Backup, dischi esterni e diavolerie varie

L’altro giorno ho vissuto l’incubo che molti di noi non vorrebbero mai dover vivere.

laptops transferring to cloudIn cerca di documenti importanti, diligentemente stipati (conservati, backuppati, storati o come diavolo si dice) su una memoria esterna del computer di casa, questa “cosa”, consigliatami in negozio (signora, può contenere un tera (?), con questa avrà tutta la memoria che le serve) non ne voleva sapere di comunicare con me.

Come si dice in famiglia, sono una grande creatrice di anomalie informatiche, ma, accidenti, quello che stavo facendo era l’abc dell’utilizzo, anche un bambino poteva riuscirci (anzi forse un bambino ci sarebbe riuscito molto meglio di me).

In un attimo ho pensato che tutti i dati, tutti i documenti, tutte le fotografie (soprattutto le fotografie) testimonianza di un’intera vita (beh di almeno dieci anni) sarebbero state definitivamente perdute. Ho avuto un tuffo al cuore. I miei bambini sorridenti (oggi ormai uomini fatti), le cose che non ho più e di cui conservavo un ricordo visivo, i momenti passati, i viaggi, addirittura i piatti gustati (chi mai avrebbe fatto, se non per mestiere, delle foto da ghiottoni prima dell’avvento del digitale… sembrava pellicola sprecata) insomma tutto il puzzle della mia esistenza sparito in un soffio. Incredulità, rabbia e un sentimento di inutilità profondo: tutto conservato nei meandri di quella maledetta scatoletta di plastica e chip. Ho pensato a quanto fossero belli i faldoni di una volta, di quanto la copia cartacea fosse importante, di quanto belli siano gli archivi polverosi e gli album fotografici con le foto che piano piano perdono il colore.

La tristezza era immensa. Poi il maledetto affare ha fatto un beep e tutto è ritornato alla normalità. Ma il dubbio rimane. Che fare? Senz’altro il backup del backup (così, però, per sentirsi sicuri si potrebbe andare all’infinito: il backup del backup, del backup, del backup ecc ecc), oppure infilare tutto nella magica “nuvola” (così poi la perdita eventuale non dipenderebbe neppure da noi…), oppure ridarsi al cartaceo, oppure riempire la casa di centinaia di chiavette catalogate e conservate come fanno gli entomologi. Non lo so! Ci dovrò pensare, per ora mi sto ancora riprendendo dalla grande paura…

 

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