Buchi nello spazio

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immagine prodotta per Interstellar  da scienziati per rappresentare un buco nero

Sembra che abbiamo appena vissuto un momento storico nel campo della ricerca scientifica.  Sono state misurate per la prima volta le onde gravitazionali e così sono state confermate le vibrazioni dello spazio-tempo, ipotizzate da Albert Einstein. In questa scoperta, leggo e cerco di capire,  abbiamo avuto la prova diretta dell’esistenza dei buchi neri. E qui mi fermo;  non sono in grado di andare oltre: tutto ciò che so sui buchi neri l’ho visto nel bellissimo film di fantascienza di Christopher Nolan, Interstellar.

Ma pensandoci bene, in questi giorni non potevo fare a meno di vedere in questa scoperta il compimento di un desiderio, di un sentire, che con  Einstein si è trasformato in legge scientifica; mentre con l’artista Lucio Fontana si sarebbe trasformato in un modo diverso di percepire lo spazio. 

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Lucio Fontana, Concetto Spaziale, Attese,1968

E cosi, tornando indietro negli anni, ho ripensato a quella spinta propositiva e futuristica che è stato il movimento dello spazialismo. Un movimento d’arte apparso nel secondo dopoguerra, grazie alla mente di Lucio Fontana e alle sue teorie. Non c’è dubbio che le opere dello spazialismo erano influenzate dalle prime esperienze scientifiche nello spazio. Nella serie dei Buchi si vede come “ la superficie del quadro- scrive Angela Vettese- si riempiva di crateri irregolari come cieli stellati”. Le sue tele, i suoi squarci, sono il tentativo di raccontare il vuoto, il desiderio di tuffarci in un’altra dimensione.  Non guardiamo un quadro; un concetto spaziale è un viaggio dentro l’opera, oltre la tela. Un quadro, dunque, che offre un’esperienza spazio-temporale diversa.

Fontana ha trovato un nuovo spazio per l’immagine, e la sua scoperta è ricca di conseguenze: nell’arte lo hanno seguito in tanti e molti ancora lo seguono . La sua risposta artistica alla scienza non è lontana per, influenza e valore, a quella che fece Brunelleschi con la prospettiva.

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Lucio Fontana, Concetto Spaziale, La fine di Dio, 1963
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