Jacques Le Goff un “ogre historien”

le goff nel suo studioSi è spento ieri all’età di 90 anni Jacques Le Goff, uno dei più importanti storici del nostro tempo. Un mostro sacro per chi, come me ha studiato o solo si è appassionato, alla storia medievale.

Jacques Le Goff un “ogre historien” (uno storico orco), perché affamato di conoscenza, con un appetito di storia riconosciuto in tutto il mondo. “Un medievista dalla curiosità avida e insaziabile, che sapeva – come diceva Marc Bloch, di cui egli stesso si definiva l’erede e il discepolo postumo – che il buono storico assomiglia all’orco della leggenda. Laddove sente odore di carne umana, là sa che si gioca la sua partita, da qui un’attenzione ai corpi, ai gesti, al riso, alle lacrime, ai sogni, alla materialità delle cose come all’immaginario delle civilizzazioni, al religioso come al meraviglioso” (Le Monde, 1 aprile 2014).

Jacques Le Goff si inserisce in quella linea di storici (Bloch, Febvre, Braudel, Duby) che hanno cambiato il nostro rapporto con la storia. Con lui il Medioevo si è illuminato. Non è stato più il periodo delle tenebre, ma la matrice della modernità come noi la viviamo attualmente.

Per salutarlo degnamente e per comprenderne lo spirito, bastino queste poche righe a proposito del concetto di Libertà, che Le Goff delinea e inquadra da storico navigato quale egli è stato.

“La libertà è un vecchio valore dell’uomo medievale. Anima le sue principali rivolte. La Chiesa, paradossalmente, ne dà il segnale. È sotto la bandiera della Libertas Ecclesiae, Libertà della Chiesa, che, col Papato in testa, la Chiesa rivendica l’indipendenza dal mondo laico che l’aveva sottomessa con l’imposizione del regime feudale. La libertà fu, a partire dalla metà del secolo XI, la parola d’ordine del grande movimento della riforma gregoriana.

Poi coscienti della loro forza, preoccupati di far sparire gli ostacoli al grande slancio avviatosi con l’anno Mille, contadini e neocittadini reclamano e strappano la libertà o, il più delle volte, delle libertà. All’affrancamento dei servi corrisponde la concessione delle franchigie o libertà al plurale, libertà che sono altrettanti privilegi.

Tuttavia sul piano religioso, intellettuale, sociale, politico, confusamente, timidamente fa la sua comparsa una nuova idea di libertà al singolare, quella della libertà moderna.

Ma l’uomo medievale resterà al limitare di questa libertà intravista come una terra promessa, secondo un processo di lotta, di riforma, di progresso sempre incompiuto”  (L’uomo medievale, , Laterza, p. 38).

Grande storico e grande divulgatore, con un occhio puntato sulla mentalità e sull’ideologia piuttosto che sulle figure e gli eventi. Insomma Le Goff ha ripercorso la storia spicciola, quella che fa comprendere lo stile di vita e la mentalità di un’epoca, piuttosto che focalizzare la sua attenzione su quella che per secoli era stata denominata la storia con la S maiuscola fatta di aride date e personaggi di spicco.

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