La sala di lettura

Roberto Barni
Roberto Barni

Enrica è ancora in viaggio. Allora partiamo anche noi: il posto che vi propongo è incantevole, si trova in Spagna, a Granada, ed è “l’antica fortezza o castello fortificato, dei re mori di Granada”. Si tratta dell’Alhambra . Chi ci fa viaggiare è Washington Irving, un diplomatico, storico e viaggiatore nordamericano che arrivò a Granada nel 1829. Mettetevi comodi, perché entrererte in un “palazzo musulmano nel cuore di una terra cristiana, edificio orientale tra costruzioni gotiche occidentali, elegante vestigia di un popolo valoroso, intelligente e raffinato, che conquistò, dominò e svanì”. Irving vi soggiornò per diversi mesi e lì prese l’ispirazione per il bellissimo libro Racconti dell’Alhambra.

Alhambra
Alhambra

“Il fascino peculiare di questo antico palazzo da fiaba è il suo potere di richiamare alla mente vaghi sogni e immagini del passato, velando i fatti reali con le illusioni e le memorie della fantasia”. E così è tutto il libro, tra realtà e leggenda. Ci sembra di vivere con lui dentro l’Ahambra. Si godono le descrizioni, si attraversano le diverse fasi storiche, con i mori e con i cristiani, con re esemplari o despoti crudeli, per poi lasciarci incuriosire da tutte quelle descrizioni abbozzate e fresche di persone reali, pittoresche che popolavano il luogo in quel tempo, ormai lontano. Sono i “figli dell’Alhambra” e da essi l’autore parte ogni volta per raccontare delle storie che stanno tra la fiaba e la verità.

Esilarante lo “spilungone appollaiato sulla cima di una torre che pareva occupato a manovrare una o più canne da pesca, quasi volesse acciuffare le stelle.” In verità si capisce leggendo che questo spilungone aveva il compito di tener lontani i rondoni che giravano sulle torri “come sciami festosi di bambini all’uscita di scuola. Acchiappare questi uccelli, storditi dal loro stesso vorticare, ecco il divertimento dei nullatenenti figli dell’Alhambra che , con l’infallibili ingenuità dei bricconi matricolati, hanno inventato l’arte di andare a pesca”.image_book

Insomma, leggendo questo libro vi troverete a fare una vera vacanza, l’Alahambra è una residenza così speciale che porta a fantasticare e “tutto invita al dolce far niente, supremo piacere dei climi meridionali e mentre dagli ombrosi balconi si scorge, di tra gli occhi soccchiusi , l’infuocato paesaggio, l’orecchio si lascia cullare dallo stormire delle foglie e dai mormorii delle acque”.

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