Please: FOCUS!

Resiliènza, dal vocabolario della lingua italiana Treccani: “In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi e difficoltà”.

Tempi difficili… qualcuno ha perso la speranza, altri hanno deciso di partire, altri di sparire, mentre i soliti noti tornano alla ribalta alimentando rabbia e falsità, parlando alle pance e non ai cervelli, nutrendo l’odio e non lo spirito; creando una sotto cultura in cui è lecito sparare fango sull’avversario e sviluppando un mood negativo nel quale soprattutto i giovani si sentono intrappolati e abbandonati.

E non è atteggiamento solo nostrano, rigurgiti di populismo, di chiusura, di desiderio di fermare un mondo che, nonostante tutto, prosegue inarrestabile la sua marcia, li abbiamo visti e li vediamo ovunque.

Non basta più sperare in ciò che Dostoevskij scriveva ne L’idiota: “la bellezza salverà il mondo”. Siamo oltre… è il momento di agire!

È chiaro che ricette non ce ne sono, ci sono solo voci autorevoli che ci possono suggerire che fare. Il premio nobel della letteratura 1993, la scrittrice afro americana Toni Morrison scrive: “Non c’è tempo per la disperazione, non c’è posto per l’autocommiserazione, nessuna necessità di silenzio, niente spazio per la paura. È così che le civiltà guariscono “.

Ed è recente il Manifesto for creative Resiliance  realizzato da Wendy Macnaughton, già illustratrice del NYT, oggi affermata disegnatrice, e Courtney E. Martin, definita una delle penne più giovani e promettenti dell’universo letterario americano. Il manifesto, (che vi farà venire in mente lo Stop it and just DO di Sol LeWitt) ricorda qual è il compito fondamentale non solo dell’artista, ma di ognuno di noi in questi tempi non proprio brillanti.

La traduzione del manifesto è più o meno questa:

Questo è il tuo compito

Senti ogni cosa, intuisci le cose difficili. Le cose inspiegabili, le cose che ti fanno respingere la capacità di redenzione dell’umanità. Senti tutti i paradossi furiosi. Sentiti sopraffatto, pazzo. Sentiti incerto. Sentiti arrabbiato, impaurito, impotente. Sentiti congelato.

E poi CONCENTRATI.

Prendi la tua penna. Prendi il tuo pennello. Prendi fra le dita il tuo dannato mento. Metti le tue mani callose sul piatto girevole, sull’argilla, sulle corde. Salta dietro la macchina fotografica. Cerca quel sottile spiraglio di luce.

Cerca la verità (sì, è una cosa, che esiste ancora.)

Concentrati su quella luce. Ingrandiscila. Rivela la feroce urgenza del presente. Rivela quanto siamo a pezzi e quanto siamo capaci di essere riparati. Ma non sottolineare la frantumazione. Niente di nuovo sarebbe stato costruito se le cose non si fossero mai rotte. Un uomo saggio ha detto una volta: c’è una crepa in tutto. Così entra la luce.

Prendi quella luce.

Questo è il tuo compito

Buona settimana!

 

 

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