RAW, Rome Art Week

Se chiedete ai creatori di Rome Art week perché hanno pensato ad una settimana dedicata all’arte contemporanea nella capitale vi risponderanno seraficamente “perché non c’era”!

Rome Art Week [RAW] è un progetto culturale, a cadenza annuale e senza scopo di lucro, che coinvolge per una settimana l’intera città di Roma attraverso la promozione di eventi e progetti artistici organizzati dalle strutture espositive e dagli artisti che operano nella Capitale.

Semplice no? No, tutt’altro! Scopi dichiarati della manifestazione, che si terrà a Roma fra il 9 e il 14 ottobre e che coinvolgerà in tutto fra gallerie artisti, progetti e istituzioni 431 partecipanti attraverso 391 eventi culturali totalmente gratuiti, sono

  • Riunire il mondo dell’arte contemporanea della Capitale offrendo una panoramica della sua offerta rivolta alla città e al turismo.
  • Costituire una rete tra le strutture espositive, gli artisti, i curatori e i critici del mondo dell’arte.
  • Allinearsi alle altre capitali europee, dove già da anni vengono organizzate Art Week o Gallery Weekend, dando vita ad una manifestazione che possa essere un utile strumento di conoscenza, approfondimento e impulso al mercato e alla comunicazione della Roma contemporanea, proiettandola all’attenzione dei circuiti internazionali.

E se la riscossa di Roma (ri)cominciasse dall’arte?

 

La vita non smette mai di sorprenderci

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Esperimenti di Shirin-Yoku

La vita non finisce mai di sorprenderci. E’ il titolo di un film? No, si tratta di esperienza personale. Ed è per questo che l’arte è la perfetta disciplina per tenersi  allenati allo stupore.

Ma, una volta tanto, fuori dall’arte, ecco una serie di cose che mi hanno sorpreso in questi giorni:

– Ho scoperto che esiste lo Shirin -Yoku una pratica giapponese che significa “fare un bagno nella foresta”. Ovvero camminare e lasciarsi avvolgere dal paesaggio di una foresta. Questa attività, assicurano, diminuisce le tensioni, la depressione , l’ansietà e l’affaticamento.

– Dal 2014 è stata indetta la giornata mondiale delle mestruazioni e cade il 28 maggio.

-E’ nato in Etiopia il primo cartone animato di tre super-eroine le Tibet Girls, tre ragazze adolescenti forti che volano in aiuto di tutte le ragazze costrette a sposarsi con la forza,   abusate o vittime d’aggressione.  Assolutamente da vedere su You Tube.

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– E’ in commercio il primo collare  per cani intelligente ( Jagger & Lewis) con un dispositivo che ti permette di avere notizie continue sulla salute del tuo cane: ha mangiato troppo? Dormito troppo? Ha qualche malessere? Perché si gratta?.

-Basta rughe? fate bollire 60 gr. di riso bio in 500 ml di acqua per 12 ore. Filtratelo e mettete l’acqua in un flacone. Ecco il perfetto tonico antirughe. Attenzione si conserva per 4 giorni in frigo.

Ma la scoperta più incredibile che ho fatto questa settimana è che niente ti fa star meglio  di un gruppo di amiche, con le quali trascorrere una piccola vacanza all’insegna del buonumore.IMG_0963 (1)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’arte della fuga

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Gunnar Widforss

Sono cresciuta con la convinzione che chi amava l’arte contemporanea fosse mio amico e chi la disprezzava mio nemico. E’ dunque una novità che lo scrittore, etnologo e collezionista svedese Fredrik Sjöberg mi abbia affascinato e stregato con la sua ultima storia: L’arte della fuga, pubblicato in Italia da Iperborea. Il fatto è che questo scrittore non ama l’arte contemporanea e lo esprime chiaramente nel romanzo.

Ma andiamo per ordine. L’autore del celebre, anche in Italia, Il collezionista di mosche, (ne abbiamo parlato il 11 gennaio 2017) racconta in questo libro la vita di un pittore svedese, Gunnar Widforss ( 1879-1934), diventato famoso in America per i suoi larghi paesaggi ripresi dagli scenari dei parchi nazionali. Secondo il suo stile, Fredrik Sjöberg si dedica alla vita del pittore affrontandola da angolazioni diverse, ma anche lasciandosi a divagazioni di varia natura e spesso inserendo spunti autobiografici nella vicenda narrata. La trama diventa cosi’ un labirinto ed è facile sentirsi trasportati e un po’ persi in questo territorio assai ampio.download

Ma il nocciolo è che Gunnar Widforss, è un pittore di paesaggi naturalistici, conosciuto per i suoi acquarelli, “maestro indiscusso della pittura di pini” , e quindi è ben lontano dai linguaggi dell’avanguardia. E proprio da questo il nostro scrittore non manca di prendere spunto per ironizzare sull’arte moderna. “Mi sembra un peccato che la bellezza, ancora viva nella letteratura e nella musica, sia stata bollata come antiquata nell’arte figurativa approvata dall’Accademia(….) ne rimango stupido ma in fondo tollerante” (p.69) . Ma si spinge anche più in là: l’arte formalmente bella e rassicurante dei paesaggi del suo pittore dimenticato, sembra rafforzarlo in un rifiuto radicale dei linguaggi espressivi contemporanei. “Non sono d’accordo con l’opinione assai diffusa secondo cui i perforare e gli autori di installazioni del giorno d’oggi sarebbero incomprensibili. Raramente , nel corso degli ultimi cento anni , l’arte è stata più comprensibile di oggi. Critica sociale trasgressiva, provocazione (…) anche un bambino può capire quale è l’obiettivo , tanto più che le vaghe concezioni  filosofiche sono di quel genere che, a ragione, viene ormai chiamata filosofia da bar. Pura e semplice uffa.” (p.70)

Curiosa questa sua posizione, tanto polemica con l’arte contemporanea, anche perché lui è suo malgrado finito nel circuito dell’arte contemporanea: la sua collezione di mosche, infatti, i sirfidi, è stata esposta alla biennale di Venezia del 2009.

La festa dei nonni

Su 7 milioni di nonni italiani 6 milioni si occupano dei propri nipoti, per un valore economico che si aggira intorno ai 18 miliardi di euro l’anno, pari all’1,2% del Prodotto Interno Lordo, ma questo è un dato vecchio, risale infatti al 2010, ed è plausibile ritenere che attualmente il valore economico degli anziani sia di molto cresciuto. Alcuni studi condotti su significativi campioni, sottolineano come l’aiuto dei nonni nella famiglia italiana inneschi una sorta di circolo virtuoso, poiché la loro presenza nella vita del nipoti lascia ai genitori la possibilità di riprendere il lavoro e di tenere viva l’economia e di far risparmiare su strutture private e pubbliche oltre 500 milioni di euro.  Quando diamo per scontata la loro presenza pensiamo a questi dati e a questi numeri e inchiniamoci davanti al lavoro silenzioso dei nonni.

Interroghiamoci anche sul perché la festa dei nonni, istituita nel 2005 dal Parlamento Italiano cade proprio oggi. Nel calendario liturgico cattolico il 2 ottobre è la festa degli Angeli Custodi, quale giorno migliore, allora, per celebrare il ruolo che i nonni ricoprono nella società odierna, in cui costituiscono una guida essenziale, una risorsa di immenso valore, un tesoro di saggezza ed esperienza, oltre che un indispensabile aiuto nell’educazione dei bambini?

Iniziamo la settimana con questa bella festa… e se avete un nonno a disposizione, per un giorno invertite i ruoli, coccolatelo voi!

 

Indovinello

Quale artista ha scritto queste parole?

“La vera opera d’arte nasce dall’artista in modo misterioso, enigmatico, mistico. Staccandosi da lui assume una sua personalità e diviene un soggetto indipendente con un suo respiro spirituale e una sua vita concreta. Diventa un aspetto dell’essere. Non è dunque un fenomeno casuale, una presenza anche spiritualmente indifferente, ma ha come ogni essere energie creative, attive. Vive, agisce e collabora alla creazione della vita spirituale.”

Tele umane a spasso per Londra…

“Se la montagna non viene a Maometto, allora Maometto va alla montagna” è un detto antico, che non è supportato da nessun versetto del Corano, ma che probabilmente ci giunge da un saggio di Francis Bacon del XVI secolo. Pragmatici gli anglosassoni vero? Tanto che, alla notizia che quasi un quarto della popolazione britannica non sa che Van Gogh dipinse I girasoli o che Roy Lichtenstein creò Whaam! una famosa galleria di Londra ha immaginato un modo assolutamente originale per incoraggiare il pubblico ad abbordare in qualche modo il mondo dell’arte.

Ma facciamo un passo indietro, una recente indagine ha rivelato che su un campione di 2000 adulti britannici, tre su cinque hanno un rapporto carente o addirittura inesistente con l’arte. Inoltre il 44% è convinto che l’arte sia materia per le elite e uno su dieci è intimidito dalle gallerie d’arte. Insomma un disastro!

La sfida era dunque quella di rendere lo straordinario mondo dell’arte accessibile ad un numero maggiore possibile di persone. Rise Art, una piattaforma online di arte, ha ideato e realizzato un modo del tutto anti convenzionale per promuovere l’arte: cinque versioni viventi di altrettanti capolavori dell’arte mondiale, dipinti da una body painter vincitrice di premi internazionali, Sarah Attwell, sul corpo nudo di cinque modelli che per un’intera giornata si sono aggirati nel centro di Londra, nella metropolitana e sul Millennium Bridge.

Chissà se le opere, tutte famosissime (Van Gogh con I girasoli, Munch con L’urlo, Picasso con Donna seduta, Roy Lichtenstein con Ragazza con fiocco nei capelli, Mondrian con Composizione con rosso, blu e giallo), riconoscibili nonostante le curve dei modelli, hanno incuriosito e incoraggiato qualche impassibile britannico ad entrare in un museo o in una galleria d’arte per ammirare le opere d’arte su una vera tela.  Solo il tempo ci dirà se l’iniziativa ha avuto seguito.

vov: lo zabaione confortante

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Appena inizia il freddo lasciamoci confortare non è una ricetta difficile:

Fate bollire , con una bacchetta di vaniglia, mezzo litro di latte e lasciate raffreddare. Sbattete bene bene in una insalatiera ( per 30 minuti circa) 4 tuorli con 4 etti di zucchero.

Unite a poco a poco  e rimestando 1 etto di spirito da liquori e poi, sempre rimestando 1 etto di marsala. Coprite l’insalatiera e lasciate riposare per circa 10 minuti.

A poco a poco , sempre rimestando aggiungete il latte bollito e ormai raffreddato. Lasciate riposare per 10 minuti . Passate il liquido prima di metterlo dentro la bottiglia.

Filtrate il liquido e versate in bottiglia. Un plaid , un po’ di amici e il fuoco acceso sembra davvero un buon modo per farci confortare.

 

E il vecchietto dove lo metto?

Così cantava Domenico Modugno tanti anni fa. E se si legge il testo intero di quella canzone si rimane scioccati di quanto poco siano cambiate le cose.

Quando toccherà a noi, dove andremo a finire? Quando inevitabilmente arriverà l’età in cui sarà pericoloso restare soli a casa, farsi un caffè con la moka o fare un bagno ristoratore in vasca, chi potrà aiutarci, confortarci, non farci sentire soli? Un tempo era compito della grande famiglia allargata prendersi cura degli anziani, farli stare in salute e in allegria, concedendo loro il dovuto rispetto, retaggio di una società millenaria in cui il “vecchietto” godeva ancora di un posto importante.

Con la vita frenetica che ci tocca fare, oggi è sempre più difficile farsi carico degli anziani di famiglia, tanto più se bisognosi non tanto di cure mediche, quanto di tempo di qualità da dedicare loro. Sempre più allora si ricorre alle strutture dedicate (che orrore chiamarle ospizi), che spesso però nonostante si rivelino il miglior compromesso accettabile, “spengono” i nostri cari indirizzandoli su una strada di lento e definitivo declino.

Proprio per evitare questo declino e naturalmente spinti dal bisogno economico la casa di riposo Humanitas di Deventer in Olanda, ha adottato un metodo che potrebbe rivelarsi interessante anche alle nostre latitudini. Oltre ad offrire un ambiente di vita piacevole e sicuro, nel rispetto dell’individualità di ogni singolo residente, la casa ha aperto i battenti a studenti universitari che hanno difficoltà nel trovare e pagare un alloggio. La formula è abbastanza semplice, a fronte di 30 ore di volontariato accanto agli anziani, vien offerto agli studenti un alloggio sicuro e dignitoso. Il responsabile della struttura assicura che gli studenti alloggiati hanno il potere di portare il mondo “di fuori” fra le mura della casa, contribuendo a rafforzare il legame dei residenti con la realtà esteriore e migliorando di molto l’umore.

Altri programmi come quello di Deventer sono nati a Lione in Francia, a Barcellona e a Cleveland in Ohaio. I risultati sono stati sorprendenti non solo per gli anziani, ma soprattutto per i giovani che qui hanno imparato a sviluppare un genuino interesse per gli altri… e sono felici!

 

Una cercatrice d’oro: Elisabetta Salvatori

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Ci sono persone che vivono per esplorare le emozioni del genere umano e che, soprattutto, hanno una capacità speciale di raccontarle.  Ne conosco una: è una cercatrice di storie che si chiama Elisabetta Salvatori . Lei cerca, ovunque, storie di vite dimenticate, o legate a fatti più o meno conosciuti, che per qualche motivo l’hanno colpita. Attorno a ogni nucleo di vita cosi’ individuato, si mette in cerca di notizie, di testimonianze,  riuscendo a scovare, come una vera e propria “cercatrice d’oro”, l’energia al fondo di ogni storia, ossia il groviglio di passioni che rendono il senso di una o più vite.  E quindi su ogni storia lavora assai, non solo perché – come dicevamo – incontra persone, raccoglie ricordi e visita luoghi, ma anche perché riscrive il tutto trasformandolo in uno spettacolo teatrale. I  monologhi che ne scaturiscono non sono testi recitati, ma racconti vivi e avvincenti legati alla sua parola, spesso accompagnata dalla musica . Chi l’ascolta non si accorge del tempo che passa, rimane in silenzio e viene trasportato su un tappeto volante fatto, appunto, di parole e ben più forte della realtà virtuale, di qualsiasi video o effetto speciale. Quando, poi, c’è il violino di Matteo Ceramelli a interagire con la sua voce, si vivono momento straordinari.download

Tra i suoi ultimi progetti è il lavoro intitolato “Piccolo come le stelle”, dedicato alla vita di Giacomo Puccini. Un racconto meraviglioso accompagnato dal violino di Matteo Ceramelli, capace di trasfondere profonde emozioni, assieme al desiderio di correre ad ascoltare le musiche del grande maestro toscano. Un altro spettacolo molto intenso è “Non c’è mai silenzio”. Nasce dallo strazio subito da coloro che ebbero parenti e persone care vittime della strage di Viareggio, nel 2013, quando un treno con materiali infiammabili esplose in stazione spazzando via un intero quartiere della città.

Cara cantastorie Elisabetta,  il tuo lavoro sulla memoria è un passo avanti per migliorare  la percezione delle nostre vite e aiuta questa umanità, troppo prona all’oblio, a vivere meglio. Ci ricordi quanto sia importante la dimensione emotiva legata alla memoria, in questa nostra vita troppo distratta.