Ancòra

imgres
Bamiyan, statua di Buddha distrutta dai talebani, marzo 2001

Sembra una parola che ieri ci risuonava nella testa: ancòra, ancòra violenza, ancòra terrorismo ancora attentati.

Invece Ancòra è il titolo di un libro che ho appena finito di leggere, scritto da  Hakan Gunday, edito da Marcos & Marcos. È un libro che vale la pena leggere, che ci aiuta a ricordarci che ciò che viviamo in questi tempi non si può leggere in modo unitario e semplice. Non conoscevo Gunday, anche se viene definito  uno dei giovani scrittori  più interessanti del momento. Dalla sua biografia scopro che in Francia è stato il caso letterario dell’autunno 2015 e ha vinto il Prix Mèdicis. Gunday può essere, come noi, un cittadino in transito: nato a Rodi ha sangue turco ed è cresciuto spostandosi da un paese all’altro. Ora vive ad Istanbul.

imgres-1
Hakan Gunday

Il libro affronta il tema dei richiedenti asilo, dei migranti, dei clandestini, cioè di tutte quelle persone che ci cercano – disperati – ospitalità in Europa. Penserete, come me, di leggere delle storie che vi aiuteranno a meglio comprendere e conoscere quella realtà. In parte è cosi: accade con la storia di Gaza, bambino turco figlio di un trafficante di esseri umani: vi farà seguire la condizione esistenziale drammatica di queste figure. Ma vi troverete dentro anche un’ indagine sull’animo umano che non si limita al migrante, ma coinvolge tutti noi. Si tratta di ricerca narrativa incentrata sull’origine e la natura di tanti nostri comportamenti, incluse le brutture e le storture del nostro animo, ma anche il continuo bisogno del bene e del riscatto. Leggendo il libro vi ritroverete a chiedervi, come Sere “Quando è che il male si trasforma in bene?”. Gaza riflette sull’animo umano, sull’odio, sul desiderio di rimanere chiuso dentro di sé – “ tuffarmi dentro il mio corpo”. L’analisi dell’animo umano avviene osservando i prigionieri chiusi in una cisterna, oppure analizzando la folla che corre per linciare qualcuno. Gaza arriva  a leggere la violenza come terapia contro la paura di stare con le persone,  il suo è un tentativo disperato di socializzare, passando dagli estremi : “il linciaggio era uno dei meccanismi di regolazione delle relazioni tra società e individuo, tra maggioranza e minoranza”.imgres-2

Uno dei brani che so già non dimenticherò più riguarda una riflessione di Gaza: “tuffandomi in quelle nuvole per cadere sul mondo come una goccia di pioggia (….) si può dire che quelle nuvole contenessero una parte di tutti gli esseri umani venuti al mondo, perché tutti avevano pianto. Anche i più duri avevano pianto almeno alla nascita . E quell’acqua vaporizzata che fluttuava nell’atmosfera conteneva una parte di loro….tutte le lacrime del mondo….immaginai di lanciarmi col paracadute attraverso le mie lacrime”.

Bellissima immagine potrebbe essere tradotta in un’opera d’arte.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: