Chi la cerca non ce l’ha…

Tutti sanno cos’è e tutti desiderano ottenerla non importa come. Ma cos’è la felicità, davvero? Che cosa sta succedendo nel nostro cervello quando sperimentiamo l’emozione tanto ricercata? Biologicamente è molto complicato, come sempre accade quando si parla di qualcosa prodotto dal cervello. Una verità certa è che chiunque offra un semplice “segreto” o una  “chiave” sicura o “cinque consigli facili” per arrivare alla felicità mente a se stesso e agli altri… Dean Burnett, neuro scienziato, dà la sua spiegazione in un gustoso libro (per ora solo in inglese) che spiega i processi scientifici che generano la felicità. Happy Brain: Where Happiness Comes From, and Why,  questo è il titolo del volume di Burnett.  

Sono troppe le cose che concorrono a influenzare la nostra felicità: il nostro ambiente, la nostra età, le nostre relazioni e comunità, i nostri posti di lavoro e le nostre ambizioni, la nostra salute, la nostra ricchezza, il nostro passato, il nostro futuro e così via. Tutte queste cose hanno un ruolo importante e sbloccano o meglio aprono la nostra persona a quei magnifici flash di pura felicità che giungono a prescindere dalla situazione contingente. A torto si pensa che ciò che ci rende felici, risieda nel lusso, nei beni costosi, nei viaggi, nei divertimenti, ecc. Ma è possibile essere felici senza queste cose, anche nelle circostanze più estreme. Si tratta di un cortocircuito del cervello e l’approccio di Burnett all’argomento è squisitamente scientifico!

Accanto al libro di Burnett ho riletto un libro antico, poche pagine in realtà, ricordo del liceo, che propone invece una via filosofica alla felicità. È la Lettera sulla felicità a Meneceo, di Epicuro, in cui il filosofo dà la sua condivisibilissima ricetta. Per Epicuro è necessario allontanarsi dal “mare in tempesta” delle false ansie, dei timori e dei cattivi pensieri e, soprattutto, cancellare i desideri irrealizzabili. Liberi dai falsi bisogni saremo pronti ad accettare e gioire di ciò che la vita offre. La felicità risulta un compito doveroso per giovani e vecchi, perché non esiste un’età per essere felici.

Approcci diversi l’uno scientifico, l’altro filosofico a voi la scelta della pista da seguire e buona fortuna!

 

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2 Comments

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  1. Non conoscendo l’inglese, opto per Epicuro, grande cultore della realtà semplice. Sono a far colazione ad un tavolo in montagna, con il sole che accarezza il verde intenso degli alberi…eppure, anche qui manca un pizzico di felicità. Nessuno per la via per scambiare un sorriso, un buongiorno.
    Ora andrò a camminare verso il Monte Cimone, forse incontro qualche socievole marmotta.
    Intanto, buona giornata a voi, da un viandante errante fra le pieghe della realtà. Che la natura ci ispiri!

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