
Mentre la sfiducia e il disincanto sembrano i tratti principali delle persone della mia generazione, tanti giovani in questo momento mostrano fortissima passione civile, impegnandosi con responsabilità e determinazione per migliorare il mondo in cui viviamo.
Penso a Malala, la ragazza pakistana che lotta per la libertà delle donne e per il diritto all’istruzione, e che ha ricevuto il premio Nobel per la pace, divenendo il simbolo di coloro che credono in un futuro fondato sulla giustizia e non sulla prevaricazione. Penso ai giovani studenti di Hong Kong che manifestano pacificamente e in maniera ordinata per ottenere elezioni libere, cioè l’abc della democrazia. E infine penso ai giovani volontari italiani, gli angeli del fango accorsi a Genova per spalare i detriti e aiutare chi è stato colpito dall’ennesima alluvione.
Questi esempi luminosi, ne potrei citare tanti altri, mi fanno pensare due cose: che è sbagliato vedere nero, perché c’è chi crede nel cambiare le cose, e che certi ideali di dialogo, eguaglianza e giustizia non appartengono a una sola tradizione culturale, ma sono patrimonio di un’umanità in cammino e desiderosa di difendere il proprio diritto a un futuro di pace.
Natale si avvicina. Vi farete trovare come al solito impreparati o fate parte di quella stretta cerchia di persone che dopo aver stilato un accurato e impeccabile elenco riesce a comprare tutti i regali, per tutti gli amici e i parenti mesi prima (conosco persone che battono mercatini e negozietti fin dall’inizio dell’estate…)? Cioé fate parte di quella schiera di sciattoni come me, che improvvisano fino alla mattina di Natale, rimediando spesso terribili figuracce, o affrontate il « problema regalo » con perizia scientifica (senza cioé ripetersi o sbagliare taglia, numero, persona ecc ecc)?