Festina lente

images… che in latino significa affrettati lentamente e che a prima vista può sembrare un ossimoro, ma che dovrebbe rappresentare invece il giusto approccio ad ogni cosa.

Ho avuto la fortuna di riflettere su questo motto latino usato da Cosimo de’ Medici, che Svetonio attribuisce ad Augusto, imbattendomi in un libro illuminante che ho divorato oggi nello spazio di una domenica di vento e pioggia. Di Lamberto Maffei, già direttore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR e del Laboratorio di Neurobiologia alla Scuola Normale di Pisa, nonché  presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, il volume si intitola Elogio della Lentezza (il Mulino, Bologna 2014).

Il testo di Maffei, che potrebbe sembrare a prima vista una accademica esplorazione dei meccanismi cerebrali che guidano i pensieri definiti “rapidi” e “lenti” entrambi parte della natura umana, si è rivelato particolarmente significativo. Maffei riflette sull’importanza di concentrarsi sul pensiero lento poiché troppo spesso “dimentichiamo che il cervello è una macchina lenta e questo desiderio di emulare le macchine rapide diventa fonte di angoscia e frustrazione “. Nell’uomo coesistono “sia meccanismi ancestrali rapidi di risposta all’ambiente, automatici o quasi automatici, sia meccanismi più lenti… i primi sono in gran parte inconsci, mentre i secondi sono frutto di ragionamento”. La riflessione di Maffei “è un invito a riconsiderare le potenzialità del cosiddetto pensiero lento basato essenzialmente sul linguaggio e sulla scrittura”.  Elogio della lentezza dunque, una lentezza che anche a livello di evoluzione ci è stata data “affinché ognuno di noi possa imprimere un’impronta personale allo sviluppo del suo cervello, aggiustando progressivamente le connessioni delle fibre nervose a seconda degli stimoli selezionati dall’individuo o dall’ambiente in cui vive”.

Festina lente

Ma Maffei non si arresta qui le analogie fra lo sviluppo del cervello e lo sviluppo della società si susseguono, la critica al consumismo e a un’economia di mercato che premia la rapidità di scelta asservita al successo economico si fa serrata. “Le materie umanistiche… fanno paura, perché rendono l’uomo più libero, meno omologato; aumentano la biodiversità e quindi rendono più ricca la comunità umana”. Il consiglio e l’augurio è che il “pensiero diverso, irriverente, originale e spesso creativo anche se non crea prodotti destinati al mercato” si faccia di nuovo spazio diventi predominante.

Ce lo auguriamo anche noi… staremo a vedere! Noi nel nostro piccolo ci impegniamo!

Buona settimana

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