Festival di Fotografia Europea 2015

image_simplesliderIl 15 maggio si aprirà a Reggio Emilia il Festival della Fotografia Europea 2015, che comprende mostre, conferenze, workshop e proiezioni sul tema “Effetto Terra“. Ogni anno a partire dal 2006 gli autori sono stati chiamati a “confrontarsi su temi diversi: la condizione urbana contemporanea, il corpo, il tempo, lo sguardo, la cittadinanza, il cambiamento. Sono molte le produzioni realizzate “ad hoc” per il festival e poi confluite nella pubblica collezione della città. Trattandosi di una riflessione a tutto campo sull’immagine contemporanea, si confrontano sul tema non solo fotografi ma anche intellettuali, artisti, filosofi e scrittori”.

Nell’anno dell’EXPO il concept del festival è ambizioso e affascinante. In questo contesto infatti gli autori sono stati invitati a riflettere sul rapporto della fotografia con i grandi temi contemporanei: l’ambiente, il territorio, il cibo, le radici, l’energia. Superato il semplice concetto di fotografia con funzione di rappresentazione e di documento, cambiati i mezzi, i modi, le iconografie, cambiati ancora gli immaginari e le riflessioni, come si può pensare ad una nuova rappresentazione del pianeta. “Quale nuova geografia ci può consegnare oggi la fotografia? Esiste ancora una contrapposizione tra natura e artificio? Tra memoria e novità, tra tradizione e futuro? Luoghi nuovi, nuovi modi di rappresentare, nuovi immaginari e nuove manipolazioni dell’immagine aprono non solo verso inedite prospettive ma anche ad una diversa considerazione del passato… L’arte del resto non si limita a rappresentare, a produrre immagini, ma spesso ha sentito e sente di dover essere più che un invito all’azione a sua volta un modo specifico di agire per innescare un cambiamento: dal suo impegno per raffigurare ecologicamente il mondo e i suoi problemi passa anche alla ideazione e realizzazione di interventi pubblici sul territorio e nelle comunità. La si è chiamata arte pubblica, che dell’immagine fa un uso attivo, performativo, che molto ha a che fare con le nuove tecnologie, usandole in modo costruttivo e condiviso”.

Il programma delle giornate inaugurali è succoso e invitante. Tanti i nomi famosi presenti (Darren Almond, Enrico Bedolo, Ricardo Cases, Pierluigi Fresia, Stephen Gill, Mishka Henner, Ange Leccia e Dominique Gonzalez-Foerster, Amedeo Martegani, Richard Mosse, Thomas Ruff, Batia Suter, Carlo Valsecchi, Helmut Völter, Nina Berman, Andrea Bruce, Stanley Greene, Jon Lowenstein, Pep Bonet, Sebastián Liste, Bénédicte Kurzen, Yuri Kozyrev, Francesco Zizola, Alixandra Fazzina, Kadir van Lohuizen, Asim Rafiqui, Olivo Barbieri, Bruno Pulici, Daniele Lisi,Joan Fontcuberta, Ákos Czigány, Arianna Arcara e Luca Santese, Jules Spinatsch, Alessandra Calò, Erik Kessels, Marcello Grassi) . Basta dare un’occhiata alle mostre in programmazione e si comprende immediatamente la portata dell’evento. Inoltre l’intera città si mobilita, sfruttando i suoi spazi migliori dalla Biblioteca Panizzi, al Museo dei Frati Cappuccini, alla Sinagoga.

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