
Andar per musei può essere un modo diverso di organizzare le vacanze: se poi il museo si trova in una delle città più vacanziere e affascinanti della Costa Azzurra, unire l’arte con il divertimento è naturale. E’ così che vorrei segnalarvi una mostra che si aprirà il 29 giugno prossimo a Saint-Paul de Vance presso la Fondation Maeght, dal titolo “Les aventures de la vérité. Peinture et philosophie: un recit”. La mostra non è curata da un critico d’arte, ma dal filosofo Bernard-Henry Lévy che la ha pensata e studiata per due anni, su invito dal direttore della Fondazione Olivier Kaeppelin, con lo scopo di esplorare i rapporti tra arte e filosofia. E la verità è il fulcro attorno al quale ruotano le opere scelte. Tutto è partito, come Henri Lévy ha riferito in un’intervista a Beaux Arts, da una lettera di Cezannè scritta a Emile Bernard, dove il pittore afferma che la verità possa essere raggiunta attraverso la pittura, cosa che invece Platone aveva escluso potesse avvenire. Per il filosofo greco, infatti, l’artista poteva solo imitare ciò che già era una copia della realtà ultima. Chi ha ragione dei due, si domanda il filosofo? E su questa domanda costruisce la mostra.
Nella mostra si cerca di mettere in luce come le immagini hanno influito, trasformandola, sulla storia del pensiero. Al centro dell’esposizione è stata posta una scultura di Marina Abramovic, intitolata The Communicator (number 4), una testa di cera nera trafitta da cristalli di quarzo. Sono visibili poi un centinaio di opere antiche e contemporanee, divise in sette sezioni ,viste come un percorso intellettuale e artistico: Così vengono affiancate opere come la crocifissione di Basquiat e quella del Bronzino, oppure la Pietà dell’artista ferrarese del Quattrocento Cosmé Tura e quella dell’artista contemporaneo Jan Fabre. Ogni opera sarà illustrata da un testo del filosofo e si potranno vedere dei video degli artisti che leggono una scelta di testi di filosofi indicata da Henry Lévy stesso.

Non sarà semplice cogliere in pieno il percorso immaginato da Henri Lévy, che lega assieme l’origine iconoclastico delle nostre società d’origine giudaico-cristiana e l’affermarsi nel tempo delle immagini sul pensiero. Ci verranno posti dei dubbi sul ruolo dell’arte nella nostra esistenza e sarà messo l’accento sul fatto che l’arte non può essere letta come si leggono i fatti della storia: l’arte ha sempre qualcosa di sacro e non può essere separata dall’esperienza estetica.
Sicuramente questa mostra è uno degli eventi da non perdere di quest’estate: “uno degli eventi culturali del 2013” come l’ ha definita il New York Times.

Petra, la «città rosa», la «città delle tombe», si trova in una valle riparata da ripide montagne, adagiata da secoli in una conca che, se ebbe in principio la funzione di salvaguardare l’abitato dagli attacchi esterni, alla fine ne determinò anche l’oblio.

Il fatto è accaduto la settimana scorsa. Il pianista polacco Krystian Zimerman che stava suonando al Ruhr Piano Festival, durante l’esibizione battibecca con uno spettatore della balconata, poi si ferma, si alza e abbandona il palco, lasciando di stucco gli spettatori.








Di utopie urbanistiche la storia dell’architettura è colma. Di progetti architettonici che hanno cercato, a volte semplicisticamente, di realizzare nuovi modelli di nuclei urbani, frutto dell’immaginazione di pensatori riformisti e filosofi, ne sono rimasti moltissimi.
Qui infatti con uno sforzo economico non indifferente è stato realizzato un progetto ciclopico per rendere la città la prima “tropical Garden City” del mondo, un luogo dove vivere e lavorare meglio. Su 101 ettari di terreno, in gran parte strappati al mare, sono stati realizzati i Gardens by the Bay, 7 differenti giardini botanici ognuno dedicato a un differente ecosistema: Flower Dome, Cloud Forest, Supertree Grove, Heritage Gardens, Dragonfly & Kingfisher Lakes, Bay East Garden, World of Plants. Ma le attrazioni che rendono questo parco unico sono le due immense, le strutture in vetro più grandi del mondo che hanno vetri ad alto rendimento e un sistema di climatizzazione alimentato da tecnologia ecosostenibile: il Flower Dome, che conserva la flora del clima mediterraneo, e la Cloud Forest, con la fauna delle regioni tropicali.