Côté Suisse

Controllo documenti alla stazione di Briga
Controllo documenti alla stazione di Briga

GENUS

Generazioni a confronto: il nuovo flusso migratorio italiano e le seconde generazioni in Svizzera.

Ginevra, ore 16,30 di un sabato qualunque in centro. Ovunque ci si volti sembra che l’intera città parli italiano. Neo mamme, coppie giovani e meno giovani, bambini, adolescenti… Forse è l’orecchio allenato alla cadenza natia o il desiderio di ricreare le routine conosciute, ma davvero questo sembra un sabato italiano.

Secondo l’ufficio di statistica della federazione su una popolazione residente di 195’160 abitanti, a Ginevra vivono 93’764 straniera di cui ben 13’277 italiani (ma il numero non tiene conto di coloro con doppio passaporto). I nuovi arrivi sono giovani: per il 60% infatti si tratta di soggetti fra i 20 e i 39 anni e il 19 % ha tra i 40 ed i 59 anni.

Cosa hanno di diverso i nuovi arrivati rispetto agli immigrati i cui figli rappresentano ormai la seconda generazione dei residenti a Ginevra di origine italiana, a che punto siamo con l’integrazione, che volto hanno i nuovi migranti italiani, sono differenti dalle generazioni approdate in Svizzera il secolo scorso?

Sono queste e molte altre le domande alla quali vuole dare una risposta esauriente il progetto GENUS e il suo realizzatore, il fotografo Francesco Arese Visconti, coordinatore del programma di fotografia alla Webster University di Ginevra e ricercatore. “L’obiettivo del progetto è quello di descrivere il “nuovo” flusso migratorio italiano e di confrontarlo con i pari età di seconda generazione di origine italiana”, per fare un’istantanea della realtà in cui tanti “italianitransito” vengono a trovarsi. E come descrivere una realtà tanto composita se non attraverso proprio la fotografia? Il mezzo si presta meglio di qualunque altro a raccontare storie diverse e a metterle a confronto. 50 foto e 50 storie (25 di migranti di prima generazione e 25 di persone di seconda generazione italiana), che verranno raccolte attraverso le interviste condotte da Betty Sacco German (docente di Psicologia alla Webster University di Ginevra ed analista Junghiana), il tutto per “esplorare le forme di attaccamento e di integrazione alle culture e lingue italiana e svizzera”. Infatti in un nuovo paese si può decidere di relazionarsi in diversi modi alla cultura del luogo. “La prima possibilità è che i nuovi migranti rifiutino totalmente la loro cultura di origine ed assimilino la nuova cultura; la seconda possibilità è che rifiutino la cultura del paese che li ospita e mantengano la loro cultura di origine. La terza possibilità è che si mantengano fedeli alla cultura di origine pur essendo aperti alle influenze della cultura locale. Solo la terza strada è quella che porta all’integrazione”. A che punto siamo oggi nella comunità italiana?

Lo scopriremo alla fine dello studio, attraverso: “un libro di 50 fotografie e interviste; un sito/blog dove potranno essere visualizzate tutte le foto, le interviste e le immagini di backstage. Il blog permetterà di interagire con la comunità durante la fase di sviluppo del lavoro. Le persone saranno in grado di inviare commenti e suggerire altre storie. Alcune interviste selezionate saranno lette su “Mezz’ora Italia”, il programma radiofonico di “Cultura Italia”, in onda su Radio Cité Genève (92.2); una mostra a gennaio 2017 a Ginevra e nel marzo 2017 in Italia.

Il nostro è un appello ai nostri lettori italo svizzeri affinché entrino a far parte di questo progetto, dove potranno raccontare la propria storia, le proprie esperienze, i pensieri e la nostalgia, il rifiuto e l’emarginazione o piuttosto l’accettazione e l’integrazione. Chiunque voglia partecipare può farlo mettendosi in contatto con il responsabile del progetto attraverso il suo sito /http://aresevisconti.com/genus-generazioni-a-confronto-ita/

La ricerca è sponsorizzata dalla Webster University con il sostegno del Consolato italiano a Ginevra, della Ville de Genève – Agenda 21 e da Cultura Italia, associazione indipendente che promuove la cultura italiana a Ginevra attraverso una serie d’attività culturali e ludiche.

Annunci

3 risposte a "Côté Suisse"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: