Primo maggio… un po’ di storia

Perché la festa dei lavoratori si celebra proprio il primo maggio?

Come accade anche per altre feste il primo maggio è stato scelto per commemorare un  episodio storico particolarmente drammatico. In questo caso l’inizio di uno sciopero  di lavoratori indetto dai sindacati americani a Haymarket, la piazza in cui si teneva il mercato delle macchine agricole, nella città di Chicago nel 1886. La protesta culminò quattro giorni dopo nella repressione e nel massacro di un numero imprecisato di operai, che chiedevano condizioni di lavoro più umane e riduzione dell’orario di lavoro, falciati dai colpi esplosi dalla polizia.

A Parigi, tre anni più tardi, durante il congresso fondativo della Seconda internazionale socialista, si decise di proclamare, in ricordo del massacro dell’Haymarket square, il primo maggio come Festa dei Lavoratori o del Lavoro.

Oggi La Festa dei Lavoratori, dopo il capodanno, è la festa più celebrata nel mondo anche se alcuni paesi non hanno scelto questa data per celebrarla, come ad esempio proprio gli Stati Uniti in cui si celebra in dicembre

Loro o noi?

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E’ domenica pomeriggio, sono appena rientrata dal primo atto del film dedicato a Berlusconi di Sorrentino intitolato “Loro”.

A metà del film ero già sazia del panorama che avevo davanti : droga, sesso e ogni genere di squallore umano, ero pronta ad uscire. Poi è arrivato Lui sullo schermo interpretato da Toni Servillo e come un magnete sono rimasta incollata a vederlo fino alla fine.

C’è una scena che riassume tutto il film : siamo a Roma, è notte e un camion di immondizia sbanda per colpa di un grosso ratto che gli taglia la strada, il camion si capovolge e lentamente cade in mezzo al foro romano, esplode e una montagna di rifiuti ricadono sui resti della civiltà romana.

Un’immagine perfetta che vale più di ogni parola o giudizio morale.

Fatevi coraggio e andate a vederlo anche voi.

Soluzione

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ARTURO HERRERA

Kaisers, 2014, lithography, acrylic, felt, cloth bags on canvas

Arturo Herrera si è cimentato in opere che includono collages, sculture, fotografie, lavori in feltro e murales. Herrera usa un linguaggio frammentato i cui riferimenti spaziano dalla cultura popolare alla storia dell’arte.

Le sue opere si posizionano tra l’esplicito e l’implicito, hanno una flessibilità di significato che l’autore ottiene attraverso l’ambiguità delle forme figurative e astratte.

In Italia Herrera è divenuto famoso grazie al suo murale Track, opera site-specific realizzata per le Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Torino. Realizzato interamente con un unico colore, un blu terso e vibrante, Track accoglie i visitatori e li invita ad esplorare l’offerta culturale di OGR. L’opera è stata creata in occasione del progetto di riqualificazione delle OGR che, da ex Officine dei treni, si sono trasformate in Officine della cultura, delle idee, dell’innovazione.

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Il dipinto murale combina linee di varie dimensioni e spessori a formare un intricato reticolo che ricorda il tracciato di binari ferroviari o una serie di sentieri che si incontrano dipanandosi in varie direzioni, suggerendo anche un intreccio di rami e alberi che si protendono verso l’alto. Il dipinto veicola, attraverso il suo reticolo di linee, l’idea di intenso movimento suggerendo alcuni dei valori cardine delle OGR: interconnessione, fluidità ed energia.

Piante e sentimento

 

 

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Certe esperienze, belle e brutte, possono cambiarci la vita. Ma  questo succede anche alle piante?  E, andando ancora più lontano nel ragionamento, posso condividere un’emozione con una pianta? Domande che stanno alla base d’un esperimento  divertente e piacevolmente folle nato  grazie al connubio tra un’artista e uno scienziato. 

Questo ho scoperto ieri visitando a Firenze a palazzo Strozzi, la mostra  Ongoing dell’artista tedesco Carsten Höller e dello scienziato Stefano Mancuso, che dirige all’Università di Firenze il laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale. 

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Appena arrivata alla mostra, sono stata invitata a lasciarmi andare lungo uno scivolo d’acciaio, ripido e curvilineo, dentro l’atrio di Palazzo Strozzi (che la ospita). Mi hanno chiesto di farlo tenendo in mano una piantina verde. Alla prima curva dello scivolo pensavo mi venisse un infarto. Dopodiché sono entrata dentro le stanze laboratorio organizzate dal prof. Mancuso. A quel punto la piantina che aveva scivolato con me  è stata posta dentro una specie di  incubatore serra: da questo momento viene  studiata, analizzata e comparata ad altre per capire se l’esperienza che abbiamo vissuto assieme possa in qualche modo aver influito sulla sua crescita.  

Continuo la mostra e mi trovo due  cubi in cui si può entrare e assistere a delle proiezioni di vecchi film. In un cubo proiettano film Horrror  nell’altro spezzoni di film comici.

Höller ha collocato dei tubi di acciaio in ognuno di queste piccole sale di proiezione, collegati a due piante di glicine poste sulla facciata di Palazzo Strozzi. Cosa succederà in questi mesi alle piante? Come reagiranno? saranno influenzate dal clima delle proiezioni? Il glicine che respirerà la commedia crescerà meglio o peggio del glicine che assorbe l’atmosfera degli horror ? 695811600_780x439.jpg

Che follia questa mostra : ero in uno dei più bei palazzi di Firenze, gli scivoli che si attorcigliavano dentro il piazzale erano lucidi, brillavano (qualcuno mi ha suggerito che ricordavano i serpenti che si attorcigliano alle braccia di Laocoonte nel celebre gruppo scultoreo) era una giornata di sole: sicuramente mi sono divertita e incuriosita.

Cos’altro avrebbe dovuto offrirmi la mia città?images

… un cuore matto

La “capacità di ascoltare il proprio corpo” in inglese ha una parola dedicata: si chiama infatti interoception la sensibilità agli stimoli che provengono dall’interno del nostro  corpo.

Prove emergenti mostrano che quanto più siamo bravi ad ascoltare il battito cardiaco, ad esempio, più esso può modellare il nostro modo di sentire e persino influenzare la velocità con cui prendiamo le decisioni.

L’interocezione, la consapevolezza corporea, è in pratica un ulteriore senso che si aggiunge ai cinque più conosciuti. È un senso interno, cioè segnala e dà la percezione delle sensazioni e delle emozioni del corpo interno. I recettori all’interno del nostro corpo, organi, muscoli, pelle, ecc. inviano i loro segnali al cervello. Il cervello interpreta questi messaggi per farci sentire stati del corpo come fame, sete, dolore, temperatura ed emozioni.

Questo sistema è importante perché offre la possibilità di valutare in maniera esatta la propria attività fisiologica. La capacità di percepire gli stati interni al nostro corpo interagisce con la cognizione e con le emozioni. Mediante l’interocezione il corpo comunica il proprio stato di salute ed efficienza fisica: infatti, i circuiti neurali che forniscono queste informazioni sono in connessione diretta con quelli che governano i processi di regolazione corporea.

La dottoressa Sarah Garfinkel dell’Università del Sussex afferma che tutti possiamo imparare a sintonizzarci con il nostro corpo ad esempio concentrandoci su quanto spesso batte il nostro cuore. Così facendo, secondo la studiosa, riusciremmo ad entrare più in sintonia con le nostre emozioni. Dunque il cuore è un importante canale di informazioni interocettiva, infatti i segnali cardiaci possono interagire con i meccanismi neuronali per alterare l’elaborazione delle emozioni e della memoria.

Forza e frequenza dei battiti del nostro cuore, dunque, se ascoltati attentamente possono aiutarci a vivere meglio le nostre emozioni e costruire ricordi e conoscenza indelebili.

Buona creatività

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Ci sono molte persone nel mondo che soffrono di cataratta e non possono permettersi un’operazione agli occhi. Ciò accade anche in paesi in via di sviluppo dove la suddetta chirurgia sarebbe disponibile persino a costi più ridotti che da noi.

Andrea Bury è un’imprenditrice sociale tedesca che lavora molto in Nord Africa. Ne corso delle sue attività ha incontrato diversi artigiani e artigiane che necessitavano dell’intervento di chirurgia di cui sopra.

Così ha avuto un’idea. Con la sua fondazione, ha cominciato a chiamare fotografi celebri a fare un ritratto alle persone nelle quali aveva riscontrato questo problema.

Poi ha messo questi ritratti in vendita su un sito PortrAid.org o in esposizioni. Con il ricavato, finanzia le operazioni. Il tutto è completamente trasparente ed è sul sito appena menzionato.

Ogni foto e’ un pezzo unico, firmato dall’artista, che così crea un ponte fra chi acquista l’opera e chi vi è ritratto.

Con le  prime 88 foto ha già realizzato 71 operazioni.

Adesso ha cominciato a usare lo stesso concetto fotografando gruppi di bambini che vivono in comunità rurali marginalizzate. Con i ritratti trova i fondi per costruire le scuole di cui hanno bisogno

Arte, iniziativa sociale e aiuto diretto a persone in difficoltà.

Che bello.

Buona settimana!

Lo confesso, sono stata una lazzarona… Non ho fatto i compiti, mi sono persa durante il week end dietro un libro che speravo interessante ma che mi ha deluso (non ne farò il nome, non sarebbe corretto,  ma è un’opera prima che sta riscuotendo molto successo).

Ho letto cullandomi nel sole di questi primi giorni di primavera che sembrano piena estate, perdendomi dietro pensieri spesso inconsistenti. Non ho trovato un argomento che potesse essere interessante da raccontare, probabilmente proprio a causa dell’inconsistenza del mio vagare. Ho deciso di perdermi nel languore di questi giorni finalmente pieni di sole. Stamani chiedo scusa a tutti coloro che speravano in una lettura piacevole per iniziare la giornata, la settimana.

Non ho nulla da dire oggi, ma mi sono risvegliata stamane con una frase letta tanto tempo fa, che vi voglio dedicare come scusa e che riassume forse il mio perdermi senza meta ma con la gioia di avere sulla pelle il calore del sole. Buona settimana!

“Nella profondità dell’inverno, ho finalmente imparato che dentro di me c’è un’estate invincibile”. (Albert Camus)