L’arte va in scena

Achille-Bonito-OlivaA partire da Domenica 16 febbraio su RAI 3 è apparsa una trasmissione che sarà in programma per dodici domeniche consecutive. Il titolo è Fuori quadro e si tratta del nuovo programma ideato e condotto dal critico d’arte Achille Bonito Oliva, incentrato sull’arte contemporanea. Forse ricorderete a questo proposito il contenitore settimanale televisivo di Philippe Daverio, Passepartout, in cui il critico, prendendo spunto dal patrimonio culturale, dalle mostre in corso, dalla storia o dalla cronaca operava collegamenti verso l’arte di tutte le epoche e di tutte le forme. Allora Daverio in Tv era un vero e proprio affabulatore. Il suo linguaggio e le sue parole catturavano anche il telespettatore profano conducendolo per mano nel mondo dell’arte. Forse una tecnica non gradita da coloro che di arte se ne intendono veramente, ma decisamente divulgativa e utile. Dopo nove stagioni l’esperimento di Daverio per portare la cultura in TV fu abbandonato dalla rete perché giudicato troppo costoso e Daverio si è rivolto al Web, che giudica un utile mezzo per l’educazione al bello e all’arte.

Questo mese è partito l’esperimento di Achille Bonito Oliva (ABO), creatore egli stesso del movimento della Transavangiardia alla fne degli anni settanta, che intende affrontare il tema arte contemporanea  contaminando, come è giusto che sia, diversi linguaggi. Sarà un programma di “formazione” e non di “informazione” il cui fine sarà, come lo stesso Bonito Oliva afferma, di pensare al “museo come una Spa, un luogo di benessere dove farsi massaggiare il muscolo atrofizzato della sensibilità collettiva”.

Fuori quadro è una trasmissione di educazione al gusto del contemporaneo attraverso una trama che non vuole essere pedante, ma piuttosto penetrante. La speranza è quella di poter guidare lo spettatore nelle molteplici direzioni dell’arte contemporanea che non è un labirinto, ma una strada con molti sentieri luminosi” ha detto ABO alla conferenza stampa di presentazione del programma.

Sebbene Bonito Oliva sia stato accusato di non saper catalizzare abbastanza l’attenzione del pubblico meno colto – si tratta pur sempre di divulgazione in fondo – (“il contenuto è alto, ma fatta eccezione per alcune soluzioni formali di regia e montaggio non pare esserci un grande sforzo di fare i conti con le caratteristiche ben più popolari del medium”, Aldo Grasso, Corriere della sera, 25 febbraio 2014), tuttavia il programma è godibilissimo e l’oscillare fra l’interdisciplinarietà, la transnazionalità, e la multimedialità ci fa trascorrere trenta minuti veramente immersi nel mondo dell’arte, e ci fa comprendere come, secondo una citazione di Baudelaire cara al critico presentatore: “l’arte è la domenica della vita”.

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2 risposte a "L’arte va in scena"

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