Pasqua per mostre. In Italia, Città di Castello. In Svizzera, Basilea (NOW ALSO IN ENGLISH)

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Fondazione Alberto Burri, Città di Castello

Si avvicinano le brevi vacanze di Pasqua, ottime per le gite fuori porta. Per chi è in Italia consiglio una mostra aperta in questi giorni alla fondazione Palazzo Albizzini, di Città di Castello, initolata: Burri – cento anni. La mostra è stata organizzata per le celebrazioni del Centenario della nascita di Alberto Burri.

Alberto Burri è stato l’artista italiano per eccellenza del ventesimo secolo. E’ lui che ci rappresenta all’estero, nelle grandi collezioni di arte del secolo passato. Pioniere, dopo l’ultima guerra mondiale, di un nuovo linguaggio visivo – chiamata arte informale, a livello internazionale – ha saputo guidare la sua opera verso una nuova vera e propria rivoluzione formale. Con lui la materia più povera, come i sacchi, le plastiche, il legno, ha parlato con la stessa autenticità e splendore con cui il marmo e le forme degli antichi parlano ancora ad ogni tempo.

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Alberto Burri, Rosso plastica, 1963

Chi invece è in Svizzera prenda tutto il giorno e vada a visitare due mostre in corso a Basilea, la prima dedicata a Paul Gauguin e la seconda non meno interessante e curiosa nel taglio curatoriale – all‘odore dell’arte. Paul Gauguin viene presentato, attraverso cinquanta opere, presso la bellissima Fondazione Bayler. L‘occasione è di quelle da non mancare anche perchè in mostra ci sono opere bellissime che, nelle sale disegnate a stretto contatto con la natura da Renzo Piano, regalano un viaggio in un paradiso perduto.

Paul Gauguin, racconti barbari,1902
Paul Gauguin, Racconti barbari,1902

Si continua al museo Tinguely dove non sono mai mancate l’ironia e la beffa. Qui fino, al 17 maggio, sarà possibile vistare una mostra dedicata all’olfatto. Quali artisti hanno usato l’odore come materia per il proprio lavoro? lo scoprirete e vedrete, tra le altre, opere di Marcel Duchamp, Ernesto Neto e del nostro immancabile Piero Manzoni.

 

 

 

 

ENGLISH VERSION

The short but anticipated Easter holiday is drawing in, presenting wonderful occasions for weekend trips. For those living in Italy, I suggest a vernissage that recently opened at the Palazzo Albizzini Foundation, in Città di Castello, Umbria, titled ‘Burri – cento anni’ (Burri – one hundred years). The show was organised for the celebration of one hundred years since the birth of artist Alberto Burri.

Alberto Burri could be described as the quintessential twentieth century Italian artist. It is he who represents our country around the world in the greatest collections of the past century’s art. After World War II, he became an international pioneer of a new visual language, now known as informal art, that lead him and his technique into a true ‘formal revolution’. After being worked by the artist, even the simplest materials such as plastics and wood gained the permanence only comparable to that of the marble worked by the greatest artists that ever lived.

If Umbria is out of hand for the short amount of holiday time, and you are looking for something more local, a day trip to Basel will be enough for you to visit two art shows, one dedicated to the art of Paul Gaugin, and the other to the smell of art, through an interesting and peculiar curatorial experience. Paul Gaugin is presented through fifty beautiful works by the artist, exhibited at the renowned Beyeler Foundation. This occasion is not to be missed, as it gives the opportunity to observe the skilled artist’s work in the setting of Renzo Piano’s 1982 creation, designed to keep nature and art in close contact, providing a voyage in a seemingly lost haven.

The day trip then ends at the Tinguely Museum, where irony and mockery did not go amiss. Here, until May 17, you will be able to take a wonder through the show dedicated entirely to the sense of smell. Which artists used smell as a material in their work? At the Tinguely you will be able to discover this hidden portion of art, amongst works of the great Marcel Duchamp, Ernesto Neto, and our very own Piero Manzoni.

Parola d’amico

Alberto Burri, Scanavino
Alberto Burri, Emilio Scanavino

Tutti abbiamo sentito parlare del critico d’arte, una figura più o meno simpatica che interpreta, spiega e – a volte – rende accessibili gli arcani dell’arte. Le sue parole, il suo gusto e le sue scelte dovrebbero orientare tutti coloro che girano attorno a questo ambiente e quindi, perché no, influenza anche il mercato.

Gli artisti però non sempre li amano, questi critici, e faticano ad aprirsi a loro, fino addirittura ad averne diffidenza.

I critici, del resto, sono un po’ come i politici coi cittadini: a volte si chiudono nel loro mondo e credono di essere in grado di capire l’opera, senza veramente interagire con l’artista. E cosî spesso i racconti più belli, gli aspetti piu illuminanti, per entrare nell’universo dell’artista non vengono da uno specialista, ma da chi era loro un amico.

Riflettevo su questo perchè alla radio in questi giorni mi è capitato di ascoltare due testimonianze sull’opera e sulla vita di Alberto Burri. Quest’anno infatti ricorre il centenario della sua nascita e in Italia e all’estero vengono lanciati studi, mostre, approfondimenti su questo grande artsta italiano del XX secolo (per vedere la varietà di eventi in programma consiglio consultare da subito il sito www.burricentenario.com) . La sua diffidenza per la critica era proverbiale. Ora, la trasmissione che ho ascoltato riportava appunto due interviste: quella a un critico d’arte e quella al fotografo, e amico di Burri, Aurelio Amendola.

Le due interviste suonavano molto diverse: colta e oscura quella del critico, vera e sincera quelle del fotografo e amico dell’artista. Quest’ultimo ne ha fatto un ritratto intressante ricordandoci l’incontro tra Burri e lo scultore Marino Marini, ma anche citando un episodio di vita e amicizia che dice molto sull’opera di questo grande artista. Una volta, infatti, Burri accettò di essere fotografato mentre realizzava le sue prime combustioni, lavorando con foga e intensità come era solito fare. Ma lanciò al fotografo un avvertimento preliminare, che in verità racchiudeva la chiave di interpretazione del suo operare. Gli disse: “guarda che quando comincio a bruciare le plastiche, io non mi posso fermare per farmi fotografare”. Questa semplice frase spiegava il processo di automatismo mentale che avrebbe guidato l’artista, deciso a operare senza alcuna riflessione progettuale. E questo è un punto essenziale per l’opera informale di Alberto Burri.

Alberto Burri,
Alberto Burri, Plastica, 1962

A volte la lettura di un opera da parte di un critico puo farci raggiungere il cuore dell’opera stessa, ma resto altresì convinta che esista un patrimonio di memorie, contatti, scambi e conoscenze dirette, capace di raccontare e illuminare la vita di grandi artsti: sono testimonianze importanti da salvare e fare conoscere.

Piccoli grandi musei: un’idea per le prossime vacanze

Anghiari, La tavola Doria
Anghiari, La tavola Doria

Ecco un itinerario per le vacanze per l’estate o da rimandare al prossimo autunno. L’idea è di andare a zonzo in quella terra tra Umbria e Toscana, denominata Valtiberina, dove si trovano piccoli musei che sono veri e propri scrigni di opere d’arte.

E’ in quest’area infatti che la regione Umbria e la regione Toscana hanno collaborato, assieme all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, per organizzare un percorso espositivo a tappe intitolato Capolavori in Valtiberina, da Piero della Francesca a Burri (16 giugno-3 novembre).

Piero della Francesca, La Madonna del Parto
Piero della Francesca, La Madonna del Parto

Beh, immaginatevi di  partire da Monterchi, dove vi augura buon viaggio la Madonna del Parto, di Piero della Francesca, per poi arrivare a Sansepolcro, città natale dello stesso Piero della Francesca, dove vedrete nel Museo Civico l’affresco della Resurrezione e il Polittico della Misericordia. La tappa successiva  vi dovrebbe portare ad Anghiari, definito un museo all’aria aperta: un borgo medievale fortificato che domina l’intera Valtiberina. Il luogo è famoso per la battaglia che fu vinta dai fiorentini nel 1440 contro i milanesi, ma ancor più per l’affresco (oggi perduto) che la rappresentò, dipinto da Leonardo da Vinci in  Palazzo Vecchio a Firenze. E ad Anghiari, nel Palazzo Taglieschi, potrete vedere la Tavola Doria, un bozzetto ad olio dei primi anni del Cinquecento, che riproduce proprio la parte centrale di quell’affresco leonardesco perduto. Questa tavola, realizzata nella prima metà del XVI secolo, era stata rubata a Napoli negli anni Quaranta e solo dopo settanta anni  è stata ritrovata in Giappone e riportata in Italia.

Ancora immersi nell’arte del Quattrocento e del Cinquecento, incontrerete anche le opere di Rosso Fiorentino (Firenze 1495-Fontainebleau 1540), esponente principale del manierismo fiorentino, che lavorò sia a San  Sepolcro – dove quindi potete ammirare, nella chiesa di San Lorenzo, la Deposizione – che a Città di Castello, nel cui Museo del Duomo c’è  il celebre Cristo risorto in gloria.

Rosso Fiorentino, La deposizione, San Sepolcro
Rosso Fiorentino, La deposizione, Chiesa di san Lorenzo, San Sepolcro

Dopo tante immagini del passato, l’ultima tappa consigliata dal percorso è una tappa d’arte contemporanea. Infatti scoprirete che Città di Castello ha dato i natali  all’artista Alberto Burri (Città di Castello 1915-Nizza 1995) e ora ospita la sua fondazione, collocata sia nel centro della città, in palazzo Albizzini, che poco fuori città, negli ex Essiccatoi del tabacco. Burri rimane una gloria italiana del secolo passato. Fin dall’indomani del secondo conflitto mondiale, ha fatto arte parlando con la materia: l’ha bruciata, tagliata, cucita. Sia che fosse plastica, iuta o legno si è comportato con essa come fosse un materiale antico e l’ha plasmata in opere che stanno tranquillamente a colloquio con l’arte del rinascimento.

Alberto Burri
Alberto Burri

Burri è italiano ma il suo linguaggio è internazionale e di questi tempi, agli ex essiccatoi, potrete trovare un omaggio dell’artista tedesco Anselm  Kiefer, che si è messo in relazione e in colloquio con le opere del grande artista italiano ( la mostra infatti si intitola Anselm Kiefer, presenza-omaggio per Alberto Burri).

Tutto questo ben di Dio è sul territorio e chi volesse seguire al meglio l’itinerario può andare sul sito http://www.piccoligranimusei.it. Durante i fine settimana, vengono organizzate visite guidate con speciali itinerari d’arte, storia e artigianato.