Chi ha consigliato la consigliera?

Non volevo farlo, lo giuro, ma ci sono stata tirata dentro mio malgrado e dedico queste poche righe ad una carissima amica: Chiara.

Sotto sua segnalazione sono entrata nella pagina Facebook di Parah e ho letto alcuni dei tanti commenti riguardo alla sfilata del brand di domenica scorsa, in cui protagonista assoluta è stata la signorina Minetti, che (dicono) lavora anche in politica. Non voglio entrare nel merito dell’argomento, sebbene condivida pienamente anche le peggiori battutacce, voglio solo sottolineare che, secondo me, questo è stato un vero e proprio autogol del marchio (a meno che, come qualcuno ha azzardato con grande ironia, non si voleva “riposizionare il brand su ben altro… target”). Inoltre sicuramente (come si evince dalla foto) chi ha consigliato alla consigliera cotanto abbigliamento non aveva certo a cuore il suo bene quanto piuttosto il desiderio di suscitare facile scalpore! Ma si è rivelato un boomerang!

Qualora abbiate qualche minuto da spendere e il bisogno di farvi una risata, vi invito a farvi un giro sulla pagina Facebook e leggere i creativi (quanto corretti) commenti che hanno accompagnato l’evento e magari di postare cosa ne pensate!

Esilarante.

Mai un’artista è stato più amato

C’è una mostra che si aprirà tra poco in Svizzera, a Basilea, alla Fondazione Beyeler, dedicata ad uno dei pittori più amati e desiderati tra gli impressionisti: EDGAR DEGAS. La mostra si concentra sui lavori dell’artista nell’ultimo periodo della sua vita (1834-1917).

Chi non conosce Edgar Degas?

Chi non ha visto una sua ballerina o una copia riprodotta in mille modi? A volte mi chiedo se c’è ancora un modo di avvicinarsi alle sue tele con l’incanto che devono aver provato i primi che le hanno viste. Riusciamo a vedere le sue tele senza l’influenza mediatica e la popolarità che lo accompagnano? Questo non è il destino solo di Degas ma di tutto il gruppo dell’impressionismo al quale l’artista fu legato, anche se controvoglia, fin dalla prima mostra nel 1874. In fondo dell’impressionismo non accettò alcuni aspetti come l’idea di un’arte spontanea che registrasse ciò che l’occhio catturava all’aria aperta. I suoi lavori erano costruiti formalmente e per lo più venivano creati nel suo studio con l’aiuto del modello che poteva essere una fotografia o un ricordo (non dimentichiamoci che fu anche fotografo e la sua pittura ne risenti molto). E’ vero che i suoi temi non erano retorici ma andavano raccontando la vita contemporanea parigina, la vita nei caffè oppure il mondo degli atelier e delle ballerine ritratte molto spesso nei momenti di pausa o durante le prove.

Nella mostra saranno presenti le opere di Degas più lontane dalla poetica impressionista, ma si vedranno i soggetti delle danzatrici e dei fantini, quelli dedicati al nudo femminile e alla veduta di paesaggi.

La mostra apre il 29 settembre e sarà visitabile fino al 27 gennaio per saperne di più www.fondationbeyeler.ch

Di notte a spasso nei musei di Losanna

 Niente ci spiazza e ci incuriosisce di più di vedere qualcosa che conosciamo in un contesto diverso dal solito. E’ questo quello che devono aver pensato i curatori che per la prima volta hanno organizzato in Europa la notte dei musei, ed hanno avuto ragione, perchè la rassegna è ovunque un successo.
 Così  il 22 settembre prossimo è la volta di Losanna. E’ come un evento speciale in cui i musei si aprono a tutti come in un giorno di festa, a Losanna ci saranno delle attività rivolte ai ragazzi e alle famiglie come, ad esempio, il museo di geologia che chiederà ai bambini di fare i rabdomanti e cercare l’acqua oppure il Vivarium di Losanna in cui verrà offerta una degustazione di insetti cucinati in modo prelibato da qualche importante chef. 
Sempre nella notte (tutti i musei saranno aperti fino alle 2) verrà proiettato il film muto The Unknown di Tod Browing del 1927 al Museo Elysée, il film sarà  presentato con  musiche dal vivo di un musicista francese. Al museo poi si potrà anche vedere una mostra a lui dedicata.
Infine per chi ama collezionare ricordi dell’esperienze vissute vi invitiamo a non stracciare il biglietto d’entrata perché anche quest’anno è originale e prezioso infatti è stato pensato e realizzato da due artisti : il biglietto per gli adulti è opera di Elise Gagnebin mentre quello dei bambini è  di Sylvie Fleury e sarà fatto a forma di pendente in metallo con scritto sopra Yes to All, uno sloagan usato più volte dall’artista (installato anche sui tetti della piazza di Plampalis a Ginevra). Con questi biglietti potrete visitare i 24 musei aperti della città.
Sylvie Fleury, Yes to All
Se è vero quello che afferma Denis Pernet, il curatore delle notti di Losanna, che ormai “è più facile riempire un museo che uno stadio” c’è di che consolarsi per il futuro dell’umanità.
Per maggiori informazioni www.lanuitdesmusees.ch

Il Grand Tour dell’arte contemporanea: girare per meglio capire

Per gli appassionati d’arte contemporanea c’è solo un modo per capirne e saperne di più ed è quello di viaggiare e non perdersi gli appuntamenti più importanti che riuniscono, selezionano e presentano tanta arte tutta assieme. E così, se in estate il popolo dell’arte non ha perso l’occasione di andare in Germania a Kassel, a visitare Documenta 13,  ora deve cambiare clima e atmosfere e deve programmare una visita a San Paolo, in Brasile, dove il 25 settembre si aprirà la 29esima Biennale d’Arte.  Questa biennale, tra alti e bassi, è una delle più antiche del mondo (seconda solo alla Biennale di Venezia) perché è nata nel 1962.

E quest’edizione promette bene: sono stati invitati 159 artisti provenienti da 33 paesi diversi che presenteranno in totale 850 opere. Scopo della rassegna, si legge, è quello di  diffondere e far conoscere ad un vasto pubblico l’arte contemporanea. I curatori, Agnaldo Faias e Moacir dos Anjos, hanno infatti pensato di organizzare nel percorso espostitivo anche un programma didattico molto vario, in cui spicca lo spazio denominato le Terrazze: luoghi scelti per organizzare dibattiti, proiezioni, performance e momenti musicali. Le terrazze sono dentro al   padiglione progettato dall’architetto Oscar Niemeyer.

Filo conduttore della biennale sarà il legame dell’arte con la politica, un connubio che – affermano i curatori – non si può separare, perché entrambe interagiscono con la realtà e influiscono sulla percezione che abbiamo del mondo.

Sarà possibile vedere tra i tanti lavori le opere dell’artista cileno Alfredo Jaar ,  del brasiliano Ernesto Neto (una felice scoperta alla Biennale di Venezia del 2001). E poi ci sarà il lavoro di Helio Oiticica, mentre per le riflessioni sull’arte e sul suo essere dentro alla politica  non mancheranno artisti come il cinese Ai Weiwei, e le  Guerrilla Girls (un gruppo di femministe anonime, conosciute solo con le maschere di gorilla, nate a New York nel 1985) . Ci saranno artisti affermati come Nancy Spero, il fotografo americano Nam Goldin, o più giovani come l’australiana Fiona Tan, e il cinese Cao Fei.

Cao Fei

Una biennale come questa ci consente di vedere il panorama artistico mondiale con gli occhi brasiliani.

Chi volesse saperne di più, può consultare il sito www.fbs.org.br

Chiacchiere del lunedì

L’amore e i lucchetti di Ponte Milvio

Cosa meglio di un lucchetto chiuso per sempre può rappresentare l’amore eterno? A Roma sul Ponte Milvio, complice il romanzo di Federico Moccia del 2006 (Tre metri sopra il cielo), l’usanza era quella di chiudere un lucchetto agganciandolo alle centinaia di altri presenti sul ponte gettando la chiave nel Tevere come segno di sempiterno amore. Qualche giorno fa, il Municipio di Roma, grazie a un decreto risalente al dicembre del 2011, ha dato il via alla rimozioni dell’ingombrante cumulo di lucchetti, che non solo, a detta degli abitanti dei dintorni, deturpavano l’aspetto dell’antichissimo ponte, ma anche, a detta dei tecnici, ne minava la stabilità.

Noi ci abbiamo riflettuto.

– Da sempre le monetine nella fontana di Trevi, la mano nella Bocca della Verità, a Roma… per non parlare del pestare le parti basse del Toro simbolo di Torino sotto i portici di Piazza San Carlo (tradizione esportata anche a Milano nella Galleria Vittorio Emanuele)… oggi i lucchetti di letteraria (?) natura, si tratta di consuetudini più o meno antiche che devono essere rubricate come scaramanzia o semplicemente come dabbenaggine?

– La vita delle cose è stato il tema dell’ultima edizione del festival della Filosofia di Modena. In un bel articolo apparso sul domenicale del Sole 24 Ore del 9 settembre, Remo Bodei ha espresso un concetto importante per differenziare il significato di oggetto e cosa. Gli oggetti sono inanimati le cose invece portano in sè affetti, idee  e simboli. Non gli oggetti ma le cose hanno la forza di unire storie individuali e collettive, natura e civiltà umane. Ho pensato allora ad un piccolo portafoglio di tela che mia madre mi ha consegno’ anni fa: conteneva un po’ di spago, delle monetine e un coltellino. ” Conservalo, mi disse, apparteneva al babbo di mia madre quando era in guerra”. Quelle cose sono per la mia famiglia un pezzo della nostra storia.  Ci serve per riunirci alla storia dell’umanità.

Concetto bellissimo, di grande poesia, ma a volte le cose che rappresentano per taluni passi importanti nella vita, ricordi, pezzi di storia,  possono danneggiare, come nel caso dei lucchetti, un importante e antico bene comune, allora ben venga che, come si è ventilato (ma non realizzato), questa massa di lucchetti trovi posto altrove, per non svilirne il significato che hanno assunto…

-Anche i lucchetti ispirati al romanzetto d’amore di Moccia, dal momento che vengono lasciati su un ponte, diventano automaticamente delle cose. E io sono d’accordo quando Baudel scrive che ” le cose rappresentano nodi di relazioni con la vita degli altri” e per questo non riesco ad essere cosi sicura che sia stato giusto toglierli. Ho chiesto il parere di mia figlia adolescente. Come prima risposta non ha avuto dubbi: hanno fatto bene a toglierli, ha detto. Subito dopo pero’ ha cambiato idea e ha aggiunto: ” certo mi sarebbe piaciuto vederli; non so come spiegarti, ma mi sembra incredibile che ognuno di essi rappresentasse una storia d’amore”…

Fateci sapere che ne pensate… siete pro o contro?

Gli italianintransito in festa

Che ne dite se il 24 di novembre si fa festa?

Abbiamo pensato di festeggiare tutti insieme e questa data ci sembrava la migliore! Prima della bagarre di Natale e alla fine di un mese piuttosto moscio come novembre! Abbiamo un’idea divertente, ma non sveliamo nulla fino all’ultimo!

Per ora è necessario che voi sappiate che:

tutto il ricavato andrà in beneficenza

vi offriamo la cena

sarà, per forza nell’area di Ginevra,

sarà di sera

e dovrete portare qualcosa!

Rispondeteci senza indugio, dobbiamo sapere se la data va bene e il numero esatto dei partecipanti perché tutto riesca nel migliore dei modi!

Fateci sapere se ci sarete, noi vi aspettiamo!

Enrica e Stefania

Il sogno di essere riuniti…

È quasi l’ora delle partenze e degli arrivederci (perché la parola «addio» l’ho sempre trovata così defnitiva…). Il tempo inevitabilmente trascorre e molti dei nostri figli sono (quasi) pronti a lasciarci.

Parlo di coloro che hanno finito la scuola e sono pronti a spiccare il volo da soli in un altro luogo diverso dal così ben definito e protetto «qui», proiettati verso un altrove che, sì fa paura, ma esercita anche una fortissima attrazione.

È stata per loro un’estate lunga e un processo lungo, attraverso il quale, ho colto, il desiderio di distaccarsi piano piano, senza fratture, da quello che è l’ambiente avvolgente e sicuro della famiglia e delle sue routine.

Fra qualche settimana loro saranno nel pieno della propria avventura e a noi rimarranno camerette ordinatissime e silenziose.

È su questo tema, quello della lontananza, che si basa una parte dei lavori di  John Clang, giovanissimo fotografo di Singapore. Nella sua insolita serie intitolata Being Together utilizzando  Skype e proiettori riunisce famiglie distanti migliaia di chilometri.

Il sogno di essere riuniti si compie nell’opera di Clang in modo digitale, ma non senza una profonda poesia.

Tutta da scoprire: l’arte del fumetto a Losanna

Per tutti quelli che sono nella zona, vorremmo segnalare  il Festival del fumetto BD-Fil che si terrà a Losanna dal 14-17 settembre.

Guardando il programma abbiamo trovato alcune cose curiose anche per chi non è uno specialista del settore. Il programma è ricco di incontri e mostre e  vorremmo segnalarvene due, in particolare, che si svolgeranno nell’Ancien cinéma Romandie. La prima mostra è dedicata ad un disegnatore italiano che vive a Ginevra, Tom Tirabosco, famoso per aver creato il personaggio dell’ Anatra svizzera: un’anatra quasi umana che vive mille avventure (compare nel week end sulla Tribune de Geneva). E’ anche conosciuto  per aver pubblicato diversi libri con la casa editrice per bambini La Joie de Lire.
Sempre nel Cinema da non perdere la mostra La cuisine, dedicata sempre al fumetto con la storia di quindici avventure culinarie inventate per l’occasione da altrettanti illustratori.
In definitiva si tratta di una bella occasione per avvicinarsi a questo genere di arte che e’ molto seguita qui in Svizzera e nel mondo francofono: nelle librerie c’è sempre spazio per il fumetto e, se non state attenti, vi può capitare di inciampare in qualche giovane appassionato seduto per terra a leggersi qualche storia.
Sempre per cercare tracce curiose del fumetto e della Svizzera, vi ricordiamo il personaggio Tin Tin, inventato dall’illustratore belga Hergè, che  ha una storia intitolata Affare Tornasole: tutta ambientata nei pressi di Nyon.  L’ambientazione e i luoghi tracciati sono stati tutti ritrovati  nel 2007 in occasione del centenario della morte dell’illustratore. Qui sotto un’immagine della mostra.