Vi siete mai chiesti perché gli inglesi bevono tanto tè? Perché preferiscono questa bevanda invece di bere come il resto del mondo il caffé? La Uk tea and infusion Associaton (si perché esiste veramente) stima che gli inglesi bevano 900 tazze di tè all’anno a testa, un vero e proprio mare di tè (tanto che le bustine usate costituiscono un grosso problema per il loro difficile smaltimento nei rifiuti urbani).
Gli antropologi naturalmente ci vanno a nozze, per capire la ragione di questo legame con una foglia che viene coltivata in luoghi tanto lontani, viene disidratata, affronta un lunghissimo viaggio (i maggiori produttori di te sono la Cina e l’India) per arrivare ed essere rivitalizzata nelle teiere inglesi.
In effetti il motivo non può essere spiegato solo dal favore che gli inglesi accordano al suo gusto leggermente amaro e acido (tanto che si tende ad addolcirlo con l’aggiunta di latte), o al fatto che contenga forti dosi di sostanze anti invecchiamento o ancora perché, come per il caffé, la teina è un forte eccitante, oppure perché bevendone forti dosi la pelle assume un odore che salva dalle beccature di alcuni parassiti. Tutto ciò non basta.
Le ragioni sono da ritrovare nel forte rapporto sociale che i britannici hanno con il te. Come afferma infatti l’antropologa Kate Fox “le scelte alimentari dipendono strettamente dall’ambiente circostante, dal contesto sociale”. Infatti il tè per il popolo inglese è divenuto un perfetto riempitivo per i momenti di noia o, peggio, di imbarazzo sociale, “fare un te”, infatti è un perfetto diversivo per un popolo in cui il contatto prolungato e senza filtri ha sempre rappresentato un problema.
Se un italiano con “prendiamoci un caffé” ribadisce un rito fortemente “sociale”, un inglese con “prepariamo un tè” e con il rituale che comporta mette le distanze e riprende fiato.






Weber,
Certamente la sua vita l’ha dedicata e trascorsa a trasformare la sua casa e il suo giardino in
Anche Ilda Boccassini, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano, è entrata nel dibattito a proposito della serie televisiva Gomorra, divenuta un vero e proprio cult della televisione italiana e al quale avevamo dedicato un 




A Sainte Croix, nel cantone di Neuchâtel, esiste un museo molto particolare dedicato alle scatole musicali, ai carillon e agli automi, si chiama CIMA che è l’acronimo di Centre International de la Mécanique d’Art (Centro Internazionale della Meccanica Artistica).

Li avete riconosciuti? Vi ricordano qualcosa?
Sarà per ciò che abbiamo visto a Cannes, sarà perché la primavera e il caldo fanno fatica ad arrivare a Ginevra, ma questa settimana l’abbiamo dedicata al cinema. I film che abbiamo visto sono due, molto diversi tra loro ma per certi versi entrambi godevolissimi e decisamente adatti a chi voglia trascorrere due serate di serenità . Il primo film è stato quello di Woody Allen Café Society. Allen è l’unico regista che ho in comune con le mie figlie piace a tutte quante e tutte loro sono sempre disposte a venire con me a vederlo. Il film ambientato negli anni Trenta racconta di un amore travagliato diviso tra New York e Hollywood. New Yorkè ripresa in una bella scena notturna da Central Park, col Dakota Building in lontananza. E Bravo Woody Allen, ha mestiere anche quando il ritmo è un po’ lento.
Il Secondo film diretto da Jodie Foster con George Clooney e Julia Roberts dal titolo Money Monster. Un giallo-commedia a tratti paradossale ma divertente. Due bravissimi attori, George Cloony nel film interpreta la figura del guru televisivo che consiglia come investire i propri soldi. Durante un suo show verrà preso in ostaggio da un investitore rimasto fregato. La storia si complica, il ritmo del film è veloce e tra suspence e ilarità alla fine esci divertito.