
Forse perché vivo all’estero, ho due figlie che studiano lontano e dei mie undici nipoti cinque vivono fuori dall’Italia, proprio non posso trovare pace pensando a ciò che hai subito, Giulio.
Mai come oggi, un sacco di giovani si mettono in viaggio con la carica giusta, il coraggio, la curiosità e la determinazione per tuffarsi in realtà diverse e fare nuove esperienze. Ve ne sono non pochi che si lanciano anche in lavori e studi difficili per migliorare il mondo in cui viviamo. Mettono passione in quello che fanno e fanno uso di grande coraggio. Tu, Giulio, eri uno di questi; non ti conoscevamo, ma stavi lavorando per seminare ciò che in italiano si chiama giustizia. Un tempo si diceva: non c’è pace senza giustizia. Chi lavora per la giustizia è un operatore di pace. Beati gli operatori di Pace, dice il celebre discorso delle Beatitudini, perché saranno chiamati figli di Dio. Ti hanno spezzato e ti hanno messo in silenzio. Quel che hai subito tu, operatore di giustizia e di pace, è inimmaginabile. Appena lo abbiamo saputo siamo stati colti da un dolore profondo. La notizia si è subito trasformata nell’ennesimo orribile schiaffo contro la libertà di coscienza e di parola.
Ben vengano i funerali di stato, perché è giusto che l’Italia si stringa attorno a te e alla tua famiglia. E deve farlo per dichiarare, in modo chiaro, quali sono i valori in cui crediamo, affinché non ci lasciamo intimidire da chi opera per condurci verso nuove forme di schiavitù e sopraffazione. Riposa in pace, giusto fra i giusti.
Questo il tema del Carnevale di Venezia 2016. Attraverso la celebrazione delle arti e delle tradizioni che hanno reso celebre Venezia, quest’anno il Carnevale viene festeggiato esaltando le eccellenze della città. “Calle del forno”, “ruga dei oresi”, “campiello del remer”, “fondamenta dei vetrai”, “calle dei fuseri” o la “frezzaria” sono i luoghi che raccontano la simbiosi secolare fra i veneziani e la loro città, le arti e i mestieri che vi venivano praticati trovano posto nella rievocazione carnevalesca. Calli e campi sono luoghi dedicati a spettacoli musicali e teatrali, divenendo una spettacolare vetrina della lunga tradizione della civiltà veneziana. Allestimenti e rievocazioni riproporranno, proprio nella fabbrica per eccellenza, l’Arsenale, il rapporto di Venezia con i mestieri.

Dopo aver apprezzato il ricco programma istituzionale di Artgèneve che contava espositori quali il Polo museale di Losanna, la Kunsthalle di Zurigo, il Museo Rodin di Parigi il Mamco e il Centro di arte contemporanea di Ginevra, il monumentale Wall drawing di Sol Lewitt, The pool bar con il meglio delle gallerie partecipanti, dopo aver percorso in lungo e in largo gli stand dell’esposizione, ebbene, si è manifestato in me un certo languorino… Insomma dopo aver nutrito abbondantemente lo spirito, essermi riempita di tanta bellezza, mi è sembrata l’ora di placare un certo appetito che incominciava a farmi rallentare il ritmo della visita.


… che in latino significa affrettati lentamente e che a prima vista può sembrare un ossimoro, ma che dovrebbe rappresentare invece il giusto approccio ad ogni cosa.


La polemica è sempre sterile, ma qui si sfiora la farsa. Le nudità capitoline sono state velate per non “urtare” il premier iraniano in storica visita a Roma, culture diverse creano inevitabilmente problemi di protocollo… Ora, poiché la decisione di nascondere alla vista i nudi è sembrata a tutti quanto meno ridicola, inizia il consueto balletto dell’attribuzione della colpa. Nessuno ne sa nulla, l’ordine non proviene dall’alto (?), il ministro della cultura la bolla come “azione incomprensibile”, la sovrintendenza se ne lava le mani.



Abbiamo parlato ieri di donne che cambiano il mondo e quindi, poiché ieri è stato anche il compleanno di Virginia Woolf, cogliamo l’occasione, che ci sembra ghiotta sulla scia delle notizie di cronaca che si susseguono, per divagare su uno dei suoi romanzi, definito dalla stessa Woolf un pastiche, un divertissement: Orlando.