Quando la pancia surclassa il cervello…

Parlando con i nostri figli, io e mio marito ci siamo domandati recentemente se ci troviamo di fronte alla fine di un’epoca. Per come la percepiamo noi, i decenni passati hanno rappresentato una sorta di espansione della cultura, della società, del pensare comune, e hanno generato un’ampiezza di vedute mai constatata in precedenza. Gli ultimi avvenimenti ci fanno temere invece una chiusura e una limitatezza di pensiero che a volte è esasperante. La lingua, che è preposta alla comunicazione, è lo specchio di questa situazione reale.

L’Oxford Dictionary fotografa ogni anno lo stato della lingua inglese, rieditando la bibbia dell’idioma anglosassone includendo i neologismi e scegliendo una parola che sulle altre si è distinta come vocabolo chiave. Tale parola riflette l’evoluzione del linguaggio (in questo caso l’involuzione) ed è contestualizzata nella realtà storica.

Per tale ragione l’Oxford Dictionary, ha eletto vocabolo dell’anno l’aggettivo “post-truth”, “post- verità”, che non significa – come sembra – “dopo che è emersa la verità”, ma assume un significato ben più profondo e terribile. Si tratta dell’identificazione di una sorta di approccio alternativo alla moralità. Il significato di post-truth si gioca in una zona grigia in cui non si tratta neanche più di dire il falso o di negare la verità, perché, poiché essa è considerata secondaria, non ha più un grande valore.

La definizione dell’Oxford Dictionary è: Adjective relating to or denoting circumstances in which objective facts are less influential in shaping public opinion than appeals to emotion and personal belief (aggettivo che si riferisce a o denota delle circostanze in cui i fatti obiettivi sono meno influenti sull’opinione pubblica rispetto agli appelli emotivi e alle convinzioni personali).

Siamo stati e siamo tutti spettatori di ciò che accade nel mondo, e l’impressione è che si preferisca ormai parlare alla pancia piuttosto che al cervello delle persone. Purtroppo dobbiamo constatare che in molti, in troppi, si sono fatti abbindolare dai venditori di fumo che danno ricette superficiali per superare guadi difficili e strade tortuose, che dovrebbero essere affrontati con ben altri mezzi.

Dunque siamo veramente alla fine di un’epoca, nell’era della post-verità in cui si può tranquillamente fare a meno della vecchia e logora verità? Che ne è delle parole di uno dei più grandi estremisti della storia che diceva ai suoi discepoli “la verità vi farà liberi” (Gv 8,32)? Secondo me è proprio giunto il momento di recuperarla.

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