chiacchiere del lunedi

Delphine Boël, The Golden Rule blabla
Delphine Boël, The Golden Rule blabla

Mentre la sfiducia e il disincanto sembrano i tratti principali delle persone della mia generazione, tanti giovani in questo momento mostrano fortissima passione civile, impegnandosi con responsabilità e determinazione per migliorare il mondo in cui viviamo.

Penso a Malala, la ragazza pakistana che lotta per la libertà delle donne e per il diritto all’istruzione, e che ha ricevuto il premio Nobel per la pace, divenendo il simbolo di coloro che credono in un futuro fondato sulla giustizia e non sulla prevaricazione. Penso ai giovani studenti di Hong Kong che manifestano pacificamente e in maniera ordinata per ottenere elezioni libere, cioè l’abc della democrazia. E infine penso ai giovani volontari italiani, gli angeli del fango accorsi a Genova per spalare i detriti e aiutare chi è stato colpito dall’ennesima alluvione.

Questi esempi luminosi, ne potrei citare tanti altri, mi fanno pensare due cose: che è sbagliato vedere nero, perché c’è chi crede nel cambiare le cose, e che certi ideali di dialogo, eguaglianza e giustizia non appartengono a una sola tradizione culturale, ma sono patrimonio di un’umanità in cammino e desiderosa di difendere il proprio diritto a un futuro di pace.

Prove di Natale, n° 1

regalo di NataleNatale si avvicina. Vi farete trovare come al solito impreparati o fate parte di quella stretta cerchia di persone che dopo aver stilato un accurato e impeccabile elenco riesce a comprare tutti i regali, per tutti gli amici e i parenti mesi prima (conosco persone che battono mercatini e negozietti fin dall’inizio dell’estate…)? Cioé fate parte di quella schiera di sciattoni come me, che improvvisano fino alla mattina di Natale, rimediando spesso terribili figuracce, o affrontate il « problema regalo » con perizia scientifica (senza cioé ripetersi o sbagliare taglia, numero, persona ecc ecc)?

Per i secondi è stata redatta una lista delle dodici migliori città nelle quali si può fare shopping natalizio. I parametri di scelta sono stati rigorosi: come muoversi (qualità del trasporto pubblico, accessibilità e disponibilità di taxi, tempi di trasporto e percorrenza); valore (cioè le stagioni di vendita e i prezzi medi); varietà (cioè numero di marche disponibili, gamma delle categorie commerciali, quantità di negozi di lusso, grandi magazzini, boutique, rivenditori vintage e bancarelle); esperienza (parametro basato su bellezza della città, qualità delle vetrine e dei negozi, cordialità e competenza degli impiegati e dello staff, possibilità di alloggio e vitto). Al primo posto naturalmente c’è New York, seguita da Tokyo, Londra, Kuala Lumpur, Parigi, Hong Kong, Buenos Aires, Vienna, Dubai, Madrid, Milano e Seul. In queste città si trova di tutto e di più, i prezzi possono essere scandalosamente alti o pazzescamente bassi, le idee, per essere almeno una volta originali la mattina di Natale, vi assalgono mentre state guardando le vetrine.

Io mi chiedo, c’era davvero bisogno di fare uno studio accurato per arrivare a capire che fare shopping in una megalopoli è più facile che farlo a Busto Garolfo?

Senza cadere nella trappola moralistica sul genuino significato del Natale, reputate che sia davvero necessario il «regalo» di  Natale ? Se credete che la tradizione debba essere rispettata pensate che debba essere «utile» o completamente «inutile e frivolo» ? Basta il pensiero o bisogna andarci giù duri ?

Raccontatemi cosa ne pensate e cercate di riappacificarmi con la tradizione ridondante che faccio fatica  a seguire ed apprezzare…