
Che dire? La Confesercenti lancia un grido di allarme: per un negozio che si apre in Italia tre chiudono i battenti, si va lentamente verso quella che è stata definita la “desertificazione” delle città. Questo è uno degli aspetti della recessione che ci sta colpendo duramente. I consumi si contraggono, la paura di un nuovo aumento dell’IVA non aiuta, la gente non acquista più… non può più acquistare.
Non so se credere alla decrescita felice e mi domando se sarà felice davvero come ci promettono. Ma so per certo, perché l’ho sperimentato dove vivo adesso, che possiamo “liberare la domenica” e vivere senza negozi aperti almeno un giorno la settimana.
Quando tutto è chiuso si vive meglio. E’ come se invece di riempire il nostro tempo riuscissimo a svuotarlo. All’inizio forse ci dà un senso di disagio, ma poi ti ci abitui e ti senti liberato.
Appena ti svuoti, trovi il tempo per fare cose che non riesci mai a fare. Qui dove vivo, d’estate, molti amano passare i momenti liberi organizzando delle grigliate all’aperto, tutto nella massima semplicità: ogni parco pubblico ha dei luoghi attrezzati per questo, ti porti l’occorrente da casa, lasci pulito e trascorri una bella giornata sui prati. Una buona occasione per incontrare altre persone e sentirsi meno soli e depressi per l’ennesima passeggiata in un grande centro commerciale.
Le stime parlano chiaro, se il trend continua così nel gennaio del 2014 i nostri centri urbani avranno definitivamente cambiato faccia, divenendo più bui e meno serviti.
Ma il trend negativo non è un primato solo italiano, anzi, se da noi chiudono gli esercizi commerciali altrove sono ben altre istituzioni a gettare la spugna.
Vogliamo parlare della Grecia? Dopo la Televisione di Stato, è di ieri la notizia che, fra le lacrime dei musicisti e dei coristi, anche l’orchestra sinfonica nazionale, dopo settantacinque anni di onorato servizio, sarà sciolta.
Da cosa saranno sostituiti questi pezzi della nostra storia? Riusciremo a trovare una via di uscita o siamo davvero alle soglie di un cambiamento epocale non solo delle istituzioni, del modo di vivere e dell’economia ma soprattutto del modo di intendere il mondo e i segreti equilibri che fino qui ci hanno accompagnato?
… vedremo
Io voglio essere più ottimista una strada ci deve essere e in tutto questo capovolgimento l’unica direzione da seguire è quella del buonsenso e della buona volontà.
Petra, la «città rosa», la «città delle tombe», si trova in una valle riparata da ripide montagne, adagiata da secoli in una conca che, se ebbe in principio la funzione di salvaguardare l’abitato dagli attacchi esterni, alla fine ne determinò anche l’oblio.

Il fatto è accaduto la settimana scorsa. Il pianista polacco Krystian Zimerman che stava suonando al Ruhr Piano Festival, durante l’esibizione battibecca con uno spettatore della balconata, poi si ferma, si alza e abbandona il palco, lasciando di stucco gli spettatori.








Di utopie urbanistiche la storia dell’architettura è colma. Di progetti architettonici che hanno cercato, a volte semplicisticamente, di realizzare nuovi modelli di nuclei urbani, frutto dell’immaginazione di pensatori riformisti e filosofi, ne sono rimasti moltissimi.
Qui infatti con uno sforzo economico non indifferente è stato realizzato un progetto ciclopico per rendere la città la prima “tropical Garden City” del mondo, un luogo dove vivere e lavorare meglio. Su 101 ettari di terreno, in gran parte strappati al mare, sono stati realizzati i Gardens by the Bay, 7 differenti giardini botanici ognuno dedicato a un differente ecosistema: Flower Dome, Cloud Forest, Supertree Grove, Heritage Gardens, Dragonfly & Kingfisher Lakes, Bay East Garden, World of Plants. Ma le attrazioni che rendono questo parco unico sono le due immense, le strutture in vetro più grandi del mondo che hanno vetri ad alto rendimento e un sistema di climatizzazione alimentato da tecnologia ecosostenibile: il Flower Dome, che conserva la flora del clima mediterraneo, e la Cloud Forest, con la fauna delle regioni tropicali.