and convince yourself of the real version of what is happening around your life. An unconvinced, false edition of life events can eventually dive one into depression.

Furthermore, always remember to look at everything with optimism, especially when you consider your future.

The recipe is simple enough, but is it true? Can you really train your brain to acquire happiness as if it were a physical exercise?

Happiness, then, in no more than what poets and writers have always sustained: a flash, a fleeting moment that lasts no more than a butterfly’s flap of wings, or as Italian writer Pratolini wrote in his 1963 novel ‘La costanza della ragione’ ‘Happiness is an emotion that is secret, exclusive, inquisitive, massively sweet and supremely evil. You perch to it as if in a building made of iron and cement with vast windows; and at the same time it is a reflection on water that not only a breeze, but even the mere shadow of a stranger can alter… Happiness cannot be narrated. It purely allows us to remember the moments that allow us to take a peak at her, as with rain flowing on glass panes drawing and erasing figures’.

Wouldn’t it be nice…

 

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3 Comments

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  1. Valorizzando i momenti positivi e sdrammatizzando quelli negativi, si può arrivare alla serenità….
    Ma la felicita e’ soggettiva e per ognuno arriva su un sentiero diverso.
    Dipende dalle aspirazioni individuali e dal vissuto personale….

  2. Completamente d’accordo, felicità significa vedere il lato positivo in ogni cosa, il bicchiere mezzo pieno, convincersi di star bene e ogni problema che si ha

  3. è risolvibile. Comunque non credo sia solo un attimo, ma una condizione che puó essere permanente. Articolo molto interessante!

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