Birra e Rumba nel patrimonio dell’UNESCO

Presso l’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, esiste un Comitato speciale che si occupa della salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Ciò significa che UNESCO tende a preservare tutte le espressioni di quelle “comunità, in special modo le comunità autoctone, i gruppi e, se del caso, gli individui, che giocano un ruolo importante nella produzione, la salvaguardia, il mantenimento del patrimonio culturale immateriale contribuendo così all’arricchimento della diversità culturale e della creatività umana”.

Nell’ultima sessione del Comitato che si chiude oggi ad Addis Abeba, nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità sono state iscritte, fra gli altri, la cultura della birra in Belgio e la rumba cubana.

Le ragioni della prima iscrizione sono che la fabbricazione e l’apprezzamento della birra fanno parte del patrimonio vivente di molte comunità del Belgio. Questa cultura gioca un ruolo fondamentale sia nella vita quotidiana sia nelle festività. Più di 1500 tipi di birra differenti sono prodotti nel paese, avvalendosi di diversi metodi di fermentazione. Dagli anni ’80 la birra artigianale è diventata molto popolare ed alcune regioni del Belgio vengono oggi riconosciute grazie alla loro varietà specifica di birra. Famosa in Belgio è la birra trappista, quella prodotta nei monasteri trappisti (cistercensi di stretta osservanza) o sotto la loro sorveglianza, che utilizzano a scopo benefico i proventi della produzione. Attorno alla birra dunque gira tutto un mondo sociale e culturale che l’UNESCO ha ritenuto degno di essere preservato.

birre-trappiste-rochefort

Altro patrimonio culturale immateriale da preservare è stata decretata la rumba cubana, in cui musica e movimenti, sebbene associabili alla cultura africana, sono fortemente intrisi di elementi delle Antille e del mondo spagnolo. Essa si è sviluppata nei quartieri poveri della capitale cubana e nelle bidonville ed ha permesso alla popolazione l’espressione della stima di se stessi evocando sentimenti di grazia, sensualità e gioia di vivere che tendono ad unire gli individui al di là della loro provenienza sociale o culturale.

Per chi si chiedesse quali sono i beni del patrimonio culturale immateriale italiano eccone un breve elenco:

Canto pastorale sardo e l’Opera dei Pupi siciliana (iscritti nel 2008); l’antica arte dei liutai di Cremona (iscritta nel 2012); le processioni delle grandi macchine a spalla italiane di Nola, Palmi, Sassari e Viterbo (iscritte nel 2013); la pratica agricola della “vite ad alberello” propria della zona vinicola di Pantelleria (iscritta nel 2014)

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