Esposizione a Ginevra della versione originale e autografata di Livre-Rougedi C.G.Jung, nella mostra assolutamente da non perdere dal titolo, Le Rouge et le Noir, ospitata a presso la Fondation Martin Bodmer.
Complementare a Le rouge et le Noir, sono esposte opere del sapere universale, occidentali e orientali, passando per alchimia e miti, ispiratrici del padre della psicologia analitica, oltre a ulteriori suoi manoscritti.
Un viaggio da non perdere, nel mondo di questa personalità geniale ed eclettica, il cui pensiero ha tanto permeato il nostro comune esprimerci e sentire da ritrovarne spesso e inconsapevolmente riferimenti nel nostro lessico e comportamento.
Da non perdere, approfittando di Jung per scoprire anche le altre meraviglie della Fondazione Bodmer.
A proposito di transito, chiunque abbia dimestichezza o solo qualche frequentazione con questo argomento, sa che la prima cosa da cui si viene investiti quando si è in transito è il “miscuglio di tipi”.
Asiatico, europeo, afro e via dicendo, sino alla completa circumnavigazione del globo e ritorno.
Ci sono dei posti, che in quanto a miscuglio di “tipi” offrono una varietà tale che a viverci si ha la stessa impressione che si avrebbe sfogliando pagine di antropologia.
La Svizzera, e la Côte du Leman, ne sono veramente un notevole esempio.
E allora, capita di incrociare occhi decisamente asiatici su un viso troppo pallido per essere tale o occhi troppo chiari per venire dallo stesso medio-oriente da cui proviene il resto del volto, e cosi via.
Tra un pensiero fugace e l’altro su questo argomento, ci si ritrova a farsi domande dal sapore lontanamente antroplogico.
E noi, che siamo italiani, ci accorgiamo che italiano è uno dei piu’ importanti genetisti e antropologi a livello mondiale, Luigi Luca Cavalli Sforza, che lo scorso Gennaio ha compiuto 90 anni.
Il suo 90esimo compleanno coincide con l’apertura a Roma di Homosapiens, mostra di cui Cavalli Sforza è curatore. E non una mostra qualunque, ma la prima grande mostra internazionale, che ci dice da dove veniamo e come siamo riusciti a popolare l’intero pianeta.
Cavalli Sforza, riportando un pensiero che fu già di Darwin, ci illumina sull’impossibilità di parlare di razze all’interno del genere umano, data la variazione dei caratteri umani profondamente continua.
E cosi, la prossima volta che guardando qualche nostro compagno/a di “transito”, ci scopriremo ad ammirarne il risultato di combinazioni genetiche delle piu disparate, ci conforterà sapere che queste sono anche la meravigliosa conferma che il razzismo non è scientificamente accettabile.
Se l’arte moderna vi piace; e in modo particolare vi piacciono la pittura e l’atmosfera francese a cavallo tra il XIX e XX secolo. Se vi appassionano le scelte coraggiose dei pittori che ruppero con l’accademia e con l’arte più tradizionale, per cercare attraverso una nuova tavolozza di colori puri, vivaci e accesi nuove immagini che raggiungessero una perfetta armonia di composizione, in maniera tale da tenere conto non tanto di ciò che si vede ma di ciò che si sente. Se vi interessa una pittura che possa esprimere il pensiero interiore della realtà.
È allora il caso di non perdere la mostra in corso di Pierre Bonnard alla Fondazione Bayeler a Basilea (29 gennaio-13maggio).
Pierre Bonnard è il fondatore (assieme agli amici Vuillard, Roussel e Vallotton) del gruppo dei Nabis, un movimento di giovani artisti seguaci delle teorie simboliste-sintetiche di Paul Gauguin. Nei dipinti di Bonnard troverete una sapiente sintesi di linee e colori. Visitando la mostra, scoprirete l’interesse dell’artista per la grafica giapponese, per gli arabeschi ingegnosi, per le linee sinuose, nonché la sua predilezione per ambientazioni intimiste dove i nudi femminili vengono rappresentati con grande tenerezza nella propria riservatezza, cogliendone tutte le sfumature dell’anima.
Pensando alla lingua come esperimento, come invenzione, vorremmo consigliare un romanzo di un autore svizzero Pedro Lenz con il suo ultimo libro In porta c’ero io(Gabriele Capelli Editore, Mendrisio) vincitore del PremioSchiller 2011.
Il libro, cosa rara e inusuale, è stato scritto in svizzero tedesco, una lingua che non viene normalmente usata per scrivere, ma è usata solo come lingua parlata.
L’autore in un’intervista ha spiegato bene che questa scelta dell’uso del dialetto non nasce per voler appoggiare posizioni isolazioniste della Svizzera, ma perché con esso sentiva di cogliere la lingua nella sua accezione più viva e quotidiana.
La storia, ambientata negli anni Ottanta, racconta di un ex tossicodipendente che ritorna nel proprio paese vicno a Berna dopo aver scontato un anno nel carcere di Witzwil.
Sabato 28 Gennaio 2012 alle 11, un grande avvenimento per gli appassionati di balletto.
Nella meravigliosa cornice del BFM (Bâtiment des Forces Motrices, places des Volontaires 2, Geneve) avrete l’occasione di assistere gratuitamente all’interpretazione di un grande maestro della musica barocca da parte di un audace e visionario coreografo. La Compagnia di Ballo del Grand Théâtre de Genève, infatti, offrirà una prova pubblica della nuova produzione del coreografo e ballerino Adonis Foniadakis su musiche di Hendel, Glory, la cui prima mondiale è prevista per il 4 febbraio prossimo proprio al Grand Théâtre di Ginevra.