SOS influenza!

flueBeh! qui da noi sta nevicando copiosamente! Fiocchi grossi e pesanti alternati a minuscoli cubetti di ghiaccio, che strato dopo strato si stanno depositando a grande velocità. Domattina si vedrà che fare… L’inverno, quest’anno tanto atteso, finalmente è arrivato. E dopo aver superato ieri il blue monday, il giorno più triste dell’anno, ci tocca affrontare anche la seccatura peggiore che il freddo ci può regalare… la maledetta “influenza”. Innanzitutto due parole per spiegare da cosa deriva il nome italiano di questa malattia virale delle vie respiratorie. L’influenza è antichissima: i sintomi furono descritti da Ippocrate 2400 anni fa quando si pensava che la principale causa a determinare l’insorgere del male fosse, appunto, l’influenza maligna degli astri, che provocava sintomi tuttavia comuni anche ad altre malattie virali. Se in Italia e in Inghilterra la malattia fu denominata “influenza”, in Francia essa divenne la “grippe” dal verbo  “agripper” che significa afferrare bruscamente.

A che punto siamo a tutt’oggi? in Italia si stima che il picco dell’epidemia stagionale di influenza verrà raggiunto a metà febbraio, e ci aspetta una vecchia conoscenza. Infatti la maggioranza dei casi sarà dovuta al virus A-H1N1, vale a dire la mitica “suina”, chiamata amichevolmente “la maiala”! Chissà se noi, che un paio di anni fa ci vaccinammo contro questo ceppo, saremo immuni oppure (accertati gli imbrogli delle case farmaceutiche che cavalcando l’onda della paura produssero e vendettero quantità enormi di vaccino forse inutile) brilleremo di una luce verdognola nel buio della notte… Questo ceppo comunque è divenuto meno aggressivo e i soggetti più anziani hanno sviluppato nel tempo un’immunità notevole.

Gli esperti di influenza tuttavia nutrono alcuni timori su un nuovo ceppo influenzale che si sta diffondendo in Europa del Nord e Stati Uniti, l’A-H3N2, che pare tuttavia di non essere di marcata gravità.

Rassegnamoci, se ci tocca ci tocca. L’importante è non fare eroismi inutili. L’influenza, come diceva la mia nonna, si cura a letto, al calduccio, bevendo brodi caldi e succhi d’arancia. Non vi chiedo di giocare con i mattoncini del Lego (come si faceva quando eravamo malati, un milione di secoli fa), ma prendiamoci il tempo di guarire, dormendo e riposandoci. Nessuno è indispensabile!

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