Cartolina

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00009263-00000002Caro Burlamacco,

questo è il mese dedicato al carnevale e tu che sei nato nel 1930 e hai la stessa età di mio padre sei ormai un’istituzione per Viareggio e per i suoi carri. Sei il simbolo del Carnevale; inventato dalla matita del pittore Umberto Bonetti e a vederti bene sei un misto di tante maschere tradizionali italiane.

Guardando l’opera che fece Umberto Bonetti nel 1930 mi vengono in mente le opere pubblicitarie di Fortunato Depero. Ti è stato dato questo nome forse perchè ricordavi un po’ il personaggio di Buffalmacco nel Decamerone o forse semplicemente perchè in origine il canale del porto di Viareggio si chiamava Burlamacca.

Hai accompagnato un sacco di carri di carnevale e i primi tempi sei apparso anche vicino ad una bella ragazza di nome Ondina, che al tuo fianco ti sorrideva in costume da bagno per ricordarci quanto divertimento e svago ci fossero a Viareggio.

Condottiero di carri che ci hanno fatto ridere su tanti misfatti della nostra storia, hai raccontato la vita con ironia, come una maschera di canevale dovrebbe fare. I carri poi sono state vere opere d’arte effimera, fatte di carta pesta sempre più alti e colorati, opera di veri maestri artigiani.

Oggi, in questi strani anni in cui c’è di nuovo chi vuole censurare la satira per limitare la nostra libertà, io spero tu possa ncora portare uno sguardo satirico sulle cose del mondo, un po’ cattivello e un po’ furbetto come hai sempre fatto, facendo divertire adulti e bambini in questa festa cosi ben radicata nella nostra cultura.

La sala di lettura

Roberto Barni
Roberto Barni

Commenti liberi al libro di J.D. Salinger, Il Giovane Holden.

Questo libro è stato per me un libro ritrovato. Letto con gli occhi di chi ora guarda all’adolescenza con distanza, per condizione anagrafica, ma anche con un certo timore, per la presenza dei figli in quella fascia d’età, mi ha riportato alla mente i momenti in cui da sola cercavo di entrare in contatto con il mondo degli adulti. E’ disarmante la rabbia del protagonista; ha lo stesso impeto delle mie figlie quando affermano le loro personalità e allo stesso tempo vi ho trovato la stessa attitudine all’animo buono e senza ipocrisie, tipica dei giovani.

Holden vive su un confine: può scegliere di allinearsi al mondo o di rimanerne fuori. Commovente il suo affetto per la sorellina e per il fratello morto, mentre è indicativo il rammarico per il fratello maggiore, che ha già scelto di entrare nel mondo delgi adulti e sottostare alla logica dei soldi e del successo.

Frasi che non dimentichi:

“ Mi fanno impazzire i libri che quando hai finito di leggerli vorresti che l’autore fosse il tuo migliore amico, per telefonargli ogni volta che ti va”.

Lo metterei sullo scaffale accanto

Pinocchio, di Carlo Collodi

La vita davanti a sé, di Romain Gary

Lo consiglierei

Lo consiglierei a tutte le mie amiche che, come me, hanno figli adolescenti, per capirli meglio, ma anche alle mie figlie, appunto, adolescenti per capire meglio certi sentimenti.

Abbiamo provato ad inserire nell’articolo una scheda che potrete compilare e spedirci noi provvederemo a leggerle e a catalogarle con le vostre idee e i vostri commenti. Proviamoci!

Commento: Non ricordavo di averlo letto, ma potrebbe anche essere, sai: l’età. O forse mi ci sono ritrovato in quelle esperienze, anche senza aver avuto la possibilità di sperimentare.
Mi hanno colpito alcuni incisi: carini (gli adulti); la vita non deve diventare un’autobiografia (appunto: io l’ho appena finita!); sapere perché si lascia un posto/casa; coperta navajo; la vita è una partita, con le regole; uno scrittore come amico, che ti ascolta.
GRAZIE per l’iniziativa, continuatela, vi seguirò.
Fernando Guidi

Commento: il giovane Holden. gran personaggio che descrive e sottolinea le difficoltà di vivere di un ragazzo.  Il percorso, spesso sfortunato o frainteso del nostro eroe, assomiglia a molte battaglie che affrontiamo nella vita e che ci fanno sentire inadeguati.
La voglia di riscatto e l’indole in fondo positiva del protagonista lasciano un fondo di speranza.
Il libro mi è piaciuto, l’ho letto ad età diverse e entrambe le volte mi hanno portato a consigliarlo per la sua attualità e la sua freschezza

Paolo G.
Frasi che non dimentichi:
Sullo scaffale accanto a…: Sulla strada, Jack Kerouac
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi
Lo consiglierei a…: L’ho consigliato ai miei figli quando sono stati sedicenni e glielo riconsiglierò quando saranno trentenni.

Cari figli

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Alberto Savinio, Figliol Prodigo, 1932

L’argomento di cui in Italia ho sentito parlare maggiormente: i giovani; sembrano davvero essere al centro dell’attenzione nel nostro paese.  Oltre a questo, durante le vacanze natalizie, mi sono imbattuta più di una volta sul tema dei figli. La lingua batte dove il dente duole, direte voi, hai tre ragazze adolescenti e dunque è naturale che tu sia attratta da queste tematiche.

Oltre a tutto, appena messo piede in Italia, mi è stato consigliato di leggere un libro di Michele Serra, dal titolo “Gli sdraiati”. Nel comprarlo, ho scoperto che il libro è andato a ruba, che è un libro spassoso per chi ha figli adolescenti e, ahimè, confesso di aver trovato non poche affinità con il padre scrittore.

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Ron Mueck,1999

Ma, credetemi, sembra che tutti parlino dei figli o comunque dei giovani! L’Espresso di questa settimana addirittura apre il 2014 con 14 lettere d’autore scritte ai propri figli. Troverete tra gli altri, la lettera di Umberto Eco, che raccomanda al proprio nipote di mantenere sempre allenata la memoria imparando le poesie o la formazione dei calciatori. Salvatore Accardo, invece, incita le figlie gemelle a sentire la musica che vogliono, ma a condizione di conoscerla. Infine vi è la lettera dell’astronauta Luca Parmitano che ha ricordato quanto sia bello il mondo e sia prezioso il futuro.

Non so dire se oggi i figli siano più lontani dai genitori di quanto lo fossimo noi, o se come immagina Michele Serra “stiamo assistendo ad una separazione definitiva tra il passato e il futuro degli umani”, ma ricordo perfettamente che per un bel po’ di tempo i fatti dei miei genitori erano l’ultimo dei miei interessi; il dialogo con loro si esprimeva sempre a senso unico e si riduceva a ciò che dovevo fare e come farlo. Mi piaceva sentirmi diversa da loro e quasi ne facevo un vanto.

Oggi questo rapporto genitori e figli è davvero così cambiato? Sono dei marziani i nostri ragazzi, oppure la novità è tutta nella nostra generazione, con genitori eternamente giovani, fragili e poco disposti a mettersi da parte e ascoltare.

Carissime figlie,

di cose da insegnarvi, vostro padre ed io, ne abbiamo avute tante. Se penso che non moltissimo tempo fa facevate i primi passi e che oggi prendete l’aereo da sole, mi faccio un’idea di quanta strada abbiate fatto coi vostri genitori. Ora però è arrivato per noi il tempo del silenzio e, come premio per il nostro impegno, ci godiamo adesso il privilegio di essere spettatori attenti, in prima fila, delle scoperte che la vita vi riserverà. Buon viaggio.

Voglio aggiungere anche io un pensierino di inizio anno dedicato ai figli.

Carissimi ragazzi,

voglio iniziare quest’anno dicendovi due parole importanti: “scusa” e “grazie” che a volte mancano dal nostro vocabolario, per distrazione, arroganza, per l’assurda presunzione di avere sempre ragione, o semplicemente perché ce ne dimentichiamo. Scusate dunque la nostra inadeguatezza (spesso “ci proviamo” ma non ci arriviamo!), le troppe parole, le ansie che non siamo capaci di reprimere. Grazie per tante piccole cose che messe insieme fanno un mondo (la gioia di vivere, la sicurezza del vostro amore, il desiderio di imparare). Grazie che vi affidate a noi, che ci ascoltate ancora, anche se non sembra, e che avete assorbito qualcosa da questi vecchi genitori. Continuate, come io e papà vi abbiamo insegnato, riempitevi gli occhi e il cuore, non abbiate paura, avrete una vita bellissima…