“Passeur” o “guardiano del tempio”?

Nel marzo del 2013 Daniel Pennac pronuncia all’Alma Mater una lectio magistralis in occasione del conferimento della laurea ad honorem in pedagogia riconosciuta allo scrittore francese dall’Università di Bologna.

laurea 2015

La lectio, pubblicata nell’ottobre 2015 dalle edizioni Astoria si intitola Una lezione di ignoranza ed è un volumetto, che contiene anche un’altro saggio intitolato Gli indimenticati, e che ha il pregio di essere una lucidissima riflessione sull’importanza della lettura e sull’elogio di quella ignoranza che spinge alla curiosità per le idee e per il mondo che ci circonda.

Innanzitutto Pennac tesse le lodi degli indimenticati, quei personaggi che nella nostra vita, reputandoci capaci di condividere il loro entusiasmo, ci hanno fatto appassionare a una materia, poiché essi ne erano l’incarnazione stessa. Tanti di noi infatti hanno avuto la fortuna di incontrare un professore, un mentore che li ha veramente interessati, che ha “trovato” tempo per loro e ha trasmesso loro la voglia di sapere.

Nella lectio, accorata e toccante,  Pennac divide tutti coloro che sono preposti a trasmettere la cultura in “guardiani del tempio” e “passeur”. I primi arroccati sulle proprie posizioni “decretano e denunciano” riducono la lettura “a conoscenza, la conoscenza considerata una proprietà privata e il posto di custode garantito a vita. Il guardiano del tempio coltiva la certezza che oggi trasmettere non sia più possibile”.

I secondi, i “passeur”, disegnano una figura che “è ben più di un ruolo, è un modo di essere, un comportamento”. Distinto dalla curiosità, il passeur legge di tutto, ma soprattutto non “accaparra niente” tutto scorre attraverso di lui verso le menti altrui. Ci sono tanti tipi di passeur secondo Pennac dai genitori generosi che si preoccupano di far diventare buoni lettori i propri figli, al libraio che inizia i prorpi clienti al piacere di muoversi attraverso i diversi generi letterari e che fa della libreria il proprio universo.

C’è un finale inaspettato a questo discorso che ogni insegnante dovrebbe leggere e mandare a memoria: “le nostre ragioni di leggere sono strane e personali quanto le nostre ragioni di vivere.
Sì, è questa la paradossale missione del passeur di libri: offrire a ciascuno di noi il piacere segreto di essere il Guardiano del nostro Tempio”.

 

 

 

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