8 marzo

Donne:ne abbiamo fatta di strada.

Come regina della casa

Johannes_Vermeer_-_The_lacemaker_(c.1669-1671)
Jan Veermer, La merlettaia, 1669-1671

voluttoso desiderio

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Correggio, Io,1530

 

abbiamo imparato a raccontarci

Gina-Pane-Azione-sentimentale-1973
Gina Pane, Azione Sentimentale, 1973

a domandarci chi siamo veramente

You_Are_Not_Yourself
Barbara Kruger,Senza titolo, 1982

a lottare per i nostri diritti

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Guerrilla Girls, 2014

a raccontare una storia diversa nella società

Mary Sibande's Queen Sophie
Mary Sibande, Apartheid, A Lady and to Tell, 2009

E oggi 8 marzo 2017 cosa sappiamo di noi?

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Jenny Holzer (avec Tibor Kalman) Lustmord, 1993-94

Dedico questa giornata alle belle ragazze giovani rapite da Boko Haram . Considerate ormai donne reiette che nessuno più vuole nel seno della loro società: in realtà sono le nostre compagne.

Melanzane alla parmigiana di nonna Anna

“Le melanzane al forno una vera festa: quelle meraviglie purpuree a forma di globo, paffute, allegre e generose come nababbi arabi ardenti dal desiderio di riempirci lo stomaco, così belle e mi veniva da piangere (…)” Così pensa Henry  davanti alla vecchia madre  abruzzese che vive a San Elmo in Colorado nel romanzo di Jhon Fante La confraternita dell’uva (Einaudi, ristampa del 2004, p.67).

Queste parole rievocano il profumo che ci portiamo dietro lasciando l’Italia. Il cibo, le nostre tradizioni culinarie sono sempre presenti  ci seguono come una scia che affiora in molte occasioni. Quel profumo  è senz’altro, per il mantenimento della nostra salute, la miglior aromaterapia.

E a proposito di sapori e profumi ecco la ricetta delle melanzane alla parmigiana delizia che Campania e Sicilia si litigano nella versione di nonna Anna, originaria di Salerno.

Prima di iniziare qualche breve curiosità sul nome, che, contrariamente a quanto può sembrare, non deriva da Parma, né dal formaggio Parmigiano che abbonda nella ricetta. Sembra infatti che esso possa piuttosto derivare dal termine siciliano parmiciana che designa le listarelle che compongono le persiane e che possono ricordare la sistemazione delle melanzane nella teglia, ma molto più probabilmente è figlio di un termine turco che significa melanzana (patlican storpiato in padmigian… del resto la parmigiana di melanzane non è cugina della mussaka?)

Ingredienti

4 melanzane (meglio quelle lunghe e sottili con la buccia scura), 3 uova, farina, 500 g di sugo di pomodoro leggero (un classico sughetto al basilico andrà benissimo), abbondante Parmigiano Reggiano grattugiato, una confezione di mozzarella per pizza, sale e pepe quanto basta, olio per friggere, basilico.

Innanzitutto è necessario far “sudare” le melanzane tagliandole a strisce spesse mezzo centimetro e ricoprendole con sale grosso. Dopo mezz’ora sciacquare le melanzane e strizzarle (questo procedimento serve a togliere il sapore amaro che possono avere). Passarle prima nella farina poi nell’uovo sbattuto con un pizzico di sale e pepe e poi ancora nella farina (un po’ complicato, ma fattibile) e friggerle in abbondante olio bollente.

Una volta fritte tutte le melanzane sistemarle a strati in una teglia nel seguente modo: in fondo uno strato di sughetto di pomodoro, primo strato di melanzane, sughetto di pomodoro, mozzarella tagliata a fettine sottili, abbondante spolverata di parmigianoe poi di nuovo da capo, sughetto-melanzane, mozzarella, Parmigiano Reggiano finché non esaurirete gli ingredienti.

20 minuti nel forno a 180°, finché la mozzarella si scioglie e il formaggio diventa dorato ed é fatta! Meglio servirla calda… ma il giorno dopo è ancora più buona!

Provate la stessa ricetta sostituendo le zucchine alle melanzane… vi si aprirà un mondo!

BUON APPETITO

Il Tempo, il Transito e ciò che ne consegue

Ponete il caso, che siate una di quelle persone che per quanto amino il rigore, il metodo e la concretezza, non disdegnino  l’attimo di follia. Quello che  permette di fare il salto, con l’allegra e meravigliosa consapevolezza  che “si, ce la faccio”, e ti rendi conto, che in fondo,  era proprio così.

Ponete il caso, che per motivi magari non proprio totalmente  dipendenti  da voi, siate costretti a cambiare il ritmo del vostro tempo, e a ritrovarvi di colpo ad avere un po’ più di tempo, o semplicemente a poterlo ripartire in modo diverso.

Tempo – tic, tac –   non piu’ il tempo regalato al tram, al semaforo, alle code, alle mense, ma il tempo salvato per regalare alla mente lo spazio per fare collegamenti, bilanci e riflessioni.

Questi sono alcuni degli ingredienti che combinati, amalgamati e mescolati nelle giuste dosi, sono la migliore preparazione di base per chi è “in transito”.

E a proposito di collegamenti e riflessioni, così ad esempio, il giovane giallista e chimico Marco Malvaldi ci lascia una sua bellissima riflessione sull’analogia tra letteratura e chimica, tra il mestiere di scrittore e quello di chimico. Forse potevamo averla già dedotta dall’insigne esempio di  Primo Levi, ma sicuramente con questa sua  riflessione, Malvaldi ci fa venire voglia di leggere i suoi gialli.

Ci si rende conto, che per quanto dei mondi possano sembrare lontani, transitare dall’uno all’altro puo’ essere un attimo; e soprattutto, si rimane ammirati da come,  in quello spazio che ci porta da un approdo ad un altro, saperi ed emozioni si possano combinare tanto inaspettatamente quanto pregevolmente.

Continuando a riflettere sulle combinazioni, dall’approdo della chimica-fisica  si transita verso quello della gastronomia,  per arrivare alla formulazione di quella Gastronomia Molecolare –  solo apparentemente bizzarra combinazione –  che tanto ha acchiappato  scienziati e chef,  da farne addirittura una disciplina.

E così, combinazioni felici possono essere il risultato di transiti arditi ma talvolta necessari, e  che siano tra terre o tra saperi, poco importa. È certo, che  essi sono compiuti da chi, per natura o per contingenza, accetta di guardare ad approdi diversi, permettendo al tempo di cambiare il suo ritmo e ciò che ne consegue.