Aleppo città fantasma

Si calcola che la città di Aleppo abbia 13.000 anni di storia, è più antica di Damasco e Gerico. Dal 1986 era patrimonio dell’Unesco ed oggi è un cumulo di macerie, una città fantasma, in cui l’orrore la fa da padrone, in cui si perpetua il genocidio, in cui nulla sarà più come un tempo.

In 13.000 anni di storia Aleppo ne ha viste tante, non è certo la prima volta che viene rasa al suolo. Non è certo la prima volta che sua popolazione viene decimata, ma poiché non ci troviamo più al tempo di Gilgamesh o delle Crociate la domanda è una: questo massacro può essere in qualche modo evitato? La risposta purtroppo è negativa, infatti finché prevarrà la logica degli schieramenti i civili, e fra loro i più indifesi, bambini, donne, anziani, sono destinati a pagare il prezzo più alto e non avranno scampo.

Come non hanno avuto scampo le vestigia di un passato ricco di storia, terra fertile per le tre religioni del libro che coesistevano in una città culturalmente e socialmente evoluta. Per secoli Aleppo è stata uno dei principali scali commerciali dell’area mediorientale, qui ad esempio la comunità ebraica locale ha custodito per un lunghissimo periodo il cosiddetto Codice di Aleppo, un prezioso manoscritto, il più antico manoscritto contenente la Bibbia ebraica la cui storia è stata tracciata da Matti Friedman in un memorabile libro che nulla ha da invidiare alle elaborate teorie di Dan Brown: The Aleppo Codex. A True story of Obsession, Faith and the Pursuit of an Ancient Bible.

Siamo impotenti di fronte all’orrore al quale assistiamo. Sembra che la battaglia finale per il controllo di Aleppo sia terminata, non si conosce esattamente il numero di vite che è costata e probabilmente non lo si scoprirà mai.

Martedì sera si è tenuta a Ginevra una manifestazione sulla Place des Nations in cui la solidarietà è andata al popolo siriano in lotta per la libertà e la dignità. Servirà  la mobilitazione per scongiurare altri massacri?

 

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