Le parole sono importanti!

Bruce Naumann: The true artist helps the world by revealing mystic truths
Bruce Naumann: The true artist helps the world by revealing mystic truths

Un’amica olandese mi diceva che mi avrebbe ascoltato parlare in italiano anche per un giorno intero, perché l’italiano “è una lingua che canta”.

Melodiosa e dolce, la lingua italiana è priva di quelle asprezze che a volte propone lo spagnolo ed ugualmente priva del ritmo ridondante del francese, anche se la matrice latina è la medesima. Non ho le competenze filologiche per affrontare l’argomento in modo scientifico, più che filologa nell’accezione specialistica del termine mi sento piuttosto φίλος λόγοι (filos logoi) amante della parola, perché quando si parla o si scrive bene il risultato è una specie di melodia, che, credo, tutti possono intendere. Quando riesco ad ottenere questa specie di musica (il che non è semplice) mi sento bene, soddisfatta. Lo scorrere esatto delle parole, in modo che non tradiscano il significato che voglio loro attribuire, mi rassicura e mi rallegra. Ma non sempre c’è il tempo di scrivere e riscrivere finché il risultato sia consono ai canoni che ci si impone…

L’italiano ci offre una straordinaria ricchezza di parole che pronunciate o scritte sono di una bellezza ineguagliabile. Intrinsecamente belle, belle per come suonano e per il ritmo e il colore che sono capaci di dare al nostro dialogare. Aggettivi come ferale, ubertoso, segaligno, desueto, poco utilizzati nel linguaggio comune, o termini come lungimiranza, oblio, cagione, scartafaccio, pescati a caso dal vocabolario, concorrono tutti a dare alla nostra espressione inusuali sfumature.

Il mio appello per l’inizio dell’anno nuovo è usiamo le larghe possibilità che ci offre l’italiano (e mi rivolgo in particolar modo ai giovani, compresi i miei figli, che stando all’estero sempre meno riescono a cogliere quella segreta melodia di cui si parlava), non facciamoci condizionare dalla televisione o dai giornali che propongono, per esigenze di tempo, una lingua rarefatta e arida. Ricerchiamo il piacere antico del “parlar bene”, dell’esattezza delle espressioni, sono sicura che ognuno di noi proverà, nel fare ciò, una profonda soddisfazione e ci sembrerà, in questo modo, di dare lustro alla nostra italianità, oggi più che mai appannata per altre ragioni.

3 risposte a "Le parole sono importanti!"

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  1. Proprio alcuni giorni fa leggendo un articolo di Gillo Dorfles mi ero appuntato la parola che lui utilizzava e che mi aveva incuriosito proprio per la musicalità: INOBLIABILE.
    Lo trovo molto indicato per dei personaggi straordinari che avete ricordato sul vostro bolg quali la prof.ssa Rita Levi Montalcini e l’artista Mariangela Melato

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