Il Dottor Zivago e altre storie

Ricorre quest’anno in novembre un anniversario importante per la storia della letteratura. Infatti 70 anni fa proprio in questo mese veniva pubblicato dalla casa editrice Feltrinelli di Milano, per la prima volta in assoluto, un romanzo che non solo rese famoso il suo autore, ma che viene considerato come una testimonianza di un intero e tormentato periodo storico. Stiamo parlando del Dottor Zivago di Boris Pasternak. Chi, se non ha letto il libro, non ricorda il celeberrimo film, premio Oscar, tratto dal romanzo, il cui protagonista era Omar Sharif, e che ha fatto piangere generazioni di cinefili? Chi non ricorda almeno la famosa colonna sonora, opera di Maurice Jarre, con il Tema di Lara che fece innamorare centinaia di coppie?

Non tutti conoscono però la storia della pubblicazione di questo capolavoro. Storia che a sua volta assomiglia più a un romanzo che alla realtà. Infatti il Dottor Zivago, sebbene per alcuni è e resterà per sempre solo la storia di un amore sfortunato, per anni ha rappresentato una denuncia del periodo più oscuro dello stalinismo nell’ex Unione Sovietica. Tanto che la in patria la pubblicazione fu impedita e Boris Pasternak cacciato dall’ordine degli scrittori sovietici. Non solo, quando l’autore vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1958, preferì rinunciarvi piuttosto che non avere più la possibilità di ritornare alla sua famiglia in Russia una volta uscito per ricevere l’onorificenza.

Ma andiamo con ordine. Il manoscritto del romanzo di Pasternak giunse dall’URSS clandestinamente a Milano, dove Giangiacomo Feltrinelli lo fece tradurre e pubblicare in italiano nel 1957, nonostante dalla Russia arrivassero lettere dell’autore scritte sotto minaccia che supplicavano l’immediata restituzione del manoscritto. Pasternak era però riuscito a far sapere a Feltrinelli di prestar fede solo alle lettere da lui scritte in francese, nelle quali cercava di accelerare la pubblicazione del Dottor Zivago, e non quelle scritte in russo che erano frutto del sopruso del regime. In questo clima tipico della guerra fredda si aggiunse anche l’intervento dei servizi segreti americani. Infatti la CIA, nel tentativo di indebolire l’idea comunista, visto l’enorme successo del romanzo, ne fece circolare la prima pubblicazione in lingua originale, un anonimo libro con copertina blu distribuito in mille copie ai visitatori russi del EXPO di Bruxelles del 1958. Proprio questa versione, stampata dall’editore olandese Mouton, incompleta e piena di errori, che l’autore cercò di far ritirare, valse a Pasternak la vittoria del premio Nobel della letteratura del 1958.

La realtà a volte supera davvero la fantasia. L’amaro di tutta la vicenda è che Pasternak non ebbe il coraggio di opporsi al regime dittatoriale al contrario di tanti autori che vissero galera e confino, a sua discolpa possiamo ricordare che all’epoca della pubblicazione del romanzo, considerato eversivo dal regime, l’autore era già anziano e malato. Tuttavia il Dottor Zivago rimane un caposaldo della letteratura russa e come tale va riletto e apprezzato comunque lo si voglia intendere: storia d’amore o documento storico di un’epoca buia e piena di dolore. Ah, dimenticavo! La prima edizione ufficiale russa risale solo al 1988 in epoca di Glasnost…

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