Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei

Un qualsiasi pezzo di carta scritto a mano può raccontare molto di ognuno di noi. Liste della spesa, ricette, annotazioni, sebbene possano sembrare degli scarabocchi conservano caratteri acquisiti a scuola e rivelano la nostra provenienza. Esistono infatti differenze riconoscibili e coerenti nella scrittura tra le nazionalità – impronte culturali che raccontano una storia tra le righe. Inoltre la scrittura a mano moderna presenta delle idiosincrasie regionali che persistono nel nostro paesaggio digitale. In un momento in cui le differenze culturali sembrano diminuire, le forme delle lettere spesso distinguono ancora un paese e le sue frontiere, come una volta la cucina regionale o la moneta locale.

Anche se ormai l’unica forma di scrittura a mano che si pratica è fare la propria firma, tuttavia conserviamo e riproponiamo ciò che ci è stato insegnato a scuola. La parola corsivo deriva dal latino currere e si assegna a quel tipo di scrittura che prevede le lettere unite  e il sollevamento della penna solo per staccare le parole fra di loro, proprio come una  “mano che corre”.

“La forma di una lettera non è secondaria al suo suono e al suo senso” si dice, e ciò era stato già compreso da artisti quali Leon Battista Alberti che applicò le proporzioni geometriche allo stampatello.

 

L’Italico ad esempio è una calligrafia corsiva rinascimentale nata in Italia che ha dato origine a gran parte delle scritture corsive in uso ancora oggi nei paesi occidentali, un contributo del nostro Rinascimento alla civiltà.

“Particolarmente adatta alla scrittura veloce con la penna d’oca, oggi questa calligrafia si esegue facilmente con penne stilografiche e penne a sfera, che la rendono idonea anche a una grafia veloce quotidiana; ma i risultati migliori si ottengono con un pennino tronco che possa replicare nel ductus il ritmo e l’alternanza di tratti spessi e sottili della penna di volatile. Inclinata e raffinata, dal tratteggio marcato e con forte enfasi verticale, questa grafia risulta molto apprezzata in constesti eleganti, di facile lettura e ideale per chi voglia avvicinarsi alla calligrafia per la familiarità con cui il nostro occhio riconosce i suoi caratteri grazie alla loro vasta diffusione in molti contesti” come racconta il calligrafo Lorenzo Pacciaroni.

In epoca di IPhone e messaggi digitali la calligrafia sembra un inutile mezzo di comunicazione, ma non succede anche a voi di provare gioia e quasi piacere quando vergate nella giusta proporzione le lettere su un pezzo di carta?

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