3,14 ovvero Pi greco

Il 14 marzo (3.14) si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale del Pi greco, meglio conosciuta come Pi Day. Ne parlo perché ciò che ho visto e letto su questo argomento mi ha dato la misura di quanto gli esseri umani possano essere diversi fra loro e di come mentre gli uni provano un fremito davanti ad uno spettacolo naturale, ascoltando musica o leggendo una poesia, altri sentono realmente qualche cosa creando un’equazione…

Innanzitutto, e purtroppo non è un ricordo che risale ai tempi della scuola, due parole su cos’è il Pi greco. Si tratta di una costante matematica che rappresenta il rapporto tra il diametro di un cerchio e la sua circonferenza. Giuro che ho fatto di tutto per memorizzare se non altro la storia di questo numero affascinante, ma credetemi tutto ciò che mi è rimasto impresso è che viene usato fin dalla notte dei tempi, una misurazione simile a quella possibile con il Pi greco è presente nella Bibbia, che fu Archimede a farne il calcolo più preciso e che fu chiamato Pi greco a partire dal 1706 dal matematico inglese William Jones. Detto ciò mi scuso con i fanatici del Pi greco se non riesco ad essere più esaustiva. Continuando la mia ricerca ho scoperto che esso è presente quotidianamente nelle nostre vite (chi lo avrebbe detto?) dal diametro della teglia per la crostata, al pallone da calcio, secondo recenti studi anche le anse dei fiumi sottostanno alla regola del Pi greco…

Ho scovato un esperimento che, se avete voglia e tempo potete fare, che dimostra quanto il Pi greco sia subdolamente presente in ogni dove! Se infatti prendete un foglio di cartone, ci disegnate un quadrato con dentro un cerchio, lo mettete fuori dalla finestra e aspettate che piova, contate poi le gocce cadute nel cerchio e nel quadrato, dividete i due numeri e moltiplicate il rapporto per quattro, otterrete un numero molto molto vicino a 3,14, il Pi greco appunto.

Tutto ciò naturalmente non vi porterà a nulla a meno che non facciate parte della categoria di esseri umani che si appassiona al solo pronunciare Pi greco.  Altro fatto incredibile è come generazioni di matematici abbiano caparbiamente cercato di calcolare le cifre decimali dopo la virgola e a tutt’oggi sono arrivati a contarne 5 miliardi…

Comunque per tutti coloro che, come me, non riescono proprio ad appassionarsi ad una costante matematica, sappiate che esiste addirittura un genere letterario che si ispira al Pi greco.

Si chiama Pilish è stato inventato all’inizio del ‘900 e consiste nello scrivere poemi e racconti utilizzando parole della lunghezza indicata dalle cifre decimali del Pi greco (=3.14159265358979…). Classico esempio il breve poema di Joseph Shipley:

But(3) a(1) time(4) I(1) spent(5) wandering(9) in(2) bloomy(6) night(5); (…e via così)

Yon tower, tinkling chimewise, loftily opportune.

Out, up, and together came sudden to Sunday rite,

The one solemnly off to correct plenilune.

Sappiate dunque che se siete ossessionati dal Pi greco potete scrivere in questo modo andando avanti per ben 5 miliardi di cifre, ma credo che si riesca ad impazzire con molto molto meno!

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