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Annette Messager, Histoire de robes, 1990

Siete rattristate per lo squallore della televisione pubblica italiana? Per come siamo state trattate, in quanto donne dell’est o dell’ovest? Per tirarvi su di morale, e mandare tutti a quel paese, vi consiglio di vistare la mostra di Annette Messager,  presso Villa Medici, a Roma. Francese, pluripremiata e conosciuta nel mondo dell’arte, Annette Messager rappresenta bene il mondo delle donne: da femminista convinta quale è, sa raccontarne in modo ironico e tagliente il ruolo nella società.

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Annette Messager, Villa Medici, Roma

Il suo lavoro è un assemblage di oggetti trovati, fotografie, collage. I suoi temi svelano molto spesso  l’intimità, le paure nascoste, i dolori delle donne. Come la serie “Histoire de robes”: una serie di vetrine contenenti eleganti abiti femminili sui quali erano con spillate delle piccole pitture o delle fotografie. Ogni vetrina era il un ritratto di una donna diversa.    

La mostra rimarrà aperta fino al 29 aprile, le opere si trovano negli spazi interni e nel giardino. Fra queste, troverete anche una curiosa carta da parati, con delle coloratissime farfalle: in realtà uteri multicolori svolazzanti. Le donne di Messager sono un po’ delle fattucchiere, mostri con dita fatte da matite appuntite, volti poco rassicuranti che potete starne certi nessuno italiano vorrà mai sposare.

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Annette Messager, Villa Medici

Giornata mondiale della poesia

Istituita nel 1999 dall’UNESCO e celebrata per la prima volta il 21 marzo del 2000, la Giornata mondiale della poesia serve a riconoscere alla forma poetica un ruolo centrale nelle cultura e nella tradizione, poiché “ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica” come ha affermato Il presidente della Commissione italiana per l’UNESCO.

Il verso, come parola viva accompagna tutta la nostra vita anche se spesso ne siamo inconsapevoli, dando forma a quei sentimenti che invadono la nostra anima e che altrimenti sarebbe quasi impossibile esprimere.

Vi lascio con una poesia di Paul Eluard perché è bellissima e perché oggi è anche primavera…

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
Ruota un moto di danza e di dolcezza,
Nimbo del tempo, arca notturna e fida,
E se non so piú tutto quello che vissi
È che non sempre i tuoi occhi m’hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
Canne del vento, risa profumate,
Ali che il mondo coprono di luce,
Navi che il cielo recano ed il mare,
Caccia dei suoni e fonti dei colori,

Profumi schiusi da cova di aurore
Sempre posata su paglia degli astri,
Come il giorno vive d’innocenza
Il mondo vive dei tuoi occhi puri
E va tutto il mio sangue in quegli sguardi.

Che settimana ci aspetta!

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Ecco una settimana che ci ricorda quanto sia bella la vita.

-Oggi si festeggia il Nowruz il capodanno afgano, iraniano e persiano.

-Domani avremo il primo giorno di primavera e la giornata mondiale dedicata alla  poesia, entrambi il 21 marzo.

-Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua.

-Nel fine settimana tornano le mie due figlie dal paese dove studiano.

Per la festa del Nowruz è tradizione apparecchiare una tavola con 7 elementi che simboleggiano: l’alba, la rinascita, amore, salute, bellezza, abbondanza e pazienza. Si mangia il buonissimo Qabili Palau un riso con carote,agnello e uvetta.

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Tavola per il Nowruz

Sul primo giorno di primavera dirò solo che in Svizzera, in questo periodo, spuntano spontanei nei prati dei piccoli fiori gialli. Ogni anno li vedo, ogni anno mi sorprendo di queste piccole isole di colore, dopo il grigio dell’inverno.

Per la poesia scelgo questo verso  della poetessa e artista Sabrina Foschini:

Impietrisce come un orto /la lingua d’amore che ha già detto tutto

Invece in occasione della giornata mondiale dell’acqua, vi segnalo una bella mostra che si aprirà a Ginevra proprio il 22 marzo , dal titolo Aqua- Les artistes contemporains e l’enjeu de l’eau. Un mostra a cura di Adelina von Furstenberg dove più di trenta artisti da tutte le parti del mondo ci racconteranno l’acqua dal loro punto di vista.5ad8ca_7c593ce768cd4331a2f184a2d1ff5e33-mv2

Per le due belle figlie che aspetto a casa: lenzuoli alle finestre , attacco alla polvere e camere tirate a lustro.   

Buon lunedì

Ed ecco la soluzione…

Rullo ti tamburi per Fiorella!

Complimenti si tratta proprio di pane “fossile”. Proviene dagli scavi di Pompei ed è stato rinvenuto una novantina di anni fa. Era noto come panis siligineus flores, dalla siliga pregiata farina bianca raffinata, veniva tagliato dal panettiere prima di infornarlo in otto spicchi in modo da poterlo dividere facilmente.

Questo è, come dire, un po’ bruciato! Per chi volesse provare a riproporlo, ecco la ricetta frutto di studi comparati di archeologi e chef

400 gr. lievito madre

12 gr. di lievito

18 gr. di glutine

24 gr. di sale

405 gr. di farina di farro

405 gr. di farina integrale

mezzo litro di acqua

 

Indovinello del venerdì

Continuiamo con gli indovinelli offrendovi foto di oggetti strani, dimenticati, inusuali. Questa settimana ringraziamo una cara amica che pensando a noi e al nostro gioco ci ha suggerito di postare questo oggetto misterioso. Come di consueto a voi sta la soluzione!

Nel caso voleste aiutarci inviate a  italianintransito@gmail.com  la foto dell’oggetto strano o del particolare che volete proporre come indovinello della settimana.

Aspettiamo i vostri suggerimenti e grazie Tiziana!

Arrivano i robot

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Spillikin, Pipeline Theatre, Londra

Chi prevede il futuro ci ha avvertiti: i robot faranno sempre più le medesime cose che facciamo noi. Non sono un’esperta ma basta leggere le notizie che circolano in rete e lo si capisce bene. A Londra ad esempio in questi giorni, ha fatto scalpore il robot attore che recita al Pipeline Theatre nello spettacolo Spillikin.

Non pochi si domandano se saranno loro a comandare su di noi e in quanti lavori arriveranno a sostituirci. Qui in Svizzera invece la questione è affrontata da un altro punto di vista. Infatti l’avvocato e professore di diritto ginevrino Xavier Oberson, sul quotidiano Le Temps, ha argomentato sulla necessità che i robot debbano essere tassati.Stagno-classico-Vento-Fino-Giocattoli-Robot-Giocattolo-D-epoca-per-I-Ragazzi-Bambini-Regalo-Di-Natale

Insomma, se questa rivoluzione tecnologica è in atto, occorre comunicare a pensare a delle tasse che possano sostenere lo stato sociale futuro senza frenare l’innovazione.

Questo problema non ha ancora trovato una soluzione. Per il momento è stato chiesto al Parlamento Europeo di pronunciarsi sulla creazione d’uno statuto giuridico per i Robot. Norme che possano mettere ordine su robot e intelligenza artificiale. Staremo a vedere cosa ci riserva il futuro.

3,14 ovvero Pi greco

Il 14 marzo (3.14) si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale del Pi greco, meglio conosciuta come Pi Day. Ne parlo perché ciò che ho visto e letto su questo argomento mi ha dato la misura di quanto gli esseri umani possano essere diversi fra loro e di come mentre gli uni provano un fremito davanti ad uno spettacolo naturale, ascoltando musica o leggendo una poesia, altri sentono realmente qualche cosa creando un’equazione…

Innanzitutto, e purtroppo non è un ricordo che risale ai tempi della scuola, due parole su cos’è il Pi greco. Si tratta di una costante matematica che rappresenta il rapporto tra il diametro di un cerchio e la sua circonferenza. Giuro che ho fatto di tutto per memorizzare se non altro la storia di questo numero affascinante, ma credetemi tutto ciò che mi è rimasto impresso è che viene usato fin dalla notte dei tempi, una misurazione simile a quella possibile con il Pi greco è presente nella Bibbia, che fu Archimede a farne il calcolo più preciso e che fu chiamato Pi greco a partire dal 1706 dal matematico inglese William Jones. Detto ciò mi scuso con i fanatici del Pi greco se non riesco ad essere più esaustiva. Continuando la mia ricerca ho scoperto che esso è presente quotidianamente nelle nostre vite (chi lo avrebbe detto?) dal diametro della teglia per la crostata, al pallone da calcio, secondo recenti studi anche le anse dei fiumi sottostanno alla regola del Pi greco…

Ho scovato un esperimento che, se avete voglia e tempo potete fare, che dimostra quanto il Pi greco sia subdolamente presente in ogni dove! Se infatti prendete un foglio di cartone, ci disegnate un quadrato con dentro un cerchio, lo mettete fuori dalla finestra e aspettate che piova, contate poi le gocce cadute nel cerchio e nel quadrato, dividete i due numeri e moltiplicate il rapporto per quattro, otterrete un numero molto molto vicino a 3,14, il Pi greco appunto.

Tutto ciò naturalmente non vi porterà a nulla a meno che non facciate parte della categoria di esseri umani che si appassiona al solo pronunciare Pi greco.  Altro fatto incredibile è come generazioni di matematici abbiano caparbiamente cercato di calcolare le cifre decimali dopo la virgola e a tutt’oggi sono arrivati a contarne 5 miliardi…

Comunque per tutti coloro che, come me, non riescono proprio ad appassionarsi ad una costante matematica, sappiate che esiste addirittura un genere letterario che si ispira al Pi greco.

Si chiama Pilish è stato inventato all’inizio del ‘900 e consiste nello scrivere poemi e racconti utilizzando parole della lunghezza indicata dalle cifre decimali del Pi greco (=3.14159265358979…). Classico esempio il breve poema di Joseph Shipley:

But(3) a(1) time(4) I(1) spent(5) wandering(9) in(2) bloomy(6) night(5); (…e via così)

Yon tower, tinkling chimewise, loftily opportune.

Out, up, and together came sudden to Sunday rite,

The one solemnly off to correct plenilune.

Sappiate dunque che se siete ossessionati dal Pi greco potete scrivere in questo modo andando avanti per ben 5 miliardi di cifre, ma credo che si riesca ad impazzire con molto molto meno!

Come crescere forte mia figlia

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Chiamanda Negozi Adichie

Dovremmo essere tutti quanti femministi. Lo dice Chiamanda Negozi Adichie, la scrittrice  nigeriana di cui romanzi vendono in tutto il mondo (uno per tutti: Americanah pubblicato da Einaudi), in un bel libriccino di pochi anni fa. Per eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne dovremmo tutti quanti, uomini  donne, fare una sana iniezione di femminismo.

Io sono d’accordo con lei. E sono felice che abbia appena pubblicato un’altro libro con 15 consigli – sicuramente arguti, come è suo solito – su come aiutare le proprie figlie a divenire donne forti e indipendenti. Si chiama Cara Ijeawele, quindici consigli per crescere una bambina femminista. La forma è quella della lettera a un’amica che le chiede consiglio su come aiutare educare le proprie figlie. Non vedo l’ora di leggerlo.9788806234935_0_0_300_80

Spero che tante,  tante persone anche nella nostra Italia affetta da maschilismo (per me sinonimo di cretinismo) congenito, facciano altrettanto.

Degli alieni, della fine del mondo e altre storie…

“Un giorno forse riceveremo un segnale da un pianeta lontano, ma dobbiamo stare attenti a rispondere”. Così l’astrofisico più noto del mondo, Stephen Hawking, replicava in un’intervista a chi gli chiedeva se siamo soli nell’Universo. Egli, infatti, affermava con assoluta convinzione che l’essere umano non è l’unica forma di vita nell’Universo, ma allo stesso tempo si dimostrava scettico sulla possibilità da parte dell’uomo di mettersi in contatto con un’altra civiltà, con ogni probabilità molto più avanzata della nostra, agli occhi della quale potremmo apparire perfetti da conquistare poiché inferiori e deboli.

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Non solo. Ultimamente Hawking ha messo in guardia l’intera umanità dal pericolo che sta correndo. E questa volta non si tratta di alieni. Lo studioso infatti, basandosi su riscontri oggettivi, ha affermato qualche giorno fa, che l’umanità potrebbe riuscire ad estinguersi da sola senza l’aiuto esterno dell’alieno conquistatore, a causa della sua aggressività, che potrebbe farle sfuggire di mano i progressi tecnologici ai quali stiamo assistendo. “Da quando ha avuto inizio la civiltà, l’aggressività è stata utile poiché ha permesso la sopravvivenza. Ora però, la tecnologia è avanzata a un ritmo tale che questa aggressività potrebbe distruggere tutti noi, con una guerra nucleare o biologica“. Unico modo per reprimere i nostri istinti scimmieschi è l’utilizzo di logica e ragione…

Hawking mi mette un po’ in ambasce dipingendo scenari distopici e apocalittici! Tuttavia, dando un’occhiata a quello che sta accadendo in giro per il mondo, mi convinco che nessun alieno ambirebbe a conquistare una civiltà (?) come la nostra, e, d’altra parte, la mia fiducia innata nell’umanità mi suggerisce che in fondo riusciremo a cavarcela anche stavolta, mettendo da parte la nostra atavica aggressività e innescando il nostro cervello… Vane speranze?

Buona settimana!

Risposta al quesito

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Sentite cosa ci ha raccontato il nostro esperto Francesco Bernocchi:

Nei tempi passati si usava cuocere il pane nel forno comune. Ognuno faceva il suo impasto e lo lasciava lievitare. Nei luoghi di montagna lo si preprarava a novembre, dicembre e si usava per più mesi. 

Il capo famiglia imprimeva sull’impasto il proprio marchio simbolo sigillo in modo da riconoscerlo nel forno comune. 

Ecco svelato l’enigma :l’immagine  che vi abbiamo mostrato è di DUE MARCHI PER IL PANE valdostani del XIX secolo.