Il giardino dei giusti

Anche quest’anno siamo arrivati all’8 marzo. Oggi come di consueto si sprecheranno fiumi di parole sulla “giornata internazionale della donna”. Milioni di mazzetti di mimosa (usanza prettamente italiana) verranno donati ad amiche, ragazze e mogli. Ma indubbiamente molto dello smalto di questa festa, che si celebra ormai da 70 anni, è andato perduto nel tempo.

Quest’anno però a ridare lustro alla celebrazione del cammino percorso dalle donne per la propria emancipazione, la festa si collega strettamente ad un’altra festività, proclamata dal Parlamento Europeo nel 2012 su proposta dell’organizzazione no profit Gardens of the Righteous Worldwide (GARIWO) nata per accrescere e approfondire la conoscenza e l’interesse verso le figure e le storie dei Giusti.

Giornata europea dei GiustiGiusto è colui le cui azioni, a volte l’intera vita, sono la riprova che ogni essere umano può assumersi una responsabilità personale per difendere i più deboli e opporsi alle derive antidemocratiche e repressive. La giornata dei Giusti si celebra in tutta Europa il 6 marzo e nel 2016 l’associazione ha deciso di rendere omaggio al contributo straordinario che l’universo femminile apporta al genere umano. Strettamente connesso all’8 marzo si è deciso di onorare la strenua battaglia a difesa della dignità calpestata, di esseri umani considerati ancora troppo spesso di “serie B, o come “sesso debole”, o “streghe” da mandare al rogo, o ancora “megere” o “ancelle”, ma sempre “costole”, parti secondarie di uno scheletro appartenente di diritto a qualcun altro”.

Proprio oggi al Giradino del  Monte Stella a Milano, verranno ricordate sei donne straordinarie che con il loro operato “hanno affermato una nuova volontà di uscire dall’isolamento e dall’anonimato, dalla subordinazione, dall’abbrutimento e dall’umiliazione. Sei donne consapevoli e coraggiose, avanguardie di un movimento trasversale, che non ha confini geografici, connotazioni nazionali, etniche, politiche o religiose; un moto di ribellione che ha molto a che fare con la difesa dei diritti umani fondamentali e per questo travalica quei confini, rifiutando ogni logica di appartenenza che in nome di una malintesa identità sacrifichi la dignità umana”.
Verranno scoperti quindi i cippi sotto gli alberi dedicati a tre giovani – Sonita Alizadeh, rapper afghana, Halima Bashir,  medico in Darfur e  Vian Dakhil, deputata irachena – impegnate a salvaguardare se stesse e la dignità calpestata delle altre donne; a Flavia Agnes, carismatica avvocatessa indiana che ha dedicato tutta la vita a questo scopo; a Felicia Impastato e Azucena Villaflor, due “madri coraggio” che non hanno esitato a sfidare la morte per difendere il proprio diritto a conoscere la sorte dei figli, perseguitati e uccisi per le proprie idee, dall’Argentina alla nostra Sicilia.

Buona festa della donna!

 

 

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