L’arte racconta: a Lione la XII Biennale d’arte

Ethridge Roe, Louise Blowing a Bubble, 2011
Ethridge Roe, Louise Blowing a Bubble, 2011

Si apre a giorni la dodicesima Biennale d’arte a Lione. Quest’anno la rassegna è curata da Gunnar Kvaran direttore del Museo d’arte di Astrup Fearneley di Oslo ( un museo che a fine settembre si trasferirà nella nuova sede, progettata da Renzo Piano) .

La biennale di Lione è più piccola e diversa da quella storica per eccellenza, di Venezia, ma resta sempre un appuntamento importante.  Appartiene alle cosiddette biennali d’autore, ossia rassegne basate sull’ esperienza personale del curatore, che racconta cosa ha captato in giro per il mondo.

Quest’anno il tema è la narrazione. Essa infatti, per Kvaran, è oggi uno dei temi emergenti dell’arte contemporanea: il desiderio da parte degli artisti di esprimersi attraverso il racconto. E così ha deciso di invitare artisti da tutto il mondo che si caratterizzano per il desiderio di trovare nuovi modi di raccontare storie, sia attraverso il video, che con la fotografia, l’installazione o la pittura o qualsiasi altro mezzo.

Vediamo il titolo scelto: Entre-temps…brusquement et ensuite un titolo che introduce il senso di un’azione e anche la cornice per qualcosa che accade in uno spazio di tempo, proprio come fosse il ritmo di una storia.

Sono stati selezionati settanta artisti di ventuno paesi diversi. Nelle mostra troveremo artisti di fama internazionale come il pittore Errò con le sue tele pop vicine alla struttura del fumetto, o la performer concettuale Yoko Ono, o anche Matthew Barney con il suo mondo immaginario di storie raccontate in modo del tutto originale attraverso il video per poi sconfinare nelle sculture nella performance .  A fianco troveremo un grande numero di artisti più giovani di  tutto il mondo.

Yoko Ono
Yoko Ono

Per visitare la biennale troverete tutte le informazioni sul sito www.biennaledelyon.com . Il  tempo per visitarla non manca perché aprirà il 12 settembre ma resterà aperta fino al 5 gennaio. Come accade in tutte le biennali le mostre sono sparse in più sedi; certo una buona occasione per conoscere dei luoghi dimenticati della città. Unico neo: un po’ disagevole da vedere in un giorno solo (ma ci si può provare).

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