Abbiamo pensato di festeggiare tutti insieme e questa data ci sembrava la migliore! Prima della bagarre di Natale e alla fine di un mese piuttosto moscio come novembre! Abbiamo un’idea divertente, ma non sveliamo nulla fino all’ultimo!
Per ora è necessario che voi sappiate che:
tutto il ricavato andrà in beneficenza
vi offriamo la cena
sarà, per forza nell’area di Ginevra,
sarà di sera
e dovrete portare qualcosa!
Rispondeteci senza indugio, dobbiamo sapere se la data va bene e il numero esatto dei partecipanti perché tutto riesca nel migliore dei modi!
Ci piace, ma si poteva fare di più, l’accordo sottoscritto ieri a Ginevra per tentare di normalizzare la situazione della Siria. Sebbene Kofi Hannan, negoziatore fra le parti in causa avesse suggerito una più severa risoluzione dell’ONU che favorisse la transizione a un governo nazionale, impedendo ad Assad di parteciparvi, il veto di Mosca ha fatto fare marcia indietro, dimostrando i troppi interessi della Russia in Siria.
Finalmente, sebbene viziata da questo compromesso, pare che la comunità internazionale si sia accorta delle stragi e delle centinaia di morti che questo strascico della “primavera araba” ha creato in quella regione.
Il barone Scarpia nella Tosca, Gerdier in Andrea Chenier, Jago in Otello, solo per citarne alcuni, sono tutti personaggi corruschi e infidi. Cosa hanno in comune oltre a questa cattiveria che li porta a macchinare le più terribili cose contro i protagonisti ignari? Ma naturalmente la voce: in genere infatti gli interpreti devono essere bassi o baritoni, coloro cioè che hanno i timbri vocali più profondi.
Per introdurre l’argomento posso dirvi che l’opera alla quale siamo più abituati, quella ottocentesca, ci ha educato a un certo stereotipo a proposito dei personaggi.
In genere al soprano, la voce femminile più acuta, viene affidata la parte della protagonista che incarna la ragazza innamorata. Soprani sono le voci liriche femminili più conosciute dalla Callas alla Caballé, passando per la Tebaldi solo per parlare delle grandi nella storia. A questa voce femminile fa da contraltare la voce più acuta maschile: il tenore, che è la voce che incarna il protagonista innamorato o l’eroe (su tutti il nostro Pavarotti). Accanto a loro il contralto o mezzosoprano che dà la voce alla rivale femminile della protagonista e i baritoni o i bassi che impersonano i “cattivi” che insidiano l’amore dei protagonisti.
Insomma vale la semplificazione utilizzata da Bernard Show quando affermava che “l’opera lirica è quella rappresentazione in cui il tenore cerca di portarsi a letto il soprano, ma c’è sempre un baritono che glielo vuole impedire”.
Ma non è così semplice, se questa generalizzazione può essere applicata all’opera ottocentesca, non è così per tutta una serie di altre opere dalla Carmen di Bizet al più antico Julius Cesar di Hendel.
Amanti dell’opera dunque attenzione! Una serie di conferenze, che trovo meravigliosa, sta per essere varata a Ginevra dal Grand Théâtre de Geneve in collaborazione con l’Association genevoise des Amis de l’Opéra et du Ballet, presso il Foyer du Grand Théâtre.
È un ciclo di quattro lezioni-conferenza sulle voci nell’opera. Questo ciclo è dedicato alle voci maschili.
Ed è questo ciò che le conferenze del Gran Théâtre vogliono scoprire attraverso l’ascolto e l’esame dei diversi personaggi maschili. L’intento è dunque quello di “definire i registri vocali ed esaminare le possibili corrispondenze con le funzioni drammatiche, l’età e il sesso. Tentare una catalogazione e una classificazione delle voci nell’opera in rapporto alla storia che viene raccontata e alla Storia che la racconta”. Potrebbe essere divertente no?
Immaginatevi 100 maschere diverse per epoca e provenienza (Africa, Oceania, Asia, America) antiche e più recenti, da apprezzare per le forme bizzarre, per i materiali e gli scopi tutti diversi per cui sono state create: un panorama sul mondo sul tema del rappresentarsi e mostrarsi. Per immergervisi basta visitare il piccolo museo della grande collezione Barbier Muller, nel centro antico della città di Ginevra. Qui infatti si è aperta da poche settimane la mostra Masques à dèmasquer che rimarrà visitabile fino al prossimo 16 settembre.
In questo percorso non vi mancheranno le sorprese e rimarrete colpiti dagli accostamenti più insoliti. Per farvi un esempio, una maschera tradizionale di carnevale dei Grigioni è collocata vicino ad una maschera da hockey degli anni ’70 del secolo scorso. E così maschere tradizionali africane sono state accostate a maschere moderne, ricavate da scatole di latta. Forme, colori, smorfie e tratti del viso molto diversi tra loro, che però hanno lo stesso scopo: quello di coprire il volto come se ciò potesse concederci la possibilità di andare oltre i limiti concessi all’essere umano.
Qualcosa in più da sottolineare: se vi affrettate ad andarla a visitare potete partecipare anche ad un gioco pensato per i visitatori. Infatti, fino al 21 marzo, si può giocare con alcune didascalie della mostra. Chi indovina quelle sbagliate verrà estratto a sorte per un premio speciale offerto dal museo. Non pensate di poter vincere cercando di trovare le didascalie corrette nel catalogo della mostra perché, ahimè, il catalogo verrà reso disponibile solo alla fine del concorso!
Esposizione a Ginevra della versione originale e autografata di Livre-Rougedi C.G.Jung, nella mostra assolutamente da non perdere dal titolo, Le Rouge et le Noir, ospitata a presso la Fondation Martin Bodmer.
Complementare a Le rouge et le Noir, sono esposte opere del sapere universale, occidentali e orientali, passando per alchimia e miti, ispiratrici del padre della psicologia analitica, oltre a ulteriori suoi manoscritti.
Un viaggio da non perdere, nel mondo di questa personalità geniale ed eclettica, il cui pensiero ha tanto permeato il nostro comune esprimerci e sentire da ritrovarne spesso e inconsapevolmente riferimenti nel nostro lessico e comportamento.
Da non perdere, approfittando di Jung per scoprire anche le altre meraviglie della Fondazione Bodmer.
Per tutto il 2012 Ginevra celebra il trecentesimo anniversario della nascita di Jean-Jacques Rousseau (Ginevra 1712- Ermenonville, presso Senlis 1778). Il celebre filosofo pedagogista (di cui si ricorda tra gli altri suoi libri il Contratto sociale e il trattato di pedagogia Emilio o dell’educazione) .
Verranno organizzati per l’occasione, passeggiate letterarie in città, dibattiti politici, una festa in costume dell’epoca di Rousseau, uno spettacolo multimediale intitolato L’Ombre des Lumieres, opere liriche e teatrali di grande suggestione tra cui uno spettacolo sulla sua vita che il Grand Theatre de Geneva presenterà il prossimo settembre.
Per l’occasione la città di Ginevra restaurerà anche la statua del filosofo creata nel 1835 dallo scultore neoclassico James Pradier collocata sulla piccola isola di Rousseau sul fiume Rodano.