Soluzione

Gian Luca, pepperstein, Salparadis, G e tutti gli altri… troppo bravi! Troppo facile? Ci riproveremo!

Divenne famoso suo malgrado, perché Henri Rousseau, classe 1844, non capiva quasi nulla delle teorie che critici e pittori professionisti andavano discutendo. Dipinse la sua biografia fantastica come la vedeva e la sognava.

Non voleva essere un innovatore, o meglio lo era a sua modo in quanto nei suoi dipinti trovano posto macchine volanti e dirigibili. Rousseau cercava anzi di mettersi sul piano dei vecchi maestri del passato, non sapendo che così facendo compiva un “inno al Progresso”. Fu un pittore definito ingenuo, con una disarmante semplicità compositiva, colori vividi e atmosfere al limite del reale.

Sorpresa è un olio su tela di grandi dimensioni, oggi alla National Gallery di Londra. Le immagini di questa giungla tropicale gli derivavano dagli Albi dei libri per ragazzi e dalle piante esotiche che andava scoprendo nelle serre di Parigi. Un po’ come il nostro Salgari, che descrisse a parole le giungle dell’india come sfondo per le avventure di Sandokan, Rousseau voleva colpire e stupire con i suoi paesaggi. Se si fosse recato in molti dei luoghi in cui pose i suoi paesaggi si sarebbe reso conto che a volte la fantasia e il sogno sono migliori della dura realtà!

Rosso Tomaino

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Giuliano Tomaino, piazza del Duomo, Pistoia

Si sta per concludere l’anno in cui Pistoia è stata città della cultura italiana. Così i commercianti del centro storico di questa bella città hanno scelto offrire un contributo proponendo una nuova idea per le tradizionali decorazioni natalizie. Grazie a loro e alla cura del gallerista Massimiliano Vannucci,  invece delle solite luci, da ieri sono apparse in città le gioiose sculture in ferro smaltato dell’artista Giuliano Tomaino. L’artista spezzino ha un immaginario di forme che si trova anche nelle sculture di Pistoia, come l’uccellino rosso chiamato “Cimbello” collocato ai piedi del battistero. Chi si affaccia dentro alla corte del tribunale trecentesco vedrà una serie di figure rosse stilizzate con una gamba sollevata che, allineate una dietro l’altra, accentuano il tema dell’instabilità ma anche del movimento. Sempre in bilico se ne sta il cavaliere che si erge in piedi sul cavallo a dondolo collocato davanti la chiesa di San Bartolomeo. Le figure di Tomaino, non devono trarre in inganno perché sono il risultato di un linguaggio contemporaneo: esse non si presentano come oggetti unici ma come forme infinite, copie di una matrice replicata in serie.     

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Giuliano Tomaino, Massimiliano Vannucci, Tribunale Pistoia

Le opere di Tomaino nella città di Pistoia in occasione di queste vacanze natalizie  sono un segno simbolico, un punto rosso per ricordare, forse con un po’ di nostalgia,

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Giuliano Tomaino, Houdini, 2011

un momento dell’infanzia o di tenerezza. Sicuramente tutto l’insieme è in grado di donarci uno sguardo più lieve verso la realtà che ci circonda.

Welcome to Pollenzo!

Il 21 Novembre si è aperto l’anno accademico dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ateneo privato riconosciuto dallo Stato italiano e fiore all’occhiello dell’intero panorama didattico del nostro paese. Unico nel suo genere quest’anno l’ateneo apre due nuovi Classi di laurea: la Triennale in Scienze, Culture e Politiche della Gastronomia e la Magistrale in Scienze economiche e Sociali della Gastronomia. Il risultato al quale si tende è quello di formare figure professionali che si accostino in maniera olistica al “sistema” cibo, studiandone non solo le scienze applicate  quali la chimica, la biologia, la microbiologia, la zoologia e l’ecologia; non solo le altre scienze agrarie, alimentari e sensoriali, ma anche le scienze umane, sociali e biomediche implicate. Questi futuri professionisti saranno in grado in tal modo di comprendere la complessità dei sistemi alimentari che sono il risultato di una lunga evoluzione sia scientifica sia culturale, saranno in grado di rispettare la biodiversità traghettando la società verso sistemi sostenibili che in futuro saranno particolarmente necessari.

Il progetto formativo dell’Ateneo è quello che coniuga studio e pratica e non potrebbe essere diversamente.  “Vita, scienze, cultura manageriale, sapere artigiano e contadino” garantiscono ai “gastronomi” conoscenze e competenze trans-disciplinari che li aiutano a comprendere profondamente il cibo come valore e il suo ruolo fondamentale nel creare e modellare la società.

Sul Manifesto dell’Università si legge: “L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è il primo Ateneo del mondo che ha accettato l’antica sfida pliniana, collocandola nell’odierno contesto della ricerca, della scienza e della cultura su scala globale e secondo una visione sistemica. Perché la gastronomia è ovunque: essa non riguarda soltanto determinati cibi, certi modi di cucinarli e di consumarli, magari soltanto certe tradizioni o certi luoghi del pianeta. Ogni prodotto della terra, dei mari, dei boschi può essere gastronomia. Ogni cucina, dalla più semplice e domestica alla più ricercata, può essere gastronomia. Ogni modalità di consumo può essere gastronomia. La gastronomia è lo studio di tutto ciò che ha a che fare con il cibo inteso come valore culturale e scientifico. La gastronomia ha a che fare con la condizione vivente, umana, animale e vegetale. Essa è passione e amore per la vita, ovunque essa si realizzi in rapporto alla necessità primaria e perenne dell’alimentazione”. E noi concordiamo pienamente!

Il cane, il lupo e Dio

Cominciamo a pensare a qualche buon libro da regalare . Tra questi, ne segnalo uno volentieri perchè mi è stato regalato e l’ho molto gradito. Il libro si intitola Il Cane, il Lupo e Dio, il suo autore è Folco Terzani. E’ un libro illustrato da Nicola Magrin (ed. Longanesi).

Una favola per ragazzi e adulti.download

E’ la storia di un viaggio in cui un cane abbandonato, senza più il padrone un branco di lupi in pellegrinaggio e una “banda di uccellacci” neri, i corvi, si ritrovano assieme per  raggiungere la Montagna della Luna.

Seguendo il cammino di questi personaggi  ci troviamo dentro al bosco in un bellissimo paesaggio, lontano “dai puzzi di fumo, di fuoco” della città.  Raggiungere la meta della Montagna della Luna non è facile è una strada piena di cose da imparare e comprendere. Ogni pagina è un passo in avanti, l’incontro con il grande albero Gigante ad esempio, è l’occasione per spronare  il cane troppo stanco e sfiduciato: “Ho imparato- dice il Gigante– a non desiderare quello che non ho ed accogliere quello che mi viene (…) La fiducia è la qualità più potente di tutte. L’essere che ha fiducia raggiunge subito le sue mete”.DNWiQuGWsAAWYZB

Un libro che si presenta con una struttura semplice e di facile lettura  ma pieno di significati profondi come il valore dell’amicizia o la ricerca del sacro.  Per certi versi i toni della fiaba mi hanno ricordato il  Piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry.

 

…siam pronti alla morte l’Italia chiamò!

Il Canto degli Italiani, universalmente conosciuto come Fratelli d’Italia è divenuto ufficialmente, dopo ben 71 anni di attesa, l’inno nazionale della Repubblica Italiana.

La storia bizzarra che lo accompagna mette in luce molti aspetti delle stranezze patrie.

Fu composto intorno al 1847, in pieno periodo Risorgimentale, da un ragazzo di 20 anni, Goffredo Mameli, il quale ferito in battaglia al fianco di Garibaldi morirà a soli 22 anni di setticemia. Dalla sua giovane età, e dall’entusiasmo che ne consegue, nacquero quei versi che oggi, da scettici navigati, ci appaiono un po’ retorici e che invece sono lo specchio di un periodo storico dal quale si dovrebbero recuperare l’ardore delle idee e il sentimento di identità e appartenenza, che ci hanno abbandonato da un bel pezzo.

Tuttavia l’inno, bistrattato, non compreso, deriso a volte, ci ha accompagnato tutto questo tempo, resistendo alla concorrenza del coro del Nabucco di Verdi, quel Va pensiero che per anni è stato riproposto anche in sede ufficiale come sostituzione “colta” di quello che ad alcuni sembrava una marcetta senza profondità.

E invece a dimostrazione di ciò che diceva Flaiano “in Italia niente è più definitivo delle cose provvisorie”, l’inno ha resistito nei decenni ed ora è finalmente divenuto inno ufficiale.

Noi siamo contente, anche se non lo sentiremo risuonare negli stadi russi per quest’anno, e vi lasciamo ad un pezzo magistrale di Benigni di qualche anno fa che ne spiega le origini e il significato, nella speranza che questa accorata e toccante spiegazione ce lo faccia amare un po’ di più a dispetto dei suoi innegabili difetti.

Una sera allo Zardi’s

Una sera del 1956 a Los Angeles, nel locale Zardi’s, dove si suonava musica jazz, e dove avevano cantato i più grandi nomi dell’epoca, si tenne un concerto dell’allora trentanovenne Ella Fitzgerald, già leggenda vivente della musica. Chi c’era raccontò di una Ella in grandissima forma, che offrì al pubblico una performance eccezionale, duettando con i musicisti e improvvisando in maniera divina.

Era già all’apice della sua carriera, ma quella sera diede prova di tutta la sua potenza (aveva un’estensione vocale di oltre tre ottave) utilizzando la tecnica dello scat che l’aveva resa famosa. Lo scat consiste in un tipo di canto che ripete improvvisando fraseggi degli strumenti imitandone il suono o utilizzando parole inesistenti o onomatopeiche, accompagnata da un trio d’eccezione il pianista Don Abney, il bassista Vernon Alley e il batterista Frank Capp. Chi c’era ebbe la fortuna di ascoltare Ella in uno stato di grazia che cantava i suoi più grandi successi, sostenuta da un pubblico in delirio.

Per nostra fortuna qualcuno registrò la performance, registrazione che venne però dimenticata per 60 anni. Il primo dicembre prossimo, in occasione della chiusura dei festeggiamenti per i cento anni dalla sua nascita, questa registrazione inedita di Ella Fitzgerald verrà pubblicata per la gioia di tutti gli amanti del jazz.

L’album conterrà:

All Depends On You (canzone cantata già da grossi calibri quali Doris Day, Frank Sinatra e Nat King Cole e per la prima e unica volta presente nel suo repertorio pertanto preziosissima)
Tenderly
Why Don’t You Do Right
Cry Me A River
In A Mellow Tone
Joe Williams’ Blues
A Fine Romance
How High The Moon
Gone With The Wind
It’s Bernie’s Tune
S’Wonderful
Glad To Be Unhappy
Lullabye Of Birdland
The Tender Trap
The Angels Sing
I Can’t Give You Anything But Love
Little Boy
A – Tisket, A – Tasket
My Heart Belongs To Daddy
Airmail Special
I’ve Got A Crush On You

Tutti in attesa dunque con un po’ di nostalgia per riascoltare la meravigliosa voce di Ella Fitzgerald.

 

Gli italiani sono ancora ostaggi dell’anguria e della bruschetta?

Team of people carrying an Internet cable.

In questi giorni ho avuto tra le mani delle vecchie riviste dei primi anni Novanta dedicate all’arte contemporanea. Sfogliandole ora, sembra sia passato un secolo.

Per esempio, prendiamo una copia del 1996 di Flash Art, un articolato dal titolo : Internet. Qui si spiegano i primi passi fatti da parte dei musei nell’uso di internet di cui si lodano le  capacità informative e si cercano di capire le sue “potenzialità estetiche”.

Sempre nello stesso giornale,  il giornalista e direttore di Flash Art Giancarlo Politi nel suo editoriale si lamenta dell’Italia della sua  scarsa attitudine ad una vitalità culturale attiva e propositiva nelle città e istituzioni. Così mentre in Francia- si legge-  investono in grandi progetti  culturali che si trasformano in eventi sociali , culturali e mondani straordinari, in Italia la cultura è sinonimo di seriosità e depressione . Politi  deluso sottolinea come gli amministratori delle città preferiscono all’arte, l’anguria gratis o la pasta e fagioli.

Divertenti questi echi lontani di discussioni infinite. Molte cose sono cambiate.

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OGR, Officine Grandi Riparazioni, Torino

Faccio un esempio. Sono tornata da poco da Torino dove ho visitato la nuova OGR le officine Grandi Riparazioni, un grande edificio di archeologia industriale da poco restaurato per ospitare concerti, mostre, spettacoli, performance. Un luogo fantastico . Al suo interno un ristorante, un bar molto gradevoli. Si è aperta una mostra dal titolo “Come una falena alla Fiamma”, dove l’arte contemporanea si presenta a fianco di  opere antiche e con esempi di  passioni collezionistiche. OGR è un luogo che ti accoglie in modo gaudente e frivolo un esempio perfetto di mondaneità, piacevolezza e cultura. Politi può considerare raggiunto l’obiettivo.