Frieze Art Fair 2014

Front-Cover_1024x1024Fra il 15 e il 18 ottobre chi avrà la fortuna di trovarsi a Londra potrà recarsi alla Frieze Art Fair 2014, la dodicesima edizione della fiera d’arte contemporanea londinese promossa e organizzata dagli editori dell’omonima rivista Frieze.

Quest’anno saranno presenti alla fiera 162 fra le maggiori gallerie di arte contemporanea del mondo che esporranno le opere di artisti provenienti da 25 diversi paesi, confermando il trend acquisito nel tempo che vede la fiera divenire di anno in anno sempre più prestigiosa e famosa nel campo dell’arte contemporanea.

Quest’anno a Frieze Art Fair ci saranno due sezioni distinte: la prima, Focus, dedicata a quelle gallerie che presentano progetti specificamente concepiti per la fiera e Live dedicata alle performance e alle opere di arte partecipata. I sei artisti e le rispettive gallerie che parteciperanno a questa speciale sezione sono: Robert Breer (gb agency, Parigi); Franz Erhard Walther (Galerie Jocelyn Wolff, Parigi); Tamara Henderson (Rodeo, Istanbul); Adam Linder (Silberkuppe, Berlino); Shanzhai Biennial (Project Native Informant, Londra); United Brothers (Green Tea Gallery, Iwaki, Giappone). I progetti di questi artisti faranno parte integrante dell’architettura della fiera e saranno presenti sia negli stand sia negli spazi pubblici.

Un’altra sezione della fiera che non si terrà in Regent’s Park, ma in giro per l’intera Londra è quella intitolata Frieze Projects, che quest’anno si concentrerà su quegli artisti le cui opere creano legami con altre discipline quali la danza, la musica e il cinema.

Ma ancora Frieze Art Fair è: un premio per il migliore artista emergente (quest’anno assegnato a Mélanie Matranga; un premio per la galleria che presenterà lo stand più innovativo di questa edizione (Frieze Stand Prize); Frieze Film con una serie di film presentati durante la fiera e commissionati a giovani artisti; Frieze Talks, una serie di lezioni magistrali, dibattiti e conversazioni sui temi più scottanti dell’arte contemporanea. Infine Frieze è anche Sculpture Park, in cui il visitatore può godere di una notevole quantità di opere in open air

chiacchiere del lunedi

Delphine Boël, The Golden Rule blabla
Delphine Boël, The Golden Rule blabla

Mentre la sfiducia e il disincanto sembrano i tratti principali delle persone della mia generazione, tanti giovani in questo momento mostrano fortissima passione civile, impegnandosi con responsabilità e determinazione per migliorare il mondo in cui viviamo.

Penso a Malala, la ragazza pakistana che lotta per la libertà delle donne e per il diritto all’istruzione, e che ha ricevuto il premio Nobel per la pace, divenendo il simbolo di coloro che credono in un futuro fondato sulla giustizia e non sulla prevaricazione. Penso ai giovani studenti di Hong Kong che manifestano pacificamente e in maniera ordinata per ottenere elezioni libere, cioè l’abc della democrazia. E infine penso ai giovani volontari italiani, gli angeli del fango accorsi a Genova per spalare i detriti e aiutare chi è stato colpito dall’ennesima alluvione.

Questi esempi luminosi, ne potrei citare tanti altri, mi fanno pensare due cose: che è sbagliato vedere nero, perché c’è chi crede nel cambiare le cose, e che certi ideali di dialogo, eguaglianza e giustizia non appartengono a una sola tradizione culturale, ma sono patrimonio di un’umanità in cammino e desiderosa di difendere il proprio diritto a un futuro di pace.

Cartoline

retro-della-cartolina1BzgBF2QCEAAETplLa cartolina di oggi non poteva essere dedicata che a Patrick Modiano, 107° vincitore del premio Nobel per la Letteratura 2014. In Italia, non molto conosciuto, dei suoi romanzi sono stati tradotti questi titoli: Sconosciute (Einaudi, 2000), Dora Bruder (Guanda, 2004), Bijou (Einaudi, 2005), Pedigree (Einaudi, 2006), Nel caffè della giovinezza perduta (Einaudi, 2010), Riduzione di pena (Lantana Editore, 2011), Fiori di rovina (Lantana Editore, 2012), L’Orizzonte (Einaudi, 2012) e Caterina Certezza (Donzelli, 2014).

Amico di Raymond Queneau, che lo introdusse negli ani ’60 presso la casa editrice Gallimard di Parigi, Modiano, (ebreo di origini italiane) è quasi sconosciuto al grande pubblico non francese.

Le motivazioni che gli hanno valso il Nobel sono state dichiarate dal segretario permanente dell’Accademia Svedese Peter Englund, il quale, definendolo il Marcel Proust della letteratura contemporanea, ha affermato che egli ha conquistato il premio grazie “all’arte della memoria con la quale egli ha evocato i più sfuggevoli destini umani e svelato il mondo dell’Occupazione”. I temi ricorrenti nelle sue opere sono la memoria, l’identità e il tempo ed egli scrive i suoi romanzi come altrettante variazioni di questi argomenti.

Dunque congratulazioni Patrick Modiano.

Sicuramente vale la pena di dare un’occhiata alle sue opere.

 

La sala di lettura

Roberto Barni
Roberto Barni

In attesa oggi di sapere chi sarà il vincitore del premio Nobel della letteratura vi ricordiamo la data del 23 ottobre dedicata a tutti i commenti sul libro di J.D. Salinger Il giovane Holden.

Se siete tra quelli che pensano che il libro sia un oggetto ormai sorpassato, non credo sarete interessati a questa nuova casa editrice svizzera, chiamata Clinamen, proprio come la parola usata da Epicuro nella sua fisica. La cosa più soprendente è che non è stata fondata da vecchi intellettuali in via di estinzione, ma da un trio di giovani molto motivati che intendono portare la lettura e il piacere del libro in ambiti diversi dalla libreria o dalla biblioteca.

Io li ho conosciuti per strada, a Ginevra; offrivano il caffè fuori un piccolo spazio espositivo chiamato Zabriskiepoint.

Chi si avvicinava era invitato a guardare dentro e a curiosare tra una serie di fascicoli, disposti in ordine alfabetico, contenenti racconti di autori diversi eprovenienti un po’ da tutto il mondo. Ogni visitatore poteva comporsi il proprio libro di racconti scegliendo quelli che più gli aggradavano, assieme a una copertina disegnata da giovani artisti (vi erano tre opzioni). Gli editori poi rilegavano il libro così composto sul momento, usando delle spirali ad anelli.IMG_4636

I giovani editori mi hanno spiegato che i racconti erano stari scelti da loro. In verità i testi includevano anche poesia e saggi. Una raccolta libera di pensieri. Insomma, ognuno poteva comporsi il proprio libro (e si poteva scegliere anche il colore della spirale!): non un libro qualsiasi, stampato in serie, bensì un libro fatto a mano; un pezzo unico composto come noi lo avevamo voluto.

Nei giovani una nuova speranza di unicità e lavoro artigianale.

Chi volesse conoscere meglio da vicino il lavoro di questa casa editrice può visitare il sito http://www.editions-clinamen.com

 

Bizzarie

Studio Swine, collezione Hair Highway
Studio Swine, collezione Hair Highway

Non dovrei stupirmi , di cose folli e incomprensibili, ce ne sono un’infinità nel mondo, eppure questa notizia mi ha incuriosito e stupito. Sfogliando per caso una nuova rivista di moda svizzera mi sono trovata a leggere una rubrica dal titolo “l’arte di vivere- le piccole cose che fanno la differenza”. Nell’articolo si dava spazio ad oggetti di arredamento, abbigliamento e tra essi veniva presentata una serie di accessori realizzati dall’architetto giapponese Alexander Murakami e dell’artista inglese Alexander Groves. Gli oggetti sono scatole, vassoi, specchi,realizzati in resina e capelli umani. Questa serie fa parte di una collezione chiamata Hair Highway e nell’articolo si sottolineava come il loro aspetto sia esteticamente superbo da rimandare all’Art Deco di Shanghai .

Studio Swine, collezione Hair Higway
Studio Swine, collezione Hair Higway

La moda cerca idee sempre nuove e originali ma in questo caso il risultato è davvero strano e bizzarro. Queste creazioni mi rimandano ad un gusto passato. La loro bellezza infatti va ricercata nello choc e nello stupore che emanano, son so come starebbero nel mio salotto ma senz’altro li vedrei benissimo dentro una wunderkammer “una camera delle meraviglie”, dove venivano raccolti rari oggetti d’arte ma anche fossili o curiosità naturali di tutti i tipi, che procuravano tanto diletto e curiosità nei principi del XVI.

Non solo cartoni…

GalerieArttLudique-dessins-Ghibli-studio2Anni or sono, quando i miei figli erano davvero piccoli e ci divertivamo a guardare insieme i cartoni, mi capitò di vedere un lungometraggio animato che da allora (e parlo di oltre dieci anni) è rimasto impresso nella memoria come uno dei più poetici e struggenti prodotti mai visti. Il titolo era Il castello errante di Howl, e solo parecchio tempo dopo scoprii che il geniale autore di questo gioiello era un giapponese di nome Hayao Miyazaki e che insieme al regista Isao Takahata aveva realizzato tanti altri lungometraggi come questo, primo fra tutti La città incantata (Orso d’oro a Berlino nel 2002 e Oscar come miglior film di animazione nel 2003), e ancora, Porco rosso, Si alza il vento solo per citare i più conosciuti in Italia.

Niente a che vedere con i film Disney, prodotti perfetti creati per fare cassetta, gli anime (termine giapponese che si applica a questo tipo di cartoni) creati dallo Studio Ghibli – così si chiama la casa di produzione fondata dai due Maestri – sono veri e propri gioielli artistici, ponti fra la sensibilità orientale e il pragmatismo occidentale.

LacittaincantataIn molti film disegnati da Miyazaki la visione del mondo, il senso di divertimento infantile, su cui incombe la malinconia degli adulti, e la gioiosa, serena attenzione alla stranezza visiva e la bellezza senza parole, potevano essere realizzati solo in Giappone. Mondi paralleli, sospesi fra la magia e la tradizione, figure che si rifanno alla mitologia giapponese si confondo e fanno da sfondo a storie di una profonda poesia e complessità. Il bene e il male, il cui confine non è sempre così definito in quanto i personaggi hanno la capacità di cambiare, il grande rispetto e affetto per il mondo dei bambini e per quello degli anziani (di stampo decisamente nipponico, dimenticato nel nostro frenetico mondo), l’idea che la terra non sia stata creata esclusivamente per gli uomini, ma per ogni specie vivente, tutti questi sono temi ricorrenti nelle opere di Myiazaki. Un poeta e un artista (non per nulla Miyazaki ha ricevuto nel 2005 il Leone d’Oro alla carriera del 62° Festival del Cinema di Venezia) al quale dal 4 ottobre fino al 1° marzo 2015 è dedicata una mostra al Musée d’Art Ludique di Parigi in cui sono esposti 1300 schizzi preparatori dello Studio Ghibli. Per la prima volta il grande pubblico potrà ammirare i Layout di 30 anni di attività dello Studio, la genesi di quei cartoni che in tanti amiamo e la dimensione artistica all’origine di queste opere.

chiacchiere del lunedì

Delphine Boël, The Golden Rule blabla
Delphine Boël, The Golden Rule blabla

C’era una volta una donna, un’amica che viveva un’esistenza normale, lavoro, casa, figli, marito. Un giorno, dopo un controllo al seno, le è stato annunciato che qualcosa non andava, era apparso un tumore, occorreva operarsi. Non posso descrivere cosa ha passato perché non l’ho vissuto personalmente, ma cosa conta l’ho visto con i miei occhi: le è occorso molto coraggio, l’affetto della famiglia e, attorno a sé, la presenza e la solidarietà vera da parte di tanti amici che hanno creato un’invisibile rete di sostegno per fare in modo che restasse sempre ottimista.

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Anche grazie a tutte queste cose oggi la mia amica ha vinto la sua battaglia.

Da non dimenticare che ottobre è il mese dedicato alla prevenzione contro il tumore al seno: l’autopalpazione e la mammografia possono realmente salvarci la vita, permettendo una diagnosi precoce. Il tumore al seno fa paura ma si può sconfiggere.

Teniamoci caro il nastro rosa da appuntarci sul vestito per sottolineare uno slancio di solidarietà verso la ricerca medica, perché un paese che svolge ricerca in maniera continua sulle malattie, in ogni loro forma, è un paese civile che desidera per tutti un’esistenza normale.

Cartoline

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La cartolina di oggi la vogliamo spedire a tutti coloro che pensano che una donna che subisce violenza (di qualsiasi natura essa sia) in fondo se l’è un po’ cercata, in fondo ha dato al suo aggressore segnali contrastanti che l’hanno messa nella condizione di “meritare” in qualche modo questa punizione.

Aldilà dei tecnicismi, aldilà delle sentenze e dei fiumi di parole che si scrivono in questi casi, noi vorremmo solo affermare con forza che la violenza sulle donne, di qualsiasi natura sia, non può avere attenuanti.

Un “no” è un “no” a prescindere da chi lo pronunci e in quale situazione.

Ci piacerebbe che il messaggio arrivasse forte e chiaro e per farlo usiamo le parole del Parlamento Europeo:

Con l’espressione “violenza nei confronti delle donne” si intende designare una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata;

l’espressione “violenza domestica” designa tutti gli atti di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all’interno della famiglia o del nucleo familiare o tra attuali o precedenti coniugi o partner, indipendentemente dal fatto che l’autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima;

con il termine “genere” ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una determinata società considera appropriati per donne e uomini;

 l’espressione “violenza contro le donne basata sul genere” designa qualsiasi violenza diretta contro una donna in quanto tale, o che colpisce le donne in modo sproporzionato;

 per “vittima” si intende qualsiasi persona fisica che subisce gli atti o i comportamenti di cui ai precedenti commi;

 con il termine “donne” sono da intendersi anche le ragazze di meno di 18 anni.

La sala di lettura

Roberto Barni
Roberto Barni

La nostra sala di lettura è ricca di buoni consigli su libri da leggere, ma vuole anche essere un modo per rispolverare il ricordo di libri già letti, che in un modo o in un altro sono stati formativi e importanti.

Per me uno di questi è Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, scritto nel 1951, in cui l’imperatore in prima persona parla della sua vita, della sua storia che coincide inevitabilmente con quella di Roma, della sua filosofia di vita, impregnato com’era di quello spirito ereditato dai Greci che ancora oggi è alla base di tutto il pensiero occidentale.

Una figura tragica e poetica, umana e universale. Dove, meglio che in questo spazio riproporre un breve estratto in cui Adriano/Yourcenar parla dei libri?

“La parola scritta mi ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press’a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m’hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l’andar del tempo, la vita m’ha chiarito i libri.

Ma questi mentono. anche i più sinceri. I meno abili in mancanza di parole e di frasi nelle quali racchiuderla, colgono della vita un’immagine povera e piatta; altri, come Lucano, l’appesantiscono, l’ammantano di una dignità che non possiede. Altri ancora, al contrario, come Petronio, l’alleggeriscono, ne fanno una palla vuota e saltellante, che é facile prendere e lanciare in un universo senza peso. I poeti ci trasportano in un mondo più vasto, o più bello, più ardente o più dolce di quello che ci è dato; per ciò appunto diverso e in pratica pressoché inabitabile. I filosofi  sottopongono la realtà, per poterla studiare allo stato puro, press’a poco alle stesse trasformazioni che subiscono i corpi sotto l’azione del fuoco o del macero: di un essere o di un avvenimento, quali li abbiamo conosciuti noi, pare non sussista nulla in quei cristalli e in quella cenere. Gli storici ci propongono una visione sistematica del passato, troppo completa, una serie di cause ed affetti troppo esatta e nitida per aver mai potuto esser vera del tutto; rimodellano questa docile materia inanimata, ma io so che anche a Plutarco sfuggirà sempre Alessandro. I narratori, gli autori di favole milesie altro non fanno che appendere in mostra sul banco, a guisa di macellai, piccoli pezzi di carne graditi alle mosche.

Mi troverei molto male in un mondo senza libri, ma non é lì che si trova la realtà, dato che non vi è per intero…”

Da, M. Yourcenar, Memorie di Adriano, p. 23, Einaudi, Torino, 1981

L’arte contemporanea è cosa per pochi?

Jenny Holzer,
Jenny Holzer, San Diego, 2007

Un’opera d’arte è sempre lo specchio di un determinato periodo storico.

Ognuno di noi vivendo in una città mette in relazione il proprio corpo con l’ambiente in cui vive. Camminando percepiamo varie sensazioni: caldo, freddo, ruvido, ripido, vuoto; tutte informazioni che arrivano poi al cervello. E così la piazza che attraverso ogni mattina, o il muro lungo il quale cammino, si imprimono nella mia mente e si trasformano in linguaggio.

Accade proprio questo anche ogni volta che lo spazio urbano accoglie una nuova opera d’arte: è un’occasione di arricchimento che regala una ulteriore chiave di lettura della città. L’opera potrà certo provocare anche disorientamento o reazioni contrastanti, ma sicuramente facilita il rafforzamento del senso di appartenenza a una collettività. In questo senso, l’opera d’arte contemporanea non non ha mai una mera funzione decorativa.

Christo
Christo, Wrapped Reichstag,1995

Eppure da un po’ di tempo stiamo assistendo ad una nuova ingiustizia, forse poco grave, direte voi se comparata alle molte in atto, pero’ più’ subdola perché passa inosservata: quando si investe in arte si urla allo scandalo e allo spreco. Le critiche sembrano quasi affermare che l’arte non è cosa per tutti ma solo  per una piccola elite che ha tempo da perdere e denaro da spendere.

Niente di più ingiusto per tutti. Le opere d’arte contemporanee pensate per le nostre città sono un investimento per il futuro, verranno assorbite dalle nostre menti e ci trasformeranno come ogni cosa con cui entriamo in contatto. Più le nostre città saranno luoghi per incontri con le forme e con il pensiero creativo e più le nostri menti e i nostri corpi vivranno una qualità di vita migliore.